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Amarcord – Così conoscemmo il Giappone (10)…ed i buoni vecchi “robottoni” (II)

26 giugno 2007

Danguard (1978)

L’autore di questo anime è Leiji Matsumoto (del quale già ho parlato in occasione della Battleship Yamato). E’ autore tra gli altri anche di Starzinger (vedi precedente post), Galaxy Express 999 e Capitan Harlock.

Privo oramai di risorse, il pianeta Terra è condannato. Unica possibile salvezza è il “Decimo Pianeta” Prometeo (oltre Plutone). La grande distanza è un’ostacolo quasi insuperabile, ma fortunatamente l’orbita anomala che quest’ultimo segue renderà possibile il raggiungimento del grande insperato obiettivo. Le speranze terrestri sono affidate ad Arin, pilota del Danguard, figlio di uno dei piloti della prima missione, purtroppo fallita. Sua guida è il comandante Dan, un uomo misterioso il cui viso è celato sotto una maschera di ferro e i cui ricordi sono stati cancellati. Questa la odiosa pena che il Cancelliere Doppler commina a coloro che non ritiene degni…e questo probabilmente il destino del padre di Arin, ingiustamente accusato di essere il responsabile del fallimento della prima missione. Arin si troverà ben presto a dover tener testa all’arcigno istruttore, combattuto tra il risentimento per il trattamento disumano che questi gli riserva ed il dubbio angoscioso che sia il suo stesso padre.

dan-galax.jpg

Dopo diversi combattimenti sul pianeta Terra, finalmente inizia la battaglia nello spazio. Il Danguard non ha armi particolari di distruzione totale. La lotta in effetti è principalmente tra uomini, più che tra macchine straordinarie. I nemici infatti non sono gli appartenenti ad una razza aliena, dotati di strani poteri. Nemmeno demoni o mostri. Sono solo uomini, con passioni particolari, traviati da aneliti troppo forti e dalla follia della loro guida Doppler. Come si comprende dalle poche righe qui subito sopra, grande attenzione nella storia è data alle sensazioni dei personaggi ed alle loro interazioni.

Alla fine della serie il pazzo Doppler, contaminato dalle radiazioni, impazzito del tutto si schianterà contro il decimo pianeta. Cadrà, per mano dello stesso Doppler, anche il capitano Dan che alla fine, recuperata la memoria, rivelerà di essere proprio il padre di Arin.

Nota: da rilevare le non poche somiglianze tra Danguard e Goldrake: Arin in tuta spaziale non vi ricorda per caso Actarus?

Daikengo (1982)

Dalla sigla già si capisce molto della storia…e questo senz’altro non induce a ritenere particolarmente profonda ed avvincente la trama. Invece non è proprio così. Rigel, il protagonista, è il secondo di tre fratelli, principi del regno di Emperius. Il maggiore dei fratelli, Samson, primo a scendere in campo contro i Magellani, assetati di potere, cade per mano del malvagio Roboleon che in un combattimento all’arma bianca lo colpisce vigliaccamente alle spalle.

roboleon.jpg

Il re Empel decide allora di ricorrere al potere di Daikengo, “il genio cosmico” da sempre protettore del suo mondo. Designato per l’impresa è Yuga, il fratello più piccolo, ma questi ha paura ed il suo posto è preso da Rigel. Con l’aiuto di Daikengo è facile avere la meglio sui Magellani che infatti capitolano ben presto. Nelle trattative che seguono, per suggellare la pace, i Magellani richiedono la consegna del Daikengo. Il re, incautamente e stupidamente, crede alla parola dei Magellani, ma Rigel no. Quest’ultimo si rifiuta categoricamente di consegnare il Daikengo e determina la sua caduta in disgrazia: perde la possibilità di ascendere al trono ed è bandito! La storia prosegue con i vari scontri tra Rigel ed i Magellani. Daikengo diviene presto il difensore della libertà di tutta la galassia contro l’oppressione Magellana. Rigel, per sua fortuna, non è comunque solo nell’ardua impresa: è affiancato infatti dalla bella e forte Cleo, figlia di un ministro del regno di Rigel, e molto spesso riceve l’insperato aiuto di Bryman, un cyborg che molto induce a ritenere il fratello scomparso del protagonista, Samson. L’ultima battaglia è combattuta su suolo nemico, nel pianeta d’origine dei Magellani. Qui disvelerà il suo potere proprio l’oscuro Magellano che troverà la morte per l’intervento di Bryman.

Ufo-Diapolon (1976)

Ricordo abbastanza bene anche questa serie. Soprattutto la follia di un robottone dalle sembianze di giocatore di football americano (cfr: Gordian). La storia non è dissimile da molte altre: alieno sfuggito alla barbarie che ha soffocato il suo pianeta; robottone che solo lui può attivare… Tratto caratterizzante è forse solo la fine.

Il tradimento di uno dei generali di Dazaan rende possibile la riconquista del Cuore di Energia da parte degli Apolon, legittimi signori del pianeta. Takeshi, pilota di Diapolon o meglio, attraverso la “fusione del corpo”, parte integrante dello stesso (diventava un gigante all’interno del robot che a sua volta diveniva una sorta di armatura enorme), cede la propria energia per risanare il pianeta. Ma Dazaan non si dà per vinto e si allontana dal pianeta con la madre di Takeshi. Questi, privo dei poteri necessari, non può trasformarsi in Diapolon, ma in suo soccorso giunge lo spirito del padre che gli dona l’energia per un’ultima trasformazione. Takeshi salva così la madre e libera l’energia Apolon ridonando vita al pianeta (scena con aridi deserti che divengono verdeggianti pianure ecc.). Dazaan, compresa la definitività della sconfitta si suicida scagliandosi contro il pianeta.

Nota: nella sigla viene evidenziato un triangolo con tre luci all’interno: se tutte le luci si spegnavano, l’energia che sostanziava Takeshi era esaurita e questi rischiava di giungere a prematura morta. Proprio per questa ragione i tempi dei combattimenti dovevano essere ridotti al minimo…

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2 commenti

  1. fighissimo ufo diapolon.
    io non mi ricordo un tubo della storia, ma la “fusione del corpo” era una figata!

    te che le sai tutte, ti ricordi di un protagonista di un cartone animato che si tuffava in una roccia (facendo una capriola, forse), entrava nella roccia non si sa come e la spaccava dall’interno?
    dev’essere bello antico, io me lo ricordo appena appena.


  2. Benvenuto! Sai darmi qualche indicazione in più? Ora come ora mi viene in mente solo Sasuke, il piccolo ninja (post: Amarcord: così conoscemmo il Giappone 5): una delle ultime tecniche apprese era relativa alla fusione con gli elementi e la loro distruzione dall’interno (vedi sigla).
    Ma conosci, lì a Lisbona, un tale Alessio?
    Il mondo mi sa essere ben più piccolo di quello che credono…



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