Il Goodwood Festival è una ricorrenza oramai annuale dedicata alla presentazione di macchine da corsa di tutti i tempi, con un occhio di riguardo per quelle più particolari e di sicuro interesse per il grande pubblico, tanto da attirare ogni volta almeno 150.000 visitatori.
Una davvero simpatica trovata che si ripete oramai ogni anno è una corsa del tutto particolare…
Ricordate la famosissima e celeberrima serie animata televisiva di molti anni fa “Wacky Races“?
Sicuramente sì:
(Purtroppo non è possibile incorporare sul blog i video italiani su youtube…Vi basterà fare una breve ricerca.)
Ne avevamo già in precedenza parlato, per la precisione in occasione della rievocazione dei migliori cartoni della nostra infanzia, quando per la prima volta conoscemmo il termine cyborg.
Molti se li ricorderanno così:
Ebbene, il 2009 è l’anno del ritorno di Cyborg 009!
Dopo Yattaman (vedi il trailer nel precedente post), anche un altro eroe dei cartoni aminati targati anni ‘80 ritorna in una nuova veste…
Certo molti di Voi ricorderrano
SAMPEI
Bella la sigla di allora, spesso fatta oggetto di numerose rivisitazioni poco garbate…
Ebbene, incredibile ma vero! Anche Sampei vedrà una realizzazione cinematografica con attori in carne ed ossa!
E’ questa una realizzazione che sinceramente non mi aspettavo, dal momento che di tutti gli anime di allora, Sampei era decisamente uno dei meno spettacolari, con poca trama, poco sviluppo della storia e personaggi troppo lineari.
L’anime si caratterizzava però anche per una notevolmente apprezzabile trasposizione, in chiave di lettura per ragazzi, di miti contadini e pratiche di pesca tradizionali, presentando uno spaccato di vita rurale giapponese quantomai attento. La rilettura fantastica aggiungeva ovviamente pesci dalle dimensioni spropositate o dalle caratteristiche tanto uniche da risultare quantomeno poco credibili, ma si trattava comunque di elementi non disturbanti e che aggiungevano semmai quel tocco in più tale da aumentare l’interesse.
L’Oracolo dei Venti ha iniziato la sua esistenza pubblicando posts sui vecchi cartoni animati di una volta (si scorrano al riguardo le relative categorie a lato).
E’ quindi con grande gioia che segnalo il primo video su youtube di Terre di Confine!
Il Giappone conoscerà ad ottobre il remake dell’animeKyashan!
Eccone alcune immagini, assolutamente da non perdere, che inducono a ritenere che il remake non farà rimpiangere affatto il mito di oramai 30 anni fa:
La storia di Kyashan è ben nota a chi ha vissuto gli anni ‘80 (ed anche qualcosa prima: la serie è del 1973), indiscutibilmente i migliori quanto ad anime.
Mi permetto di rinfrescare un poco la memoria:
La storia narra della terribile e solitaria guerra intrapresa da un ragazzo, Kyashan appunto, contro le temibili forze dei robots ribelli. Consapevole che le capacità umane nulla potrebbero contro la forza dei robots, convince il padre, il dottor Azumi, a trasformarlo in Cyborg. Con la sola compagnia di Flender, l’inseparabile cane robot, e successivamente di Luna, figlia di uno scienziato ucciso dall’esercito dei robots, affronterà pericoli mortali per liberare l’umanità dall’oppressione.
Molti ricorderanno che il Dr Azumi, prigioniero dei Robots dei quali egli stesso è il creatore, riuscirà a salvare la moglie trasferendone anima e pensieri all’interno di un robot cigno, Swanne. Kyashan riceverà spesso così aiuto dalla madre che, restando dietro le linee nemiche, proprio accanto al generale supremo dei robots, otterrà notizie ed informazioni segrete relative ai piani di quest’ultimo.
Kyashan ha conosciuto qualche anno fa una rivisitazione cinematografica, molto visionaria ed oscura:
Qui di seguito il link alla wikipedia per elenco episodi della prima serie e notizie inerenti: wikipedia
Per i più esigenti e per coloro ai quali fosse venuta qualche curiosità in più, ecco il volto del cantante giapponese autore della prima indimenticabile sigla:
Questi è Isao Sasaki, nato il 16 maggio del 1942. La sua voce è molto nota anche in Italia: negli anni ‘70 e ‘80, infatti, per nostra fortuna, molte sigle degli anime vennero lasciate in lingua e musica originali. Non era conseguentamente cosa rara che bambini e ragazzini di allora cantassero, in classe o per strada, quelle che ritenevano essere le parole delle sigle tanto amate. L’interesse per il Giappone, tanto diffuso in Italia, molto di più di quanto si crede, iniziò in tal modo: grazie alle sigle degli anime che mettevano a contatto con una lingua assolutamente ignota ed incomprensibile… e perciò stesso affascinante.
