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Heidi censurata in Turchia!

23 novembre 2007

Ebbene sì. In italia coloro che hanno passione per i cartoni animati sanno benissimo quanto sia “doloroso” spesso vedere tagliati alcuni dei migliori lavori di animazione giapponese. A volte la censura, per eliminare immagini ritenute sconvenienti, arriva a tagliare tanto che nemmeno più si riesce a seguire la trama. Chi segue Naruto e ha visto la puntata in cui il nuovo hokage combatte con Kabuto può capire benissimo.

La cosa desta particolare fastidio quando si nota che solo mezz’ora prima Italia1 ha provveduto ad illuminarci sul bene e sul male chiudendo la quotidiana puntata di StudioAperto con decine di foto e filmati su parti intime femminili messe a nudo e ben esposte. Facendo così pubblicità all’ennesima “scema” che dopo essersi rifatta da capo a piedi intende rientrare delle spese attraverso le vendite dell’ennesimo obrobrio che si osa chiamare calendario.

E’ già noto che c’è comunque chi sta peggio di noi.

Ecco la notizia apparsa sulla pagine esteri della Repubblica.it che riporto integralmente:

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Per stare a Istanbul Heidi si è coperta gli allegri mutandoni bianchi. I media turchi lanciano l’allarme sulla progressiva islamizzazione del Paese, che ha fatto sì che la traduzione del libro della svizzera Johanna Spyri sia pubblicata con illustrazioni molto diverse dall’originale. La bambina delle Alpi, diventata famosa in Italia nel 1978 grazie ai cartoni animati realizzati in Giappone, appare nel libro pubblicato dalla casa editrice turca Karanfil con il vestitino molto più lungo.

È ancor più evidente l’adattamento di altri personaggi della storia al gusto islamico: nelle illustrazioni turche l’istitutrice che Heidi trova a Francoforte, la signorina Rottermeier, e la nonna della sua amica Clara portano il velo e vestitoni lunghi al posto delle vaporose camicie ottocentesche originali. Per dirla con il quotidiano turco Aksam, le donne della storia indossano, oltre all’hijab, abiti del tutto simili a quelli “tanto amati dai musulmani più osservanti”.
Heidi è, insieme a testi come “Alice nel paese delle meraviglie” e “Pinocchio”, tra i cento libri che il ministro della Cultura Hüseyin Celik, del partito islamico Akp, ha raccomandato per i bambini.

Si tratta di letture, nelle linee del ministero, che genitori ed educatori devono usare per guidare i bambini a scegliere le cose più adatte alla loro età, e sono consigliate anche come supporto didattico nelle scuole. In effetti la casa editrice Karanfil ha una sezione di testi inglesi e traduzioni in turco di testi stranieri ad uso didattico.

I giornali turchi, vista la signora Sesemann con il velo, sono insorti. Per il quotidiano popolare Hürriyet, che sul suo sito non lesina foto e starlette del tutto simili a quelle di ogni giornale online europeo, “ora i libri per bambini sono usati per fare propaganda al velo”. “Con queste correzioni – scrive – ai bambini si suggerisce che al mondo non esiste altro modo di vivere se non quello indicato dall’islamismo”. Il ministero della Cultura ha preso le distanze dall’islamizzazione di Heidi, rispondendo che non è possibile controllare ogni pubblicazione, pagina per pagina e parola per parola. Si tratta insomma, secondo il dicastero di Celik, fedelissimo del presidente Gul, di un’iniziativa dell’editore, poiché il ministro si è limitato a consigliare dei titoli senza dare altre indicazioni che riguardassero il contenuto specifico.


Il fatto è che la maggior parte degli autori dei libri raccomandati sono morti da più di 70 anni e non ci sono perciò diritti di copyright che impongano fedeltà al testo. Così come i disegnatori giapponesi calcarono un po’ la mano nel sottolineare la vitalità di Heidi con le sue corse all’inseguimento del cane Nebbia sui pendii delle Alpi, ora i disegnatori turchi hanno aggiunto un tratto qui e uno là per fare della pastorella svizzera una bambina più islamica. Che la responsabilità sia dell’editore o ci sia stata una direttiva dall’alto, Heidi con il vestito lungo indica come si possa sentire la pressione di un clima mutato.

Sono passati sette mesi dalla manifestazione di Istanbul, quando oltre un milione di persone scesero in piazza per difendere la laicità dello Stato, e le immagini del presidente Gul, che lo scorso agosto festeggiava la vittoria vicino alla moglie velata sono ancora per molti un simbolo del pericolo di una deriva fondamentalista. Non c’è da stupirsi che i giornali turchi abbiano eretto barricate per difendere il capo scoperto delle amiche di Heidi “.

(vedi notizia originale)

Non credo di dover aggiungere nulla al riguardo.

Sull’argomento vedi inoltre anche questo commento

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