Archive for febbraio 2008

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Perugia: L’assassino di Meredith non fu Akira…Fu WordPress! (Sesso, droga e…BLOG!)

28 febbraio 2008

Guardo (ahimè) molto spesso Porta a Porta. Questa puntata, confesso, me la sono persa…

Agli amici bloggers: Guardatela! Vi farà Accapponare… i capelli! (nota citazione di uno dei più famosi errori giornalistici)

Ancora non si è spenta l’eco delle tante polemiche seguite a quel servizio per il quale il buon Akira Fudo