Di Isao Sasaki sono, tra le altre, anche le indimenticabili sigle di Starblazers (rectius: Uchuu Senkan Yamato) e di Grandizer (per noi: Goldrake)
Tanto per avere un’idea di quanto sia amato in patria, ecco le immagini di uno spettacolo televisivo trasmesso in Giappone pochi anni or sono:
Ancora agli anni ‘80 appartengono le sigle di due ottime serie:
Moby Dick 5 1983
Il titolo originale giapponese dell’anime è Mu No Hakugei, ossia la Balena Bianca di Mu. In effetti è certo protagonista della storia una enorme balena bianca capace di raggiungere inimmaginabili profondità marine ed i più alti cieli.
In un futuro immaginato non lontano, le antiche e mitiche civiltà di Atlantide e di Mu ritornano sulla Terra per la più grande delle battaglie, rinnovando lo scontro che millenni prima condusse la prima ad un esilio siderale e l’altra sull’orlo della distruzione. Ma se gli Atlantidei possono contare su una tecnologia nettamente più avanzata di quella degli uomini, sul numero e su un minerale, l’Olyhalcon, dagli usi bellici inimmaginabili; la civiltà di Mu, che ha sempre fatto affidamento sull’Agrel, controllabile solo con la purezza di cuore e con la serenità, può sperare nel risveglio di cinque grandi guerrieri, il cui spirito riposa in cinque ignari ragazzi.
Costoro, nella prima puntata (che è anche l’unica che ricordo bene) si ritrovano sull’Isola di Pasqua: Ken, che sarà il protagonista della serie, perché quivi condotto da una misteriosa ragazza, Madora, che lo ha salvato dalla furia di una tempesta e da morte certa; gli altri perché quivi chiamati da sogni premonitori inesplicabili.
Sull’isola, i ragazzi vengono a conoscenza del grande pericolo che il mondo tutto sta correndo e che l’unica speranza per l’umanità sono loro stessi. Sotto la guida del saggio Mu, che ha sacrificato se stesso perché per l’umanità vi fosse una possibilità di sopravvivenza, i cinque impareranno a controllare il grande potere della Balena Bianca, direttamente proporzionale alla loro forza di volontà.
Intanto tra Madora e Ken nasce un profondo sentimento che sembra però impossibile: la giovane (nella sigla con i capelli blu) è infatti solo un cyborg. Madora ha sacrificato il proprio corpo ad una immortalità non voluta ma indispensabile perché qualcuno vegliasse sul dormiente potere di Mu e sui cinque eroi quando questi si fossero reincarnati, millenni dopo l’esilio di Atlantide.
A parte l’abusato stereotipo del gruppo di cinque soggetti facilmente identificabili (l’eroe valoroso, il secondo “antipatico e rivale” che diviene fedele amico, la ragazza, il bambino, il ciccione) la storia è buona ed il cartone degno di essere rivisto.
In italia uscirono 26 episodi.
Godam 1984
Serie robotica della Tatsunoko (la stessa casa delle serie Time Bokan – delle quali ho già diffusamente parlato). I cattivoni, appartenenti al temibile Popolo degli Abissi, risiedono nel sottosuolo e sono causa ed origine in realtà di molti apparentemente misteriosi incidenti sul mondo di superficie. I buoni, i Gowapper 5, sono un gruppo parecchio eterogeneo di personaggi, per la prima volta capitanati da una ragazza, Yoko. Il secondo in comando, per così dire, è lo scapestrato Go. I campagni di avventura due bambini ed il tipico ed immancabile ciccione.
Godam è un robot particolarissimo, molto distante per mobilità e caratteristiche da tutti gli altri cari robottoni degli anni 80. Molto poco umanizzato, era praticamente immobile: le sue capacità di movimento erano ridotte al minimo, data la mole. Molto più versatili i mezzi a disposizione dei ragazzi, in chiaro stile Tatsunoko, veicoli eterogeni capaci di rispondere a tutte le necessità.
