Archive for settembre 2007

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Il pericolo di troppo zapping…

26 settembre 2007

Avete già conosciuto l’ottimo OTAKUS!

Ecco ancora la firma della Kamikaze Producciones:

Il video è tutt’altro che recente, ma mi sono permesso di linkarlo ugualmente per l’ottima qualità.

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I Consigli del Mentore – Saghe Fantasy (1)

25 settembre 2007

Non molti giorni addietro, un amico, passando in rassegna la libreria di casa mia, mi chiedeva quali saghe fantasy avessi letto e ritenessi di poter consigliare. Con una certa insistenza mi suggeriva di mettere per iscritto tali preferenze e metterle bene in evidenza nel blog (di cui lui è un lettore affezionato).

Accetto di buon grado il sollecito.

Avevo in verità già pensato di trattare delle saghe che nel tempo mi hanno più favorevolmente impressionato, non entrando nello specifico della trama, ma limitandomi a commenti che pur generali potessero comunque dare il polso di qualità e pregi.

L’idea rimane ferma, ma non è fuoriluogo, a mio avviso, in un post iniziale, programmatico e di sintesi, quantomeno nominare le saghe di cui poi, se il tempo non sarà tiranno, tratterrò più diffusamente in futuro.

Ebbene:

Tra gli imprescindibili (oltre ovviamente Il Signore degli Anelli):

Stephen Donaldson: Le Cronache di Thomas Covenant l’Incredulo (trilogia): La Conquista dello Scettro; La Guerra dei Giganti; L’Assedio della Rocca.

La saga, attualmente in ristampa, fu uno dei maggiori successi di fine anni ’80 della Mondadori (le copertine erano tra l’altro semplicemente splendide, molto meglio delle originali inglesi e lontanissime dalle anonime attuali).

Tratti da rimarcare:

  1. l’antieroe protagonista per antonomasia, Thomas Covenant, un lebbroso, cinico e misantropo;
  2. l’idea di un Male machiavellico che prevede ogni mossa del Bene e la ritorce contro i suoi campioni.

Il Mondo di Ambientazione (La Landa) è intriso di magia; le creature che lo popolano sono molte, ma il bestiario non è dei più floridi.

La seconda trilogia delle cronache (Il Sole Ferito; Il Primo Albero; L’Oro Bianco) non è all’altezza della prima. Donaldson sta attualmente lavorando alle Ultime Cronache (in 4 volumi): è già uscito (non in Italia) il primo volume ed è imminente l’uscita del secondo.

Giudizio: 9

Tad Williams: Il Ciclo delle Spade (trilogia): Il Trono del Drago; La Pietra dell’Addio; La Torre dell’Angelo Verde

La saga, pressocché introvabile, risale a metà degli anni 90 e fu pubblicata dalla Mondadori interno giallo.

Update luglio 2008: E’ in uscita per Armenia una nuova edizione della saga: da non perdere!

Tratti da rimarcare:

  1. trama semplice ma molto ben costruita, attorno a personaggi indimenticabili di cui è facile innamorarsi;
  2. fantasy classico, con protagonista un ragazzo dagli oscuri natali che timido ed imbranato scoprirà di avere in se stesso una formidabile fonte di risorse.

Nel mondo di ambientazione sono di primaria importanza, oltre gli uomini, solo due creature, simili agli elfi tolkeniani. Bestiario limitato.

Giudizio: 9

* – * – *

Tra i Vivamente Consigliati:

Terry Goodkind: Il Ciclo della Spada della Verità (15 libri): L’assedio delle Tenebre; La profezia del Mago; Il Guardiano delle Tenebre; La Pietra delle Lacrime; L’ordine Imperiale; La Stirpe dei Fedeli; La Profezia della Luna Rossa; Il Tempio dei Venti; L’Anima del Fuoco; La Fratellanza dell’Ordine; I Pilastri della Creazione; L’Impero degli Indifesi; La Catena di Fuoco; Fantasma; Confessor [ultima uscita].

