Archive for maggio 2007

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Ringraziamenti… un po’ autocelebrativi

31 maggio 2007

OGGI, NEL MOMENTO ESATTO IN CUI SCRIVO, I CONTATTI DALLA NASCITA DI QUESTO BLOG HANNO RAGGIUNTO

QUOTA 1.000!!!!!

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GRAZIE A TUTTI GLI AFFEZIONATI LETTORI!

 

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Amarcord – I telefilms che segnarono un’epoca (2)

30 maggio 2007

Nell’intenzione di fare cosa gradita al numero sempre più elevato di lettori, richiamo alla memoria un telefilm davvero particolare che sapeva coniugare sapientemente storie fantasiose e humor.

Diciamo la verità: se nel pieno deserto “gli omettini verdi” vi facessero dono di un costume “da supereroe” che vi può rendere invincibili ed invulnerabili, senza tutte quelle iatture tipo criptonite… cosa vi potrebbe mai andare storto?!? Perdere le istruzioni del costume, ovviamente!

E così vi ritrovate a dover prendere lezioni da un bambino che legge molti fumetti per imparare a volare; a schiantarvi contro i muri perché non sapete frenare; a dover inventare storie assurde per farvi sostituire a lezione quando senza volerlo diventate invisibili o piccoli come un granello di sabbia (tentativo ovviamente senza successo, perché la vostra classe, che vi chiama “mister h”, è la peggiore di tutta la scuola e nessuno si sognerebbe mai di entrarvi).

Tutto questo vi dice qualcosa?

In qualunque caso, ecco qui:

Ralphsupermaxieroe (The greatest american hero)

Title: “Believe It Or Not”

Written By: “Mike Post and Stephen Geyer”

Performed By: “Joey Scarbury”

Look at what’s happened to me,
I can’t believe it myself.
Suddenly I’m up on top of the world,
It should’ve been somebody else.

Believe it or not,
I’m walking on air.
I never thought I could feel so free eee eee.
Flying away on a wing and a prayer.
Who could it be?
Believe it or not it’s just me.

It’s like a light of a new day,
It came from out of the blue.
Breaking me out of the spell I was in,
Making all of my wishes come true ue ue.

Believe it or not,
I’m walking on air.
I never thought I could feel so free eee eee.
Flying away on a wing and a prayer.
Who could it be?
Believe it or not it’s just me.

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Critiche

30 maggio 2007

Ho di recente ricevuto, nei commenti ai posts, aspre critiche delle quali posso condividire, al limite ed in parte, il contenuto, ma delle quali non apprezzo in alcuna misura la forma. Dopo breve riflessione ho ritenuto quindi di non approvare tali commenti. Ne riporto sommariamente, per correttezza, ma, mi permetto di affermare, con più adeguata e riguardosa forma, il contenuto essenziale (aggiunta: i commenti dei quali trattasi sono stati aggiunti nella loro interezza nella sezione dedicata ai commenti del presente post).

Mi si contesta di abusare dello strumento di youtube; in particolare il lettore ha rilevato: ma perché qualcuno dovrebbe guardare nei miei posts quello che potrebbe benissimo cercarsi da solo? Che la ricerca personale potrebbe benissimo supplire all’esistenza di molti dei miei posts non è in discussione. Per ciò che personalmente mi riguarda, ho però piacere di condividere, in poche righe, ricordi che sono un po’ di tutti quelli della mia generazione. Quello che faccio del mio (poco) tempo libero ritengo sia affar mio.

Mi si contesta la forma “pomposa”: la critica potrebbe cogliere nel segno, laddove fine esclusivo di un blog fosse quello di volere comunicare e ben far comprendere un messaggio, laddove cioè il fine suo fosse perfettamente coincidente con quello di un quotidiano. Sennonché, per come io ho inteso il mio personale blog, il fine è altro, ossia dare precipua espressione ai miei gusti ed interessi, tra i quali ben può trovare cittadinanza il curare, per quel che mi è possibile, forma e stile dello scrivere. La mia è una imitazione? Più precisamente: cerco con scarsa fortuna di echeggiare la prosa ritmica? Fuori di dubbio! Certo io non l’ho inventata, né sono io suo solitario epigono. I miei personali gusti mi inducono tuttavia a scrivere così, né vedo invero quale male vi sia nel farlo.

Il caustico lettore si lamenta infine d’essere mio vicino di blog: non è mia scelta, né responsabilità.

Nota a margine: in occasione del mio peregrinare tra i blog altrui sono caduto nell’errore, purtroppo mio ricorrente, di farmi eccessivamente trasportare dal mio antico sentire politico (bandito invece nel presente blog). In quella poco commendevole circostanza ho usato toni che molti potrebbero, e a ragione, considerare forti e fuori luogo. Ovviamente non ho ingiuriato alcuno, ma il risentirsi era ugualmente giustificato. Per quanto rimanga fermamente convinto che la sostanza delle mie osservazioni fosse corretta, la forma era inadeguata. Ne chiedo, se del caso, ancora venia. In quella occasione, i miei commenti non sono stati cancellati. Io ho invece ritenuto di non approvare quelli lasciati sul mio (si intenda: di lettore altro ed ignoto). Il motivo? Mah! Giudicate voi: ritengo che nessuno possa particolarmente apprezzare il leggere, più volte nei propri posts, la medesima frase relativa ad una certa sostituzione anatomica della propria testa con altra parte, meno nobile, del proprio corpo! 🙂

Fatta tale e dovuta breve parentesi, torno ai soliti posts che cerco di mantenere luoghi tranquilli, lontani dalle polemiche.