I nemici sono soldati fatti di sabbia, che i Gowapper 5 provvedono ad eliminare ricorrendo anche ad armi molto poco convenzionali (come ad esempio una sorta di strane trottole). Gran parte della storia è dedicata agli studi su come effettivamente questi strani soldati siano venuti al mondo, chi li controlli e come. Verrà scoperta una misteriosa ameba, fonte di strani poteri…
Diversamente da quello che si potrebbe pensare, il titolo del post non è affatto un ingiurioso saluto, magari rivolto a parlamentari poco graditi che a seguito delle ultime elezioni non saranno più in Parlamento; tutt’altro! E’ l’addio, sentito ed in qualche misura sgomento, ad un gruppo musicale che adoravo:
I Cialtroni reinterpretavano [imperfetto odiatissimo] a modo loro le sigle dei cartoni animati e di alcuni telefilm anni 80. Ottimi interpreti, variavano giusto il necessario… Con alcune trovate davvero buone. Capitava così che durante la sigla dell’Uomo Tigre comparisse il jingle dei Formaggini Tigre (quel buon sapore di Emmental svizzero, che dà ai tuoi piatti, quel tocco in più!) o che durante Sampei il ritmo cambiasse e divenisse reggae sulle parole “quella canna fatta di magia“
Il gruppo è diverse volte venuto a Savona: l’ultimo concerto che ho avuto modo di ascoltare risale ormai al 5 gennaio 2003. Lo ricordo molto chiaramente perché in quei giorni ero preda di ansiosi corrucciamenti che mi avrebbero normalmente spinto all’isolamento casalingo, alla riflessione circolare e, tendenzialmente, all’autocommiserazione. Posto tuttavia che a quel problema di allora non avrei potuto tentare di porre rimedio in alcun modo prima del lunedì successivo, decisi, per una volta, di tacitare i peggiori pensieri e cercare di godermi, per quanto più possibile, la serata…con un gruppo che avevo già sentito altre due volte e che sempre mi soprendeva ed entusiasmava. Il concerto di quell’anno fu l’ultimo dei Cialtroni a Savona. Per anni ho atteso.
Le notizie che potevo trarre dal sito e dai video su youtube lasciavano ancora adito a qualche speranza.
Ma dal 2006 tutto taceva.
Fino all’annuncio, che ho letto giusto ieri con terribile colpevole ritardo:
E va bene. Cosa vi aspettavate da un gruppo che si è sempre chiamato Cialtroni animati? Ordine e disciplina? O genio e sregolatezza? O magari, alla lettera, solo cialtronaggine? E se vi dicessimo che nelle intenzioni programmatiche di questo gruppo, oltre a suonare sigle televisive in modo non convenzionale, c’era quello di scioglierci dopo una carriera decennale per poi riunirci nella più frettolosa reunion che la storia della musica ricordi (102 giorni – un record)? Ve la berreste? Per favore, ve la berreste? Sarebbe stato un progetto magnifico, non è vero?
Ebbene, lo sarà! Potremmo essere intelligentissimi e aver escogitato un modo di chiudere col botto in modo unico per un gruppo, quello di inventarci l’unico funerale che facesse ridere! Potremmo avere in odio le autocelebrazioni, e per questo aver sostituito al lacrimevole Ultimo Concerto la Festa a sorpresa del Capodanno Cialtrone! Potremmo aver voluto inventarci il modo di trasformare una carriera decennale (Lo Scontro, Roma, 16 dicembre 1996 – Alpheus, Roma, 8 dicembre 2006) in una dodecennale (Auditorium Flog, Firenze, 31 dicembre 2007) spostando un solo concerto – dico 2 anni guadagnati con un solo concerto, roba che neanche i Duran! Potremmo aver partorito tutte queste rutilanti ideuzze e averle spavaldamente realizzate, oppure potremmo essere dei miserabili venditori di fumo. Chi siamo noi? Chi siete voi? Noi non sappiamo chi siate voi, come potete voi sapere chi siamo noi? Arroganti!
Quale tipo di Cialtrone incarniamo? Quello strafottente e geniale o quello goffo e patetico? Noi crederemmo tutti e due, come nei casi ben più maestosi dei nostri modelli Homer e Paperino, senza però averne la pelle gialla e il culo nudo sotto la marinaretta. Ma in questo momento siamo troppo impauriti dalla portata delle nostre azioni per dare una risposta, e ce ne staremo intimoriti in un sottoscala a provare fino alla notte del 31 dicembre.
Fieri però. A testa alta. Sbattendola contro la scala sopra.
Tanto per avere un’idea, ecco cosa ho trovato su youtube: Hurricane Polymar reinterpretato dai Cialtroni
…ed una rivisitazione di un tal certo cartone animato…
[Su youtube ci sono altre parodie: ad esempio questa http://www.youtube.com/watch?v=J4gIpjR2Oq0]
Vi dico già che trovare il loro disco è impossibile, non c’è riuscito nemmeno chi poteva vantare migliori mezzi di noi tutti (Avviso: c’è qualche espressione un po’ troppo scurrile…):
La ricerca su youtube mi consente di presentare anche alcuni video dell’ULTIMO CONCERTO (la qualità dei video non è però gran cosa):
Highlander è un film “mitico” che non ha bisogno di alcuna presentazione, molto diverso in stile, atmosfera, caratteristiche e realizzazione rispetto ai molto poco riusciti seguiti cinematografici (Highlander II: Quickening; Highlander III: the Final Dimension).
