Aggiunto solo 3 giorni fa su youtube, il video dà conto dei progressi di Jun nella realizzazione del più grande modello lego della Yamato mai visto:
Per altre immagini del lavoro: precedente post.

Aggiunto solo 3 giorni fa su youtube, il video dà conto dei progressi di Jun nella realizzazione del più grande modello lego della Yamato mai visto:
Per altre immagini del lavoro: precedente post.

Sono sempre stato un appassionato di costruzioni e di Lego in particolare. Ho una collezione notevole, specie di castelli e modelli tecnici. Purtroppo il poco tempo a disposizione e la mia sovrabbondanza di interessi non mi ha mai permesso di andare al di là della soglia del gioco.
Qualcuno, invece, ha fatto del gioco-Lego una vera e propria arte.
Avete mai pensato di riuscire a costruire una palla con il lego? No? Non mi sorprende: in effetti avendo a disposizione solo prismi e parallelepipedi è cosa certo più che non alla portata di tutti, quasi fantascienza.
Esiste chi c’è riuscito: Jun Brick…
Qui di seguito ecco il segreto della realizzazione:
Ma per avere un’idea dell’esperienza, della fantasia, del genio del realizzatore, ecco alcune immagini esplicative:
Eh già, persino il mitico Doraemon!
Tanto per non farsi facili illusioni, ecco cosa nasconde il caro personaggio
Sì: per la realizzazione è necessario uno studio attento, molta pazienza ed, ovviamente, particolari capacità.
Per la fortuna degli appassionati, l’esperto di Lego lo ha portato ha provare qualcosa di incredibile, motivo ed occasione del presente post.
La realizzazione di un modello di dimensioni davvero considerevoli (più di 5 metri) della grande corazzata Yamato!
Lascio per così dire la parola alle immagini, che documentano i progressi di realizzazione:
Per vedere altre immagini, ecco il sito della Yamato di Jun Brick
Quando sarà finito, sarà certo un capolavoro!
La particolare difficoltà e pregevolezza della realizzazione si apprezza particolarmente nel confronto con la versione fantascientifica della Yamato, l’astronave della serie Uchuu Senkan Yamato, da noi Starblazers (vedi precedente post):
Si guardi ad esempio alla differenza di lavoro
nella carena
Yamato dello spazio
Yamato
nei cannoni
Yamato dello spazio
Yamato
nel castello
Yamato dello spazio
Yamato
Sorprendente davvero!
Premete qui per gli ultimi aggiornamenti.
P.S:
Se anche Voi aveste il profondo desiderio di realizzare il Vostro personale modellino Yamato, ma non aveste il tempo di realizzarlo, forse, se avete molta fortuna, potreste chiedere l’aiuto di un personaggio molto famoso e disponibile (tra l’altro oggetto di una delle realizzazioni di Brick)…
[Per accenni alla storia della Yamato e per alcune note brevi relative a Starblazer e Blue Noah Vi segnalo i seguenti links dove troverete anche testi e sigle video dei relativi anime:

BATTLESHIP YAMATO – STARBLAZERS
Uno dei più noti e visti anime degli anni ‘80 fu senz’altro quello che in Italia conoscemmo come Starblazers. L’anime, in 3 serie, enarra le avventure di una nave spaziale (in Italia chiamata Argo), dotata del potentissimo Cannone ad onde moventi, lanciata nel disperato tentativo di salvare la terra.
We're off to outer space We're leaving Mother Earth To save the human race Our Star Blazers Searching for a distant star Heading off to Iscandar Leaving all we love behind Who knows what danger we'll find? We must be strong and brave Our home we've got to save If we don't in just one year Mother Earth will disappear Fighting with the Gamilons We won't stop until we've won Then we'll return and when we arrive The Earth will survive With our Star Blazers
Ecco la versione orecchiabile, molto meno epica, italiana.
Potrete trovare l’elenco ed il riassunto di tutte le puntate di tutte le serie qui. Ulteriori informazioni qui.
Forse non tutti sanno però che caratteristica principale dell’anime è quella di far rivivere, nella finzione, il mito storico della grande nave da battaglia della Seconda Guerra Mondiale, orgoglio della marina imperiale nipponica, YAMATO. Nell’anime infatti la grande nave da battaglia viene riportata alla luce dopo il suo lungo sonno. Il relitto viene completamente recuperato, dotato di motori antimateria e trasformato in nave spaziale.
Nella realtà, la storia della Yamato non fu affatto gloriosa. La nave, dopo aver combattuto nella battaglia dei Coralli, avrebbe dovuto poi fornire appoggio basilare nella battaglia di Midway (4 giugno 1942) ed al successivo sbarco. Sopresa dall’intraprendenza americana, perse tutte e 4 le portaerei, la marina giapponese dovette però rivedere radicalmente i suoi piani e la Yamato dovette ritirarsi senza avere sparato nemmeno un colpo. Poco tempo dopo, la Yamato perse il suo condottiero, l’ammiraglio Yamamoto, e per il resto del conflitto non ebbe invero alcuna fortuna, segnando infine purtroppo tragicamente il destino dei quasi 3.000 uomini del suo equipaggio.
La Yamato era una corazzata grandiosa, dalla capacità di fuoco impressionante e dalla manovrabilità incredibile. Non vi era alcuna nave al mondo in grado di resisterle in uno scontro diretto.
Stazza a vuoto: 63.200 t; dimensioni: 253m x 38,9m x 10,9m; armamento: 9 cannoni da 460mm (3 torrette trinate): i cannoni più grandi di cui fu mai dotata una nave da battaglia, dalla gittata massima di 42.000 metri!; 12 cannoni da 155mm; 12 cannoni da 127mm; 24 contraerei (poi146) da 25mm.
Dopo la terribile disfatta di Leyte (la più grande battaglia navale della storia) dalla quale la Yamato scampò per miracolo (e dove conobbe invece la fine la gemella Musashi), il Giappone aveva perso oramai ogni speranza di vincere la guerra in mare e l’ultima missione affidata all’ammiraglia della marina imperiale fu quello di raggiungere Okinawa con il solo scopo di arenarsi lungo la costa per fornire l’ultimo baluardo con i suoi potentissimi cannoni. La Yamato non potè però portare a termine nemmeno questo suo ben triste e folle compito: ancora una volta l’ingenuità strategica della marina imperiale segnò il destino della più potente nave costruita fino ad allora. Appena salpata, fu intercettata da un sommergibile americano che senza difficoltà riuscì a segnalare la sua posizione: più di 300 aerei americani si lanciarono così contro l’ammiraglia e la sua misera scorta. Praticamente sola, benché più opportunamente riarmata, la Yamato, soverchiata dal numero dei nemici contro cui la potenza di fuoco era assolutamente inutile, resistette finché potè. Quella mattina del 7 aprile 1945, al largo di Kyusho, la Yamato veniva al fine colpita da 7 bombe e 12 siluri.
[Attenzione: le immagini seguenti sono molto forti e cruenti; per gli animi sensibili è meglio proseguire oltre...]
L’agonia si protrasse a lungo fin quando le fiamme raggiunsero i depositi delle munizioni. La Yamato letteralmente esplose inabbissandosi per sempre. Furono salvati poco più di 200 membri del suo equipaggio che, al momento della battaglia, le fonti riportano ammontasse a 2.767 uomini.
Per ulteriori informazioni premete qui.
Nonostante l’assurda fine, il mito della yamato permane ancora… e nell’anime trova una nuova gloriosa rinascita.
Ecco l’originale giapponese (uchuu senkan yamato/ space battleship yamato):
Segnalo infine l’esistenza di alcuni lungometraggi sulla saga di starblazer (Yamato per sempre e Yamato, l’ultimo viaggio rispettivamente del 1980 e del 1983) e di un videogioco per playstation2 del 2005 ad essa ispirato.
A significare il grande impatto culturale dell’anime, così fortemente rievocativo, sottolineo che spesso le bande della Marina Militare Giapponese ne riproducono il tema musicale e che nel centro della città di Tsuruga, nella prefettura di Fukui, fanno bella mostra di sè due dozzine di statue che ne raffigurano personaggi ed eventi. Erette nel 1999, tali statue, afferenti anche la nota serie Galaxy Express 999, celebrano Leiji Matsumoto, creatore anche di Capitan Harlock, la Regina dei Mille Anni e Danguard.
(Cliccate sulle foto per ingrandire)
Per vedere ulteriori foto, premete qui!
Note: Le immagini relative all’ultima battaglia della Yamato sono tratte dal film Otokotachi no Yamato, del 2005. Dato rilevante ed assai significativo è che, per la realizzazione del film, è stato ricostruito, nei cantieri navali di Onomichi, prefettura di Hiroshima, un modello a dimensione naturale della stessa Yamato. Al perchè non si sia ricorsi alla computer grafica, il produttore del film Haruki Kadokawa ha così risposto: “La computer grafica non sarebbe stata in grado di trasmettere la grandezza della Yamato. Non avrebbe dato un effetto reale. Sul grande schermo la differenza sarebbe stata lampante. Un film ha successo oppure non lo ha a seconda di quanto riesce a dare un’impressione di realtà, perciò abbiamo fatto di tutto per simulare al meglio una situazione reale“.
Il Museo dedicato alla Yamato è a Kure, prefettura di Hiroshima. Tra i resti conservati si distingue in particolare una notevole sezione del relitto, pari nel complesso ad un decimo della nave stessa (visita il sito del museo di kure).
E se non avete idea di quando potrete visitarlo, ecco un’anticipazione di quello che potreste trovarvi:
E se Vi capitasse di fare un giro sulla nave vera e propria... ecco cosa potreste vedere:
Sulla prua della corazzata Yamato campeggia un fiore: è il crisantemo imperiale (se ponete attenzione lo riconoscerete anche nella parte anteriore delle macchine della polizia in molti anime).
Altri articoli dell’Oracolo sulla Yamato: vedi categoria omonima a lato
Altrimenti per Link diretti: