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Capitolo VI - Il Mondo d’Incubo (5)

20 Luglio 2008

Se da qualche parte, nella sua mente, il dubbio aveva cercato in qualche misura di indebolire la sua risoluzione, davvero i suoi gesti non ne tradirono traccia: il capo del fiore tormentato si reclinò un momento, e poi, reciso, cadde di lato, mentre lo stelo si accascaiva e la linfa vitale scorreva rapida ad inscurire l’indifferente nuda terra.

Spente finalmente le odiose litanie, scacciato l’Incubo ed uccisa la storpia, Sorien rimase immobile, nel più totale silenzio, quasi la notte, unica ma immensa, fosse rimasta attonita di fronte al gesto che nessuno più, in quel tempo dannato, avrebbe certo ritenuto empio.

E se davvero una ragione superiore vi fosse stata in quel mondo; se davvero al giusto gesto fosse seguita, se non la ricompensa, quanto meno la pietosa dimenticanza, davvero l’ordita trama del tempo si sarebbe disfatta ed il Cavaliere avrebbe visto finire la sua odiosa condanna.

Ed invece così non accadde. Mai gli oscuri guardiani avrebbero volontariamente permesso che quel ramo dell’Albero delle Storie rimanesse infruttuoso: tanto divertimento aveva loro concesso, che altro ancora, avidi ed insaziabili, avrebbero da questo preteso ed, estasiati, ottenuto.

Una folata di gelido vento.

L’odore della terra e del sangue.

E Sorien riprese coscienza del luogo e del tempo nel quale si trovava, realizzando improvvisamente che non avrebbe potuto quella volta comportarsi come in tutte le precedenti: avrebbe dovuto tornare ad essere quel che più non era, e dare sepoltura all’incolpevole uccisa.

Si sorprese della propria determinazione.

Erano quelli tempi in cui il culto dei morti non era più nemmeno mera superstizione. Aveva veduto città nelle quali i cadaveri, gonfi e marciscenti, erano stati lasciati al centro di vie e piazze. Si era trattato spesso di atti deliberati volti a diffondere la contaminazione e la morte, ma altrettanto spesso non vi era alcun deliberato fine a dar conto di tanto abietto e vile gesto: semplicemente, i corpi erano lasciati ad imputridire sotto la pioggia o disfarsi sotto l’impietoso sole, perché non vi era più nessuno che moralmente sentisse l’obbligo di occuparsi della loro sepoltura.

Di là dalle necessità di proteggere la salute propria e altrui, il culto dei morti aveva trovato ragione e radice in un sentimento di pietà e comprensione che non era più del mondo nel quale Sorien sopravviveva. Spariti i monaci ed i preti, le chiese erano divenuti oscuri ricoveri per sbandati ed assassini, mentre i cimiteri, dimenticati nella loro funzione cultuale, davano accoglienza a tumuli insignificanti di fronte ai quali nessuno pregava né tantomeno poneva in essere libagioni.

Nell’aridità dell’anima, era piuttosto il mondo tutto ad essersi trasformato in un immenso sepolcro, nel quale anche coloro che ancora camminavano erano già stati tumulati.

E non era affatto una tomba di pace e di riposo.

Il motivo per il quale ora Sorien sentiva l’obbligo di sepellire la storpia non nasceva certo dall’illusione di riportare in quel mondo disfatto il segno di una possibile salvezza nella quale lui stesso, da tempo, aveva smesso definitivamente di credere: Né, per il vero, era rimasta in lui tanto radicata traccia di timore divino: probabilmente, se si fosse ulteriormente attardato, quella risoluzione sarebbe svanita ed il suo passo, senza ulteriori esitazioni, lo avrebbe ricondotto all’accampamento. Non avrebbe mai più fatto ritorno in quel luogo e presto si sarebbe dimenticato di quanto là accaduto. In fondo aveva veduto e fatto cose ben peggiori.

Quel gesto nemmeno avrebbe compiuto per la giovane storpia, che il cuore malato e la mente disturbata avevano spinto a stringere un patto con l’immondo al fine di vivere nell’inganno di un insano ed impossibile ricongiungimento. Non lo avrebbe fatto per dar sepoltura ad una incolpevole che la giustizia della necessità aveva reso vittima, e dare riposo alla sua anima tormentata.