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Amenità in internet: OTAKUS!

29 maggio 2007

Come forse si sarà capito dai posts che precedono, amo molto gli anime. Se solo questo bastasse per fare di me un otaku, certo lo sarei. Questo filmato dimostra però inequivocabilmente che io non appartengo a quella categoria…

…io infatti non ho nessuno di quei superpoteri (forse).

Nota: Avete fatto caso che gli attori del filmato, di madrelingua spagnola, al momento del combattimento parlano giapponese?

Riconosciute le citazioni di Dragonball, I cavalieri dello Zodiaco, Ken il Guerriero?

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Musica ed estro

28 maggio 2007

Internet, come ho più volte sottolineato, è fonte inesauribile di sorprese.

Ecco allora che un tranquillo gironzolare qua e là senza meta sicura si trasforma in lieta scoperta. Confesso di non aver mai prima d’ora sentito parlare dell’artista il cui video vi propongo ora. Per fortuna c’è chi queste cose riesce a non farsele sfuggire e mi ha consentito, così facendo, di trasmetterle ad altri:

Nota: le facce che fa sono impareggiabili!!!

Fonte: Non solo musica dove troverete altri video relativi al musicista di cui sopra… e purtroppo anche il terribile Thriller versione indiana! Non essendo un esperto di musica non posso permettermi di esprimere alcun giudizio sul blog segnalato: ho tuttavia l’impressione che coloro che amano particolarmente la musica possano trovare qui trattati argomenti davvero i più vari, discussi con toni piacevoli ed accattivanti.

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Amarcord – I telefilms che segnarono un’epoca (1)

27 maggio 2007

Nel post dedicato a Beck, Mongolian Chop Squad ho rilevato che, accanto ad una davvero ben nutrita serie di novità in ambito di telefilms, italia1 si è lanciata in una vera opera di recupero di cult anni ’80 quali Chips, Supercar, Hazzard. In effetti il palinsesto di mediaset in quegli anni viveva di molti telefilms che, accanto ad anime e cartoons, hanno segnato generazioni.

Uno dei più noti ed amati telefilm (ancora trasmesso su Italia1 alle ore 10.00) è Supercar (titolo originale Knight Rider):

Kitt non era però l’unica perla tecnologica di allora:

Streethawk

Supercopter

E se alla tecnologia, si univa anche una buona dose di humor…

Automan

Immagino la nostalgia non sia poca… e allora che ne dite di una vera e propria chicca? I telefilms di cui avete scorto le immagini prima non sono certo perduti nella memoria, né mia, né, credo, vostra. C’è n’è invece qualcuno che, mai ritrasmesso, potrebbe esser stato scordato. Io stesso confesso, ad esempio, di aver faticato non poco a recuperare alla memoria il titolo di un telefilm che sottoporrò subito alla vosta attenzione. Magari voi siete più bravi di me: ricordate di un gruppo di ragazzi con strani poteri? Di un chitarrista che riusciva a lanciare fulmini dalle mani? Di un uomo di colore altissimo che era in grado di diventare piccolo piccolo, quanto un big Jim? Ricordate la prima apparizione in una serie televisiva di Courteney Cox (nota ai più come Monica di Friends e, più indietro nel tempo, come la fidanzata di Alex P. Keaton, in Casa Keaton)?

No? Sì? Forse? Permettete che vi rinfreschi la memoria:

Misfits fo Science

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Capitolo III – La Megera (2)

26 maggio 2007

La megera ascoltò un poco la storia che il Pazzo aveva assoluta voglia di raccontare, cercando chiaramente al contempo di comprendere se la strana luce che pareva ardere negli occhi dell’improvvissato narratore fosse conseguenza del morbo o segno palese di una malattia diversa, ma certo non meno terribile: la follia. Quale che fosse la sua impressione, non lo interruppe, lasciando che una serie di apparentemente sconclusionate frasi fosse posta di seguito ad un’altra.

Sorien si interrogò sul motivo per il quale il folle si stesse dando tanto da fare per raccontare una storia che nella migliore delle ipotesi non sarebbe stata creduta, nella peggiore avrebbe potuto attirare loro contro ulteriori pericoli ed insidie. Non trovò che una risposta: aveva bisogno di farlo. Il ragazzo non doveva aver parlato per giorni prima che lui li trovasse: aveva forse urlato o pianto, ma certo non parlato. Dopo il loro incontro, quello che poteva avvicinarsi di più all’idea di discorso era stato lo scambio di battute della notte precedente, quello che si era concluso con il folle a terra boccheggiante, alla ricerca di respiro, come un pesce rapito all’acqua.

