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Dal Diario di un Metéco: Sì agli esami di riparazione!

12 ottobre 2007

Non sono un sostenitore di questo governo. Ritengo che la maggior parte dei provvedimenti presi sia contro i cittadini piuttosto che a loro favore. Ma di politica, come premesso ed evidenziato in precedenza, non intendo trattare: di polemiche sterili è già fatta la mia quotidiana vita e non voglio che anche il mio blog ne sia occasione.

Tuttavia, nel sentire stamattina folle urlanti che ineggiavano alla lapidazione dell’attuale ministro dell’Istruzione “che ha osato fare quello che nemmeno la Moratti aveva osato fare” ho, per l’ennesima volta in verità, rabbrividito e, per la prima volta, mi sono trovato d’accordo con questo governo.

Come noto gli studenti, per miopia immagino, non considerano mai le conseguenze del loro agire e del loro dire: spesso ritengono che la ribellione contro il potere costituito, quale che ne sia occasione e contenuto, sia legittima e lodevole di per sè.

Oggi, come tante volte in precedenza, gli studenti hanno marciato contro se stessi, nell’idea che la re-introduzione degli esami di riparazione vada contro il loro interesse. Una delle considerazioni portate poi a manifesto delle loro rivendicazioni è che gli esami di riparazione comportano la necessità di lezioni private e che quindi a settembre saranno solo i ricchi a poterli sostenere.

NON HO MAI SENTITO BAGGIANATE PIU’ GRANDI (o meglio, ne ho sentite molte altre e dalle stesse bocche, ma mi piaceva sottolineare il mio pensiero…)

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La verità vera è che il sistema in funzione fino ad oggi non ha alcun senso, né ragione di essere: i debiti scolastici vengono portati avanti senza essere recuperati per anni; i corsi di recupero sono occasione solo di riunioni fuori orario, seguiti per dovere, ma senza conseguirne i risultati avuti per scopo. Quale stimolo può avere lo studente a ben rendere, se il non-applicarsi ha, alla fine, gli stessi risultati dello studio?!? In fondo, se pure non si è recuperato il debito, ci sarà un’altra occasione, e poi un’altra, così pressocché all’infinito. Mai trovato nulla, fra quanto istituzionalizzato, di più diseducativo.

Chi studia e si applica deve essere premiato; chi végeta sui banchi tanto per trascorrere il tempo no!

L’esame di riparazione è un altolà al lassismo ed un’occasione di crescere, di iniziare a comprendere cosa significhi la responsabilità, di interiorizzare il principio che prima o poi si deve render conto del proprio operato.

Quanto alla spese per lezioni private, sono stato sempre dell’idea che la serietà vi possa ampiamente supplire. Basterebbe attentamente studiare per colmare le lacune. Ma se qualcuno ha delle reali difficoltà, la lezione privata non è occasione certo di sperpero! Tra coloro che oggi scioperavano, avanzando anche l’argomento della spesa, quanti erano gli assidui frequentatori di discoteche, di pub, di locali e via discorrendo?!?

A quanto ne so un’ora di lezioni private costa tra i 15 ed i 30 euro, in ragione della materia insegnata e della professionalità di chi le lezioni impartisce. Quindi, in media, MOLTO MENO DI QUANTO COSTA L’INGRESSO IN DISCOTECA!

Un po’ di spirito di rinuncia non guasterebbe…

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