Pubblicata dalla Fanucci, anche in edizione economica, si caratterizza per idee molto originali ben sviluppate e per una trama accattivante semplice da seguire. Splendide ed indimenticabili talune scene, anche quelle più violente e crudeli.

Tratti da rimarcare:

  1. buona commistione di fiaba, romanzo d’avventura e tipica storia fantasy;
  2. Ben sviluppato il tema di profezie e magie;
  3. buoni meccanismi di trama.

Il mondo di ambientazione conosce molte magie e ne è intriso. Poche le creature fantastiche, ma ben variegato il tipo di poteri cui possono attingere gli umani con il “Dono”.

Rimando comunque alla mia recensione dell’ultimo romanzo della saga pubblicato.

Uscirà a novembre, negli Usa, il telefilm, a firma Sam Raimi, ispirato alla saga: vedi post sull’argomento.

Giudizio: 8

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Capitan Harlock? Il Fan-film è già stato fatto!

24 settembre 2007

Si tratta in realtà di un cortometraggio, frutto del lavoro di qualcosa di più di un fan appassionato e geniale, Miguel Mesas.

Ecco qui di seguito, giusto per rendere più noto il suo lavoro, un assaggio dei suoi impressionanti contributi:

Batman Arkham Asylum:

Slaine, the horned god:

Ma sopratutto, ecco qui: Capitan Harlock!!!

Un ossequioso grazie per la segnalazione a Deathlord (fonte rindondante)!

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Erikson – I Giardini della Luna

24 settembre 2007

Il libro “I Giardini della Luna”, pubblicato da Armenia nel 2004, apre una nuova saga, “Il Libro Malazan dei Caduti” e si segnala certo per originalità e complessità.

Proprio quest’ultima caratteristica è fonte dei giudizi più diversi, tanto che basta scorrere per qualche momento le pagine web dedicate ai libri fantasy per ricavarne le impressioni più diverse. Taluno ha così definito Erikson come autore da evitare, sottolineando come i Giardini della Luna siano libro di talmente difficile lettura da scoraggiare anche il più affezionato lettore.

Avvertito da tali giudizi, solo in parte condivisi anche dagli amici che mi avevano consigliato tale lettura, ho iniziato a leggere il libro di Erikson con particolare attenzione, per quanto, sinceramente, non sia accorgimento dal quale di solito prescinda.

Compiuta la lettura, posso concludere che molte delle critiche sono decisamente gratuite.

Erikson compone un’opera certo ardita, segnata all’inizio da taluni salti temporali che hanno forse disorientato coloro che non hanno posto attenzione al fatto che, all’inizio di ogni capitolo, viene vergata la data degli avvenimenti che si stanno per raccontare. La complessità, nel resto della storia, trae origine certo dal gran numero di personaggi che danno vita alle pagine del romanzo e, soprattutto, dalla difficoltà, perdurante, di comprendere fazioni di appartenenza e più ancora di tracciare una linea chiara di demarcazione fra coloro che possono essere ritenuti “buoni” e coloro che devono essere considerati legati all’oscurità.

Per il vero, di tali categorie, il romanzo, così come strutturato, prescinde consapevolmente, in un ardito intreccio dove ogni personaggio è perfettamente delineato nella sua complessità. Sarebbe anzi riduttivo questi catalogare in categorie ristrette e dequalificanti, risultando invece ben vividi nei loro interni contrasti (Paran e L’Aggiunto ne sono esempi lampanti).

La trama è costruita intorno ai personaggi e ne rispecchia quindi appieno complessità e duplicità. Erikson ricorre spesso all’espediente di raccontare gli avvenimenti per il tramite di più voci narranti, cambiando radicalmente di prospettiva. Il risultato è spesso sorprendente ed avvincente.

Spesso vengono volutamente fornite informazioni frammentarie, pressocché incomprensibili, ridotte a poco più che accenni. Molto ricade in presupposti dati quasi per scontati, brevemente riassunti nei capitoli successivi o rapidamente spiegati, per il tramite di diverse voci narranti, molte pagine dopo.

L’effetto è un poco stordente, ma pienamente godibile.