Non sarebbe stato possibile, anche se l’Incubo non l’avesse legata a sè sottraendole per sempre la possibilità di trovar pace al di là della Soglia: avrebbe pur sempre vagato tormentata, lentamente e per l’eternità divorata dalle immonde cose che quel mondo avevano contaminato privando l’uomo di ogni possibile ricompensa per le terrene tribolazioni.

No: per la storpia non vi sarebbe stata necessità di compiere alcun gesto.

Lo avrebbe fatto per lui stesso.

E per Leilani.

Se colei per la quale era vissuto lo avesse visto ora davanti a quel misero deturpato corpo, incapace di dimostrare anche un minimo segno di umanità, lo avrebbe ripudiato e disconosciuto. E benché Leilani fosse stata causa del suo più profondo dolore, non avrebbe potuto compiere l’ultima missione che si era attribuito senza saperla presente, vicino a lui. Eterna condanna.

Si guardò intorno.

Sarebbe stato davvero un misero luogo nel quale cercare riposo. Avrebbe dovuto scavare in profondità e scegliere con cura le pietre più adatte.

E non sarebbe bastato.

Sentì freddo.

La gamba prese a pulsare.

Cercò di spingere i propri pensieri lontano. Non era una ferita profonda e la contaminazione non poteva raggiungere le profondità cupe del suo essere, protette da Tormento.

Nondimeno il dolore gelido risalì fino all’anca prima di fermarsi, intorpidendo i suoi sensi.

Tornò a guardare verso il corpo della storpia: minuto e consunto dal male non sarebbe certo stato un gran peso. Ma dove portarla? Non aveva tempo di compiere ricerche e del resto dubitava che l’allontanarsi da quei luoghi gli avrebbe consentito di avere maggior fortuna.

L’avrebbe sepolta lì, insieme ai tumuli senza nome. Sperando che il Male si dimenticasse di lei.

Non fu così.

Nell’aria si diffonde improvviso uno strano odore che per qualche momento confonde con quello dell’incenso.

Il freddo diviene ancora più intenso.

Comprende.

Il suono terribile ed angosciante di una corda di strumento che si strappa…

…e poi gorgoglii liquidi e viscidi.

Ed il corpo della storpia prende a muoversi.

(…continua…)

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Aerei Militari Giapponesi…e Manga!

19 Luglio 2008

Di quale entità sia il fenomeno manga-anime in Giappone è ben noto a coloro che proprio suo tramite si sono innamorati del Paese del Sol Levante.

A volte, tuttavia, per quanto si sia di mentalità aperte, si rimane ugualmente davvero sorpresi.

Un significativo esempio l’ho trovato in internet, sul blog indicato nelle seguenti foto:

Sì: il dubbio che si tratti di un qualche ritocco con photoshop mi ha sfiorato, ma la fonte sembra smentire…

Comunque vi rimando al suo blog: Nerdice.wordpress.com

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Tatsunoko VS Capcom - Primo video

12 Luglio 2008

C’è voluto un po’, ma dopo le prime immagini (di ottima qualità) ecco il primo video su youtube (dalla qualità non eccelsa) del gioco più bello per i nostalgici degli anni ‘80:

[fonte rindondante: Mazinga Avanti]

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Il Ritorno di One Piece!

6 Luglio 2008

E’ passato davvero molto tempo (circa 2 anni) da quando mediaset ha trasmesso l’ultima puntata di One Piece…

Dall’8 luglio, finalmente, con nuove puntate, il pirata più pazzo degli anime ritorna anche in Italia!

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“Il Marito”: L’ultimo Thriller firmato Koontz

6 Luglio 2008

Teso ed avvincente

Con “Il Marito” Koontz ritorna al genere che gli ha dato forse maggior successo e notorietà: il Thriller puro, diretto, rapido, avvincente.

Non che, per il vero, negli altri suoi romanzi, il brivido teso e l’azione rapida siano assenti (con l’unica eccezione, forse, di Sussurri). Ma gli amanti di Koontz ben conoscono quale rilevante distanza separi romanzi quali Là fuori nel buio, L’uomo che amava le tenebre o Fuoco Freddo, da altri quali Intensity o Velocity.

Come noto, le tamatiche care a Koontz sono varie: mutazioni genetiche fuori controllo (Mostri, Mezzanotte, L’Uomo che amava le Tenebre); manipolazioni mentali e del subconscio (La Casa del Tuono, Quando scendono le tenebre, Falsa Memoria); mostri dai temibili poteri psichici (Il posto del Buio, Incubi, Fuoco Freddo, Sopravvissuto) e più raramente creature sovrannaturali (Là Fuori nel Buio, Phantoms) e alieni (Strangers, L’ultima porta del cielo).

