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Amarcord – Così conoscemmo il Giappone (15): l’inqualificabile humor Giapponese…ed i Cavalieri del Re (3)

7 gennaio 2008

I Cavalieri del Re hanno dato la sigla iniziale a veri e propri capolavori, da anime indimenticabili di profondo sentimento come Cuore, a veri e propri miti, cruenti e violenti come l’Uomo Tigre.

La versatilità del gruppo li ha però accostati anche a molti degli anime più spassosi degli anni ’80.

Questo dicasi ad esempio per:

Yattaman… 1977

Celebre la sigla interna lasciata in lingua originale

…e Calendar Men 1981

Yattaman e Calendar Man sono serie accomunate da personaggi, trame e “scenette” assai similari. Lungi dal costituire segno di un plagio, sono invece il loro tratto caratteristico. L’una e l’altra fanno parte infatti di un unico disegno, essendo concepite come capitoli successivi della stessa saga: Time Bokan (letteralmente Time Boom! [bokan è onomatopea giapponese per esplosione]) ideata da Tatsuo Yoshida, fondatore della Tatsunoko (la stessa casa di Polimar e Kyashan).

La prima serie capostipite, Time Bokan appunto (da noi La Macchina del Tempo), diede poi il titolo a tutta la saga ed è una delle più vecchie giunte in Italia. Ne ho ricordi solo vaghi e non gran rimpianto.

La sigla iniziale dei Mini Pops è una cover di Video Kills the radio star dei Buggles. I protagonisti della serie erano due noiosi bambinetti che si scambiavano continuamente reciproche moine. I “cattivi”, invece, erano gli archetipi di tutte le serie successive: il capo una donna bionda, i due fidi compari uno basso tarchiato e l’altro alto e magro.

Il “canovaccio” di tutte le puntate di tutte le serie seguiva una traccia ripetitiva che non lasciava grande spazio alle sorprese ed alle novità: i cattivi progettano una improbabile truffa che ottiene tuttavia buoni frutti in termini economici; il ricavato viene utilizzato per la fabbricazione di altrettanto improbabili macchine da guerra che dovrebbero rendere possibile il raggiungimento della meta finale di ogni puntata, di volta in volta specificata da un oscuro mandate-capo; i buoni vengono a conoscenza della missione; si ha uno scontro corpo a corpo dove i cattivi hanno la peggio, quindi si passa allo scontro tra le macchine; i buoni vincono sempre.

Il termine “canovaccio” è qui quantomai azzeccato: l’idea ispiratrice è che i personaggi siano perfettamente consci di essere semplici attori, di volta in volta ingaggiati per un nuovo spettacolo.

Le missioni ripercorrono vari eventi storici ed episodi fantastici presi da fiabe e racconti.

Le serie Time Bokan sono le seguenti:

  1. 1975: Time Bokan (Tempo Boom) – La macchina del tempo
  2. 1977: Time Bokan Series: Yattaman (TBS: Ce-l’-abbiamo-fatta-man) – Yattaman
  3. 1979: Time Bokan Series: Zendaman – inedito
  4. 1980: Time Bokan Series: Time Patrol Tai OtasukemanI predatori del tempo
  1. 1981: Time Bokan Series: YattodetamanCalendar Men
  2. 1982: Time Bokan Series: Ippatsuman – inedito
  3. 1983: Time Bokan Series: Itadakiman – inedito
  4. 2000: Time Bokan Series: Kiramekiman – inedito

[Fonte: Wikipedia]

In Yattaman tutte le macchine da guerra generano piccoli robottini che affrontano gli avversari. La battaglia è fonte di trovate sempre diverse: è qui l’unico momento “innovativo” della puntata.

In Calendar Men alla fine i “cattivi” cercano sempre di impietosire il “robottone buono” che gli ha sconfitti. Purtroppo per loro, quando sembra che il tentativo sia coronato da successo, compiono sempre qualche atto inopportuno che li condanna alla definitiva disfatta.

Ogni serie aveva i suoi “momenti tipici” con scenette di animaletti robot vari che avevano lo scopo di indicare il pronostico della prossima battaglia. Ricordo bene il maialino che si arrampicava su una palma e prima di strombettare con il naso che diventava enorme commetava: “Anche un maiale può arrampicarsi su un albero, quando viene ADULATO!”

…Maialino che ha avuto da parte degli amatori tanta attenzione da meritare questo:

In Calendar Men c’era la danza Deru Bozu:

Ne I Predatori del Tempo c’era, tra gli altri, il simpatico corvo che rideva delle sventure dei predatori

Il successo di Time Bokan negli anni diede il destro per la realizzazione di 2 OAV, destinati al solo mercato delle videocassette. Il primo, nel 1993, è Chiki-chiki Ugo-ugo Hoge-hoge Machine Mo Race e vede come protagonisti tutti i terzetti cattivi di tutti le serie, coinvolti in una folle corsa ispirata alla serie Wacky Races della Hanna e Barbera.

Il secondo, del 1994, Yattaman Tatsunoko Okoku de Dosokai da Koron vede invece come protagoniste tante vecchie glorie della Tastunoto. Eccone uno stralcio…

IMPERDIBILE!!!! (ma anche inguardabile!)

Per gli appassionati che avessero le conoscenze per recuperarlo segnalo l’esistenza anche di alcuni videogiochi ispirati alle varie serie…

(continua)

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9 commenti

  1. Ciaoo…stò cercando di sviluppare un sito web – blog di recensioni di film,serie tv e videogiochi e altro…
    ti và di fare uno scambio link nel blogroll?
    il sito web è http://www.rapiditaliashare.net
    grazie e a presto


  2. Ben volentieri…
    Per quanto mi riguarda, detto…fatto!
    Ciao ciao


  3. ciao!!!!thankss


  4. Woooooooo, Yattaman era il mio preferitooooo, bellissimo!


  5. Io ero più per un altro genere…ma per Yattaman e Lamù facevo un’eccezione…


  6. […] 23 Gennaio 2008 Le coincidenze sono davvero impressionanti. Giusto pochi giorni fa parlavo del fenomenoYattaman ed ecco che mi giunge una segnalazione in tema (grazie […]


  7. […] robotica della Tatsunoko (la stessa casa delle serie Time Bokan – delle quali ho già diffusamente parlato). I cattivoni, appartenenti al temibile Popolo degli Abissi, risiedono nel sottosuolo e sono causa […]


  8. […] e Tatsunoko (la casa madre del Mitico Kyashan e degli indimenticabili Gatchman, come pure del buon Yattaman, serie Time Bokan), dal titolo molto esplicativo CAPCOM VS TATSUNOKO Cross generation of […]


  9. […] Per tutte le informazioni del caso su Yattaman e le serie affini, mi permetto di rinviare al mio precedente post: Amarcord: così conoscemmo il Giappone puntata 15. […]



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