Le battaglie, nel primo libro, non sono molte: tuttavia le stragi non mancano, come pure gli scontri epici tra maghi, demoni e draghi.

In effetti Erikson riprende modelli mai completamente decaduti, dove la magia, pur contenuta in severi argini, non è mutilata o resa servente: il mondo di Eirikson pulsa di magia, vive di magia, nuova e antica, di uomini e dei.

Una particolarità è poi data dalla presenza palpabile prima, protagonista poi, dell'”interventismo” divino: gli dei sono parte in causa ed intervengono direttamente negli avvenimenti, senza però sproporzione.

Il Giudizio complessivo non può essere che buono: 7+

Armenia ha pubblicato già i primi tre libri del seguito, che mi accingo a comprare.

Trama in breve: Sulla cima di una torre antica un ragazzo nobile di nome Paran contempla i segni di una truce battaglia che si sta svolgendo in uno dei quartieri più popolosi. Accanto a lui un ufficiale degli Arsori di Ponti cerca di dissuaderlo dalla malsana idea di intraprendere la vita militare. Intanto, grandi e sconvolgenti avvenimenti stanno cambiando ogni punto di riferimento, mentre l’impero intraprende una nuova via…

[Nota a margine: Per quanto Armenia abbia con Erikson fatto finalmente quel salto di qualità da più parti atteso, rimane insufficiente la qualità grafica e risultano discutibili taluni soluzioni di traduzione, prima delle quali quella relativa al titolo (“La caduta di Malazan” al posto del corretto “Libro Malazan dei caduti” presente invece alla fine del volume)].

PER UNA MIA MOLTO PIU’ AMPIA RECENSIONE CON INTRODUZIONE ALLA SAGA SEGUITE IL LINK AL SITO DI TERRE DI CONFINE


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Capitolo IV – Ombre nella luce

24 settembre 2007

Un tonfo. Un suono piatto e sordo. Lontano. Un’eco. Che si spegneva. Lentamente. Un lungo silenzio. Poi ancora un suono. Questo ancora più lontano. Perduto.

In un altro mondo.

Pietre antiche. Vestigia di una grandiosità dimenticata. Un monito.

Lì un tempo sorgeva la grande città di Lilith, sorta dal coraggio e dalla follia, dall’illusione che la sciagura sempre si abbatterà su altri, lontani e nemici, mai sui giusti che con il proprio lavoro hanno l’ardire di tentare d’essere felici.

E per quanto tempo l’orgoglio dei costruttori aveva seguito la prosperità del commercio! Per quanto tempo il sole si era riflesso sulle cupole chiare, sui monumenti gloriosi e tracotanti! Per quanto tempo era durata l’illusione!

Ma poi il cielo si era inscurito sulla città dei mortali, la carestia aveva esarcebato diseguaglianze ed ingiustizie, le malattie avevano mietuto messi innumerevoli, le ribellioni avevano macchiato di sangue le piazze dei mercati e delle feste, i negozi erano stati assaltati, i ricchi uccisi e i governanti esiliati.

Ed il canto si era trasformato in grido, il riso in pianto, la gioia in silenzio.

Nessun nemico aveva abbattuto le gloriose mura che tutti ritenevano immortali; nessun nemico aveva fatto strage dei difensori; nessun assedio aveva tagliato viveri e rifornimenti.

Ma gli unici che potevano festeggiare ancora in Lilith erano i demoni Disperazione, Morte e Decadenza.

La pietra era precipitata da sola, la malattia aveva raggiunto palazzi, chiese e case. Dello splendore non era rimasto che un ricordo doloroso.

E Lilith era stata abbondanata. La sua voce divenne il silenzio.

Fino a quei giorni.

Poi tra le pietre inscurite, tra gli architravi ed i colonnati precipitati al suolo, tra la polvere e l’arida terra, erano comparsi di nuovo, dopo anni, visi deturpati, stravolti da fame e sete, piagati e disfatti. I profughi vennero da ogni dove, spinti da un miraggio, da un ricordo o da un demoniaco inganno. E Lilith conobbe di nuovo l’uomo, la mano che l’aveva creata e poi distrutta.

