Archive for 27 gennaio 2008

h1

Omicidio di Perugia: Meredith fu uccisa da Akira Fudo…

27 gennaio 2008

Alcuni di Voi – pochi, immagino, in realtà – si staranno chiedendo: chi è Akira Fudo? Un altro studente di Erasmus?

Benchè dai servizi mandati in onda sia apparso chiaro che gli stranieri che studiano in Italia sono tutti cocainomani sessualmente deviati – cosa che potrebbe dirottare verso di loro ogni sospetto – il buon Akira Fudo non è uno studente giapponese in vacanza-studio e, togliendo ogni suspense, non può nemmeno ragionevolmente supporsi immischiato nell’oscuro delitto di Meredith. Akira gode infatti del più forte degli alibi: non era sulla scena del delitto, né prima, né dopo, né tantomeno durante; non conosceva la vittima, né i suoi assassini.

Estraneo ai fatti? Sì. Ma per una ragione assorbente di ogni altra: NON ESISTE.

Akira Fudo è il protagonista di uno dei manga più letti e di uno degli anime più visti e amati degli anni ’80: DEVILMAN.

Una persona dotata di minimo intelletto chiederà allora: “che diavolo c’entra allora ‘sto Akira con il delitto di Perugia”?

La risposta? Assolutamente nulla.

Il problema è che, purtroppo, nella vita quotidiana ed in particolare quando si accende la televisione, molto raramente si ha a che fare con persone di un “minimo di intelletto”.

Ecco il link all’ultimo servizio andato in onda sul TG5: Servizio sul Delitto di Perugia

Qui invece: un breve ed esaustivo riassunto.

Per comodità di lettura, dal primo link, riporto il testo del servizio “giornalistico”:

«Non c’erano solo i coltelli, la candeggina e i computer, fra il materiale sequestrato nell’appartamento di R affaele Sollecito: c’erano anche diversi manga, i fumetti giapponesi. Queste copertine che vi mostriamo sono identiche ai volumi trovati nella stanza dello studente pugliese. Raccontano storie di violenze sessuali e di delitti compiuti fra ragazzi e ragazze dalle complesse personalità. È su questi fumetti che nelle ultime ore gli investigatori hanno rivolto le loro attenzioni. In particolare hanno esaminato le storie che descrivono gli omicidi di alcune ragazze in cui è coinvolto Akira Fudo, il personaggio del fumetto il cui nome Raffaele Sollecito utilizzava come password del suo computer. Nel racconto, Akira Fudo è uno studente dal carattere debole, timido e facilmente impressionabile, che assiste allo stupro e all’omicidio di una sua amica. In queste storie compare anche un altro personaggio, Trigun: a lui si è invece ispirato Rudy Guede per la sua password. Nell’ambientazione fumettistica viene accusato di aver provocato una strage e sulla sua testa pende una taglia di 60 milioni di dollari. Di Amanda Knox, che non ha svelato la sua password del portatile, gli investigatori hanno invece letto di nuovo il racconto che la giovane di Seattle aveva scritto un anno fa. Descriveva l’omicidio di una studentessa. Dodici mesi dopo, il delitto di Meredith. Tutte fatali coincidenze?»

In effetti ne ho avuto sempre il sospetto…

MOLTI GIORNALISTI TV SONO IDIOTI PATENTATI!!!

….ed ogni giorno che passa il sospetto si trasforma sempre di più in certezza.

Dal momento che da qualche tempo nessuno più parlava di Meredith, ecco spuntare la traccia dei fumetti diabolici: LA CHIAVE DEL DELITTO IN UN FUMETTO GIAPPONESE?

Uno dei maggiori indagati, si scopre, aveva manga di Devilman e Trigun nella propria stanza…Ed ecco che i fumetti vengono accusati di incitare alla violenza, allo stupro, all’assassinio.

Ed il giornalista, con grande conoscenza della materia fumettistica, informatosi perfettamente prima di dare alla luce il proprio servizio, si sofferma anche sul truce Trigun, che ha una taglia di 60.000.000 di dollari. Ecco: l’emulazione! Sollecito ha imitato Akira e Trigun (Vash) per commettere il delitto…

Il discorso è chiaramente viziato sotto il profilo logico (risolvendosi in una chiara petizione di principio), fumettistico (Vash di suo non torcerebbe un capello a nessuno), ma prima ancora etico.

Ho già più volte sottolineato, anche dalle pagine di questo blog, come trovi dolosamente ipocrita la tendenza, specie della televisione, di deresponsabilizzare ascoltatori e telespettatori.

Premesso che per me sono molto più diseducative trasmissione come il Grande Fratello, Lucignolo e tutte le idiozie condotte dalla De Filippi, l’asserire che la colpa di un qualsiasi crimine sia da rintracciare nelle letture “deviate” dei fumetti è molto più che affermare scientemente il falso: è deresponsabilizzare educatori e genitori dal ruolo al quale, peraltro da tempo, hanno abdicato, ossia insegnare il rispetto della vita, gli alti valori che rendono “grande” una persona, la consapevolezza delle proprie azioni.

Incolpare prodotti dell’umano ingegno è chiaramente la scelta più facile, perché tranquilizzante: per evitare che tuo figlio uccida, basta non fargli leggere Devilman, mettere fuori commercio Trigun, censurare Naruto e Lupin. Tutto il resto andrà a posto da sè.

Ma la realtà è altra e tutti – ribadisco tutti – in maggiore o minore misura, lo sanno benissimo. Anche lo stesso giornalista responsabile dell’idiozia della quale sto trattando.

La realtà è che i ragazzi non diventano ignoranti, strafottentti e delinquenti abituali perché leggono i fumetti o guardano la televisione. La devianza criminale è da ricondursi, oltre che alla personale inclinazione e responsabilità dell’individuo, all’abdicazione educativa ed al relativismo etico imperante, piaghe cui “gli adulti” hanno dato vita ma di cui tutti, ragazzi in primis, pagano il pesante scotto.

[Per un’altra idiozia giornalistica, questa volta targata RAI, e relativa al mondo dei bloggers vedi successivo post]

Annunci