Molto più fortunata e ben nota in Italia è la serie televisiva incentrata sulla figura di Duncan McCloud (che sullo schermo ha il volto di Adrian Paul): ben 6 stagioni e 119 episodi. Dalla serie sono stati tratti due films: Highlander Endgame e Highlander The source.
Dalla serie di Duncan ha tratto poi vita quella intitolata Highlander: The Raven, incentrata sul personaggio di Amanda (una sola stagione di 22 episodi).
Nel 1994 ha visto la luce anche una serie animata di un rilevante numero di puntate (2 stagioni: la prima di 13 episodi ; la seconda di 26).
L’ambientazione del cartone è molto diversa da quella dei films. La Terra è stata colpita da un asteroide e la sua popolazione è stata decimata. Gli immortali, assutisi il compito di preservare la conoscenza umana che altrimenti sarebbe andata perduta, convengono di abbandonare ogni lotta fra loro. Tale Kortan decide sprezzante di non aderire ad un tale patto e crea un proprio esercito personale volto alla conquista di tutto ciò che resta della civiltà umana. Connor McLeod (il primo, “storico” Highlander) muore nel tentativo di eliminare Kortan.
La serie è incentrata su Quentin, un ragazzo nato 700 anni dopo la morte di Connor McLeod. Nel primo episodio Quentin incontra un misterioso individuo che gli chiede: “sai chi sei?”. Alla risposta “io sono Quentin Dundee del clan Dundee” l’uomo senza nome dispare, annunciando che sarebbe tornato quando la risposta sarebbe diversa. Passano gli anni e tutto il clan di Quentin viene massacrato dai seguaci di Kortan. Si salva solo Quentin che resuscita dalla morte. Raggiunta la madre morente, quest’ultima gli rivelerà che il suo vero nome è un altro.
Quando il misterioso uomo si ripresenterà da lui, Quentin risponderà: “io sono Quentin McLeod, del clan McLeod, discendente di Connor McLeod”. E di rimando, l’uomo risponderà: “Ed io sono Don Vincente Marino Ramirez”…
Non tutti sanno forse però che nel giugno del 2007 la Manga Entertainment distribuì un anime frutto della joint venture tra la Imagi Animation Studios e la Mad House Studios, spin-off dell’originaria saga cinematografica: Highlander: The Search for Vengeance diretto da Yoshiaki Kawajiri (Ninja Scroll, Vampire Hunter; D: Bloodlust) e scritto da David Abramowitz.
Ecco il trailer di un anno fa circa:
Il giovane Colin McLeod vede tutto il suo clan distrutto dall’assalto dei Romani, guidati dall’immortale Marcus Octavius il quale vuole realizzare una nuova utopica società, spinto da delirio di onnipotenza. Colin perde la propria amata e giura vendetta eterna.
L’occasione gli è fornita molti anni dopo, quando in una futuristica New York i suoi passi incrociano nuovamente gli assurdi piani di Octavius.
La versione americana dell’anime presenta molti tagli e correzioni rispetto all’originaria idea di Yoshiaki Kawajiri, sicché quest’ultimo sta provvedendo ad una nuova uscita dell’anime secondo la propria personale interpretazione.
E’ di pochi giorni or sono la notizia che l’uscita è davvero prossima.
Giusto per dire la mia, mi sia consentito rinviare a due miei precedenti posts dove è riportata una piacevole intervista a Romano Malaspina, il doppiatore di Actarus.
Quanto al Battito d’Ali non temete! Sono in elaborazioni nuovi capitoli… e la cadenza sarà, compatibilmente con le disposizioni in materia di blgos, molto più rigorosa. Abbiate fede. Ho dovuto dare priorità al romanzo (del quale il Battito fa parte) e lavorare finalmente al quattordicesimo capitolo.
On line la prima parte del settimo capitolo de "IL BATTITO D'ALI"
Se avete perso qualche episodio, vi basterà scorrere i capitoli sotto l'omonima categoria!
Erikson: Memorie di Ghiaccio (parte I); Erikson: Memorie di Ghiaccio (parte II); Haruki: La fine del mondo e il paese delle meraviglie; Langfield: Lo scrigno del Male; Goodkind: Scontro Finale; Koontz: Il Marito; Erikson: La Casa delle Catene *-*-*
2007: King: Cell; Koontz:Nel labirinto delle ombre; Pearl: Il Circolo Dante; Goodkind: Fantasma; Goodkind: Debito d'ossa; Smith: I figli del Nilo; Erikson: I Giardini della Luna; Erikson: La Dimora Fantasma; Brooks: Gli Elfi di Cintra; Corona: Storie del Bosco Antico.