In pochi mesi i suoi nuovi abitanti crebbero tanto in numero e disperazione che se pure quelle lande ancora fossero state coltivate, mai un solo florido raccolto sarebbe stato in grado di sfamare ogni bocca.

Eppure continuavano ad arrivare: mercanti depauperati di ogni ricchezza, donne incinte ed abbandonate, feriti, malati e moribondi. Disertori e soldati traditi dai loro superiori, scampati per miracolo alla morte violenta e condannati ad una ancora peggiore per inedia e privazione. Poi vennero le famiglie devastate dalla sofferenza della perdita, gli ammorbati e gli afflitti. Una massa informe di reietti che camminava senza forza vitale, che si trascinava per le vie del mondo senza in realtà vivere.

Fu di questa popolazione strana ed orribile che s’ammantò di nuovo Lilith.

In un sussulto insignificante che avrebbe fatto inorridire qualsiasi divinità razionale. Ma fece sorridere l’Oscuro Sire.

Sarebbe bastato il semplice scorrere del tempo perché di quella folla umiliata e sofferente non rimanesse traccia: presto il velo pietoso avrebbe coperto quella misera calca nascondendo al cielo il pianto e la vergogna.

Ed invece su quella miseria si scatenò Tormento.

(…continua…)

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Addio, Robert Jordan

19 settembre 2007

E’ con rammarico che comunico la recente notizia della scomparsa di Robert Jordan, l’osannato autore de La Ruota del Tempo.

Non sono mai stato un suo grande ammiratore: avevo interrotto la lettura della sua saga perché la Mondadori-interno giallo aveva smesso di pubblicarla. Quando la Fanucci ha ripreso la stampa, molti anni dopo, non ho sentito la necessità di riprendere la lettura. In effetti, confesso, mi sembrava che la trama si trascinasse stancamente tra episodi che non mi parevano brillare per innovazione e coinvolgimento.

Eppure sapere che un autore Fantasy nel cui mondo mi sono perso per diversi giorni mi rattrista non poco.

Addio, Robert Jordan

Upgrade 30 novembre 2007: Un’ottima nota biografica ed un buon commento all’opera lo potete trovare qui: Articolo di Fantasy Magazine 

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Anime e Mondo Reale: Impressionante ricostruzione

8 settembre 2007

Gli amatori di Anime certo ricordano Lamù e l’assurdità di talune storie (dalle rondini che divengono pinguini enormi, ai mostri preistorici che girano per la città, dalle porte dimensionali nelle bilioteche studentesche, ai misteri improbabili di fantasmi liberi di vagare nelle mense).

L’ambientazione di molte puntate era la scuola di Ataru che, alla fine dell’episodio, generalmente veniva distrutta nei modo più vari.

Suzumiya Haruhi no Yuuutsu segue questo antico modello, aggiungendo tutta una serie di novità che lo rendono davvero particolare.

suzumiya1.jpg

Anche qui l’ambientazione è una scuola superiore. Anche qui accadono cose sorprendenti…e solitamente assurde. Persino gli episodi sono stati volutamente trasmessi non seguendo alcun ordine, tantomeno cronologico.

Per una attenta disamina mi permetto di rinviare ad un blog decisamente informato al riguardo.

Da mia parte, mi permetto di aggiungere solo un particolare, che tale in realtà, a mio giudizio, non è affatto. La serie vuole chiaramente aumentare il più possibile il disorientamento presentando storie assurde che vividamente contrastino con la normalità apparente dell’ambientazione (normale cittadina, normale scuola e via dicendo).

Il contrasto è ulteriormente accentuato dal fatto che i luoghi dell’anime SONO REALI. In che misura?!? Provate un po’ a guardare qui:

tuugakurosaka1.jpg

tuugakuro2.jpg

Ma soprattutto, GUARDATE QUI:

realtà e anime

Eh già! I disegnatori hanno ricostruito perfettamente, nei minimi particolari, una città reale: Tuugakuru. Se cliccate sulle foto a sinistra, vedrete in pianta dove esattemente sono i luoghi riprodotti all’interno della città.

Davvero impressionante!