– Di notte scompare… – stava blaterando il Pazzo in quel momento – ieri l’ho cercato, mentre lui era via. Ma non l’ho visto da nessuna parte…ed io ho occhi buoni. Oh sì, buoni davvero. Me lo hanno detto sempre tutti. Sei una lince. Sì sì. Ma niente. Niente! Capite? Si era dissolto…e poi questa mattina, poco lontano dal campo… eccolo là. A fissarmi con quegli occhi… strani….-

La vecchia stava ascoltando apparentemente senza particolare interesse. La postura tradiva però una tensione crescente. Sorien se ne accorse, ma rimase impassibile. Quando la megera volse lo sguardo nella sua direzione, lo contraccambiò senza lasciar trasparire alcuna reazione.

– Oh … quegli occhi! Sembra che ti scrutino dentro. Ti senti… non so: come se le viscere… si stessero rivoltando dentro. Sì sì. Le viscere rivoltate. E poi è come se non avessi peso. Come se la tua mente fosse vuota. E’ una bestia dannata. Ve lo dico io.-

L’espressione della megera non era facilmente decifrabile. Stava cercando di capire fino a che punto il suo interlocutore fosse pazzo. Questo era chiaro. Ma a giudicare dall’attenzione che rivolgeva a quell’incontrollato fiume di parole, sembrava stesse anche cercando di comprendere quanta verità vi fosse, dietro i turbamenti di una mente malata.

– …E’ dannata vi dico. Ora non si vede. Ma è qui. Qui. Da qualche parte, anche se per il momento non riesco a vederla. Io: che sono una lince. Mi chiamavano così. Ero bravo. Lo dicevano sempre…-

Sorien non aveva idea a chi si riferisse. Certo non a quelli che erano con lui quando lo aveva trovato. Quelli che Tormento aveva sventrato con rapidità, senza esitazione alcuna. Il passato del ragazzo era oscuro: prima o poi avrebbe parlato. Perché voleva farlo. Era chiaro. Ma dubitava che quello sarebbe stato il momento.

Infatti il Pazzo proseguì: – Se non lo avessi visto con questi occhi… Io non ci crederei. Lo so. Anche voi potreste non credermi…Ma io ho visto. Ho visto! Quella…bestia. Arriva senza fare rumore. Alcun rumore. Si muove tra le ombre come se fosse un pezzo di notte che riesce a resistere al giorno. E ti arriva vicino senza che tu possa fare niente. Come la morte. E’ una bestia dannata.-

Sorien, che non aveva distolto un momento lo sguardo dalla vecchia, si chiese quale effetto avrebbe avuto su di lei il sentirsi dare del “voi”. Al più, senza dubbio, negli ultimi anni era stata presa a male parole, le poche volte in cui qualcuno le aveva parlato. I rari viandanti non le avevano certo riservato quel minimo riguardo.

– … E’ dannata. Non fa rumore. No. Come la notte. Scende, senza che tu possa fare nulla per impedirlo….- ripetè il folle.

La megera sembrava avvinta dal farneticare del ragazzo, talché Sorien valutò l’opportunità di interromperlo. Era ovviamente ben più che probabile che le sue preoccupazioni fossero infondate: certo la megera non era solita credere a tutto quello che le veniva detto e men che mai a quanto, con così tanto trasporto, le veniva riferito da qualcuno che aveva quella sinistra luce negli occhi. Avrebbe forse avuto qualche dubbio, ma indubbiamente nessuna certezza. L’unica ipotesi di qualche consistenza era che la vecchia potesse farsi l’idea che lui stesso avesse indottrinato il pazzo perché ripetesse quelle frasi… e se ciò da un lato avrebbe tolto forza persuasiva al racconto, dall’altro le avrebbe fatto comprendere che chi le stava davanti non era persona che poteva essere facilmente ingannata.

Ma poteva anche essere che qualche verità riuscisse a carpire… quella che c’è sempre dietro le storie raccontate dai folli.

– Ora basta così. Hai parlato abbastanza. – Disse alla fine. La vecchia aveva iniziato ad ascoltare perchè voleva farlo: senza dubbio da parecchio non vedeva persone che la pagavano e le parlavano. Ma l’attenzione che rivolgeva ora a quelle parole era cambiata in intensità: non poteva permetterlo.

– Ma io non ho ancora detto…-

– E non lo dirai. Quale che sia l’argomento. Questa donna è stata pagata per fare un lavoro. Non per ascoltare. Non è forse vero? –

La megera lo scrutò per qualche momento. Sospirò: – E’ vero. Tu hai pagato. Quindi, bella signora, perché non scendi, che vediamo cosa possiamo fare? –

La donna sul carro non si mosse, né diede segno di avere alcun interesse a farlo.

La megera guardò Sorien con aria interrogativa.

– Falla scendere. – disse al Pazzo.

E questi ubbidì.

(…continua…)