In questi romanzi l’elemento “fantanscientifico” o “sovrannaturale” è preponderante, ma la narrazione è comunque incentrata su quanto accade in pochi giorni, a volte in una sola notte, talché gli eventi si susseguono incalzanti, senza inutili pause, digressioni, cadute di intensità. Si tratta, in poche parole, di veri e propri Thriller-Horror.

In altri romanzi l’elemento sovrannaturale viene lasciato ai margini, a volte appena palpabile, e tutto ruota intorno ad un ristretto numero di personaggi, coinvolti, spesso per caso, negli oscuri piani di invincibili ed astuti serial killers o assassini di professione (Intensity, Velocity).

Il Marito“, agile romanzo di solo 359 pagine, appartiene a questa ultima linea narrativa.

L’elemento sovrannaturale, come anticipato, non dispare totalmente, ma rimane ai margini dello sguardo: si stratta al più di percezioni, presentimenti, tali da aggiungere “un qualcosa in più” alla narrazione, senza però divenire elemento focale.

L’affezionato lettore ritrova qui i tanti elementi oramai distintivi: l’ironia accattivante (anche se non ai livelli forse eccessivi di Thomas Odd), l’azione fotografata nel dettaglio, il colpo di scena convincente mai forzato.

E ritrova ovviamente la descrizione minuziosa di giardini e piante californiane, le battute, i personaggi curiosi. Immancabile la presenza, seppur qui defilata, di un golden retriever*.

Della trama non posso però davvero anticipare nulla, se non giusto l’inizio:

Mitch è un giardiniere. Lunedì 14 maggio si trova al lavoro, come tutti gli altri giorni, con l’amico Iggy, buono, disponibile, ma certo non molto perspicace. Inattesa, alle 11.43, giunge la telefonata di Holly, la moglie di Mitch. Poche parole. Poi alla sua si sostituisce la voce di uno sconosciuto. E ha inizio l’orrore…

Altro non potrebbe da parte mia davvero aggiungersi: pagina dopo pagina, in un vorticare continuo di eventi, il lettore non ha mai modo “di tirare il fiato”.

Le sorprese ed i colpi di scena non mancano certo.

Lo devo ammettere: una volta sono davvero stato colto di sorpresa anche io.

Voto: 8

[* Per chi ancora non lo sapesse, il riferimento è all'affezionato amico di una vita, Trixie, il golden retriever di Koontz, morto qualche tempo fa]

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L’ultimo libro della saga di Terry Goodkind: Scontro Finale (Confessor)

25 Giugno 2008

Un libro intenso e avventuroso, nello stile del miglior Goodkind.

Con Scontro Finale (titolo originale Confessor) giunge alla sua risolutiva fine la lunga e fortunatissima saga de La Spada della Verità, presto trasposta sul piccolo schermo da Sam Raimi (!).

Goodkind porta a conclusione una storia affascinante, brillante ed avvincente, mantenendo intatte nell’originale afflato tensione e spirito: le pagine scorrono rapide, mentre le immagini si fissano con forza nella mente del lettore.

Con il primo romanzo dell’ultima trilogia, Goodkind aveva trasformato molti dei suoi personaggi riuscendo nella davvero difficile impresa di mantenere intatti indole e personali propensioni, ma al contempo modificando quei pur fondamentali tratti della personalità che, svanita dall’esistenza colei che maggiormente li aveva influenzati, dovevano trasformarsi in qualcosa di nuovo.

A seguito dell’evocazione della Catena di Fuoco, Kahlan è infatti stata cancellata dai ricordi di tutti: è come non fosse mai esistita; è divenuta davvero una sorta di Fantasma (da cui il titolo del secondo libro della trilogia). Conseguentemente, i principali alleati di Richard Rahl che maggiormente sono stati influenzati dalla sua tenacia, dal suo profondo amore per la vita, mutano sensibilmente: Ann, la ex Priora delle Sorelle della Luce, ridiventa la fredda mente calcolatrice che brama controllare, pur nel perseguimento di un nobile fine, la vita e le scelte di tutti, mentre Zedd perde gran parte dei tratti più squisitamente umani.

Non sono certo le uniche perdite, ma al protagonista Richard vengono meno risorse sulle quali ha sempre potuto contare, seppur in diversa misura.

Ed intanto, intorno, la Magia muore.

In Scontro Finale viene dunque ancora narrato il tentativo ostinato di Richard, apparentemente senza speranza, di recuperare l’amore della sua vita e di difendere tutto quello che ha più caro, comprese le persone la cui vita sente di sua responsabilità, dalla forza apparentemente inarrestabile e sconfinata dell’Ordine Imperiale.

E’ un’impresa che non può che essere tentata su più piani contemporaneamente: Richard deve impedire che l’Ordine conquisti il Palazzo del Popolo; deve evitare che Jagang si impossessi, attraverso la decifrazione dei Libri delle Ombre Importanti, del potere dell’Orden, unico capace di rompere l’incantesimo della Catena di Fuoco; deve salvare Kahlan dalla prigionia; deve riacquistare il suo Dono ed imparare ad utilizzarlo al massimo delle sue potenzialità. E soprattutto deve riuscire a sconfiggere qualcosa di più potente di qualsiasi magia od esercito: deve trionfare su una ideologia distorta ed ammorbante.

Più volte nel testo si legge infatti che Richard e Nicci (colei che ha lasciato le fila dell’Ordine ed è rinata a nuova vita proprio grazie al cercatore della Verità) sono ben consapevoli che la morte del Tiranno dei Sogni non fermeremme l’esercito oscuro che si è accampato fuori dalle apparentemente inespugnabili mura del Palazzo del Popolo. Bramoso di uccidere, devastare, struprare, ogni uomo del Vecchio Mondo non si fermerebbe nemmeno davanti alla morte del suo condottiero.

Il nemico è dunque qualcosa di tanto potente quanto impalpabile: pur disfatto il potere della Catena di Fuoco e così arrestata la morte della Magia conseguente alla contaminazione dei Rintocchi, la vera vittoria non sarebbe ugualmente conseguita; prima o poi Jagang sarebbe sostituito ed il massacro ripreso.

Pur spesso soggiogato dalla consapevolezza della steriilità di molti suoi sforzi, Richard non si darà però mai per vinto: lui, del resto, anche senza la Spada della Verità, è detentore di entrambe le anime della Magia; sa ballare la Danza della Morte ed essere conseguentemente il più letale degli spadaccini; ma soprattutto è il Cercatore, nato per difendere e far trionfare veri valori morali sull’oscurità annichilente della menzogna.

Scontro Finale non è infatti solo un romanzo Fantasy: l’intera saga è evidentemente nel progetto dell’autore una sorta di manifesto ideologico, la trasposizione romanzata del vibrante ed inconciliabile scontro tra due visioni della vita completamente contrattaposte.

Da una parte il razionalismo positivista strenuo difensore dell’intrinseco valore della vita; dall’altro l’irrazionalismo fideistico antistorico e pessimista che odia perché invidia e che distrugge perché incapace di creare.

Così l’avventura diviene ammaestramento morale, compiuto mito filosofico della riscoperta e conquista da parte dell’individuo delle proprie radici etiche, contro la deriva corruttibile e contaminante della massa cieca, volubile, stolta, facile contemporaneamente al relativismo etico ed alla disarmante stolidità contraddittoria della falsa fede.

La struttura ideologica portante del romanzo (Goodkind è largamente influenzato dall’Oggettivismo di Ayn Rand) non è tuttavia mai tale da soffocare il ritmo incalzante di una narrazione che si mantiene come sempre ancora piacevole e scorrevole.

Ancora una volta il lettore troverà le grandi battaglie, i capovolgimenti di prospettiva, le strabilianti magie, gli imprevisti, gli angoscianti orrori. E come sempre si perderà nei meandri oscuri della Magia così come creata e modellata da Goodkind, in un difficile equilibrio di infinite complicazioni e risoluzioni luminose e trancianti.

Vi saranno molti incontri, in una storia che si chiude simbolicamente quasi a cerchio con il ritorno sulla scena di molti personaggi che sembravano dimenticati od oramai privi di importanza, ed alcune perdite.

Il finale è per molti versi sorprendente e non del tutto scontato.

Per chi ha letto i precedenti volumi della Saga, ovviamente imperdibile!

Qui subito di seguito il link al blog del traduttore di “Scontro Finale“, che ho avuto modo di conoscere attraverso il sito Anobii (che consiglio vivamente a tutti i lettori e del quale, prima o poi, parlerò un poco nel blog): La Nota del Traduttore

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Aria sulla quarta corda

16 Giugno 2008

Da qualche tempo il coro del quale mi pregio far parte si esercita per intepretare al meglio delle sue possibilità il brano “aria sulla quarta corda” di Bach (meglio nota - ai profani - come sigla di quark).

