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Come d’Incanto – Enchanted: La disillusione

9 dicembre 2007

Per quanto molti ne abbiano parlato più che bene, Come d’Incanto NON è certo il film che gli amanti del fantastico devono assolutamente vedere.

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Il trailer è buono ed induce a pensare ad un prodotto vario, capace di soddisfare le “aspettative di grandi e piccini“:

La visione del film spezza l’incanto.

Ci sono un paio di ottime scene, davvero spassose, che non fanno rimpiangere, per trovate e soluzioni tecniche, le migliori di Stardust. Ma il punto è proprio questo: sono solo un paio. E per giunta già ben riassunte nel trailer. Tutto il resto del film è monotono, privo del ritmo necessario, talchè la sensazione è quella di un trascinamento stanco verso un finale la cui scontatezza non è nemmeno il peggiore dei difetti.

Per intitolarsi “Come d’Incanto“, il film manca della sostanza prima ed imprescindibile: l’atmosfera incantata appunto. La poesia. Quell’incontro alchemico di trovate, delicatezza e sogno ad occhi aperti che invece avrebbero dovuto esserne il tratto essenziale.

Il film fallisce proprio nel suo principale scopo: riuscire a combinare fiaba e realtà. L’intento, chiaro, è quello di appalesare una possibilità di sogno: che fiaba e realtà, l’una apprendendo dall’altra, colmino le rispettive lacune e diventino migliori. Sotto questo profilo i dialoghi sono sufficientemente ben strutturati: manca però il fondamentale apporto di una recitazione all’altezza dei ruoli ed una sceneggiatura di sostegno convincente ed avvincente.

Le canzoni che accompagnano la storia, come nella migliore tradizione fiaba-Disney, sono orecchiabili. A volte le coreografie piacevoli. Ma chi, per interderci, è stato a Gardaland e ha visto l’ottimo musical che trova luogo accanto all’Acquario, si aspetta ben di più da un film che può contare su spazi decisamente più grandi, su effetti ben più ricercati, su ballerini e semplici comparse ben più numerose. L’effetto è deludente.

Il ritmo del film, come anticipato, è lento. Troppo. Se l’intento era quello di introdurre brevi pause che potessero far meglio apprezzare poesia e atmosfera, davvero può dirsi che questo è stato completamente mancato. Il film spesso si trascina tra scene ovvie, ripetitive e, quel che è peggio, prive di sentimento.

I personaggi non sono ben tratteggiati: sono al più sagome da sfondo. La principessa si salva, è convincente e piacevole. Ma la bambina ed il padre sono figure abusate, per nulla originali, stanche imitazioni che non hanno l’energia neppure per annoiare.

Quello che recita meglio poi, è lo scoiattolo. Un personaggio digitale. Tutto solo, abbandonato nel vuoto stanco della sceneggiatura, è abbandonato a cercare di colmare l’incolmabile. Strappa qualche sorriso, ma non può rimediare a tutte le altri gravi pecche del film.

Se fosse arrivato prima di Shrek, Come d’Incanto avrebbe potuto definirsi quantomeno “trovata originale”. Arrivando ben dopo 3 film di quel tipo, è una rivisitazione con attori in carne ed ossa che non riesce ad aggiungere nulla quanto a profondità di contenuti, è misera in trovate, poco divertente e piatta.

A voler essere davvero generosi il giudizio è Mediocre: 5/6 (E se la sufficienza è quasi raggiunta è solo grazie allo scoiattolo ed alla scena delle “pulizie di casa”).

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2 commenti

  1. E rieccomi qui! 😛
    Il film naturalmente sono andata a vederlo, però non riesco ad essere così critica come te. Ovviamente il film non ha niente a che vedere con Stardust, su questo ci troviamo d’accordo. Ma a volte fa piacere vedere una fiaba leggera, che per un’ora e mezza ti porta a fantasticare… Comunque nell’articolo hai parlato del musical di Gardaland…intendi Brodway Celebration??? Sono andata per tre giorni al parco, e per tre giorni ho continuato a rivederlo! Bellissimo! 😀
    Ora tocca a me dare consigli, quindi, se non sei già andato, vai a vedere La Bussola d’Oro! Io ho letto il libro (che è semplicemente stupendo), non posso garantire sul film (lo vedrò solo martedì), ma sicuramente ne varrà la pena (oddio, spero!).


  2. Ben ritrovata!
    Sì, mi riferivo a Brodway Celebration! Non amo molto il genere…tuttavia, quando una cosa è fatta bene, non posso che apprezzarla. E’ per questo stesso motivo che invece non consiglio la visione di “Come d’incanto”, a mio avviso di scarso brio e molto poco trascinante.
    La trilogia de “la Bussola d’Oro” l’ho letta qualche anno fa e consigliata ad un discreto numero di amici. Ma non mi ha del tutto convinto. Ancora oggi mi interrogo sul finale e sul suo significato. Spero avremo occasione di parlarne, sul Tuo od il mio blog. O se preferisci via e-mail.
    Ciao ciao, A presto!



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