Un primo tentativo, riuscito ma non ai livelli auspicati, è stato fatto in occasione del concerto di Torino (di cui al mio precedente post). Girovagando su internet ho trovato un’intepretazione del medesimo brano che ritengo sia il caso di condividere con i lettori (occasionali e non) di questo blog:

Per chi preferisse l’interpretazione solo strumentale, mi permetto di segnalare quella di Sarah Chang:

Per gli interessati: il prossimo concerto del Coro Polifonico di Albisola Superiore si terrà il giorno 24 giugno 2008 a Mele, Genova, ore 21.00 e seguenti (si tratta di una rassegna di cori).

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Naruto Shippuden su Italia 1

4 Giugno 2008

La notizia è fresca fresca, ma, lungi dall’indurmi a facile entusiasmo, è fonte di non scarsa preoccupazione:

ITALIA 1 TRASMETTERA’ LA SECONDA SERIE DI NARUTO (NARUTO SHIPPUDEN) A PARTIRE DA NOVEMBRE!

Arriverà quindi anche in Italia, in chiaro, la serie record di ascolti in Giappone, trasmessa dal febbraio 2007 e composta al momento di 60 episodi.

In sè e per sè, ovviamente, la notizia dovrebbe colmare di trepidante attesa i tanti fans, ma in tutti serpeggia già più di qualche giustificato timore. Chi conosce la serie originale, sa benissimo a quali orribili tagli sia stata sottoposta la prima serie; a quali torture sarà sottoposta la seconda?

Temo si avrà l’occasione di scoprirlo…

Frattanto, finita la prima serie di Naruto, avremo occasione di rivedere One Piece!

Fonte: FantasyMagazine

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Il Ritorno di Tad Williams

31 Maggio 2008

Qualche tempo addietro avevo segnalato, tra i libri vivamente consigliati, la saga scritta da Tad Williams, avvisando però che la ricerca dei volumi che la compongono (il Trono del Drago, La Pietra dell’Addio, La Torre dell’Angelo Verde prima e seconda parte) sarebbe stata ben difficoltosa e forse disperata. Salvo che qualche “folle” non avesse pensato bene di liberarsene attraverso e-bay…

Oggi apprendo con estremo piacere che finalmente un’altra casa editrice italiana, Armenia, si premurerà di “far tornare” Tad Williams in Italia.

L’uscita è prevista per giugno di quest’anno!

Finalmente l’Italia avrà modo di incontrare di nuovo uno dei più affermati ed apprezzati scrittori fantasy del mondo.

Per tutte la bibliografia: consultare la pagina dedicata della wikipedia inglese.

Questo il sito ufficiale dello scrittore: tadwilliams.com

Segnalo che una delle sue recenti saghe, Otherland, ha ispirato un brano omonimo dei Blind Guardian (già più volte citati dall’Oracolo).

Nota: grazie ed un amico, posso vatare il possesso del primo libro della saga scritto in lingua originale e FIRMATO DALL’AUTORE! Uno dei migliori regali che io abbia mai ricevuto. Grazie ancora Alessio.

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Vecchie Glorie VS Vecchi Eroi - Alias Capcom VS Tatsunoko!

29 Maggio 2008

Avreste mai pensato di vedere affrontarsi in titanico scontro Ken dei Gatchman contro Ryu di Street Fighter? NO?

Si vede allora che avete una fantasia molto limitata o non siete sufficientemente giapponesi…!!!!!

Ecco le prime suggestive immagini del nuovo gioco nato dall’inimmaginabile incontro tra Capcom (creatrice del buon vecchio Street Fighter) e Tatsunoko (la casa madre del Mitico Kyashan e degli indimenticabili Gatchman, come pure del buon Yattaman, serie Time Bokan), dal titolo molto esplicativo

CAPCOM VS TATSUNOKO Cross generation of Heroes!

Ovviamente è vietato lesinare gli effetti speciali!

Non ci si può esimere da fare quattro salti ogni tanto…

Ed ovviamente, gli amici più fedeli non stanno a guardare:

Le immagini sono tratte da questo sito, dove ne potrete trovare molte altre: famitsu.com

Nel sito viene data una panoramica di tutti i personaggi, con le rispettive mosse ed abilità.

Ecco qui poi una bella galleria:

Un solo commento: INCREDIBILE!!!!

[Altre immagini su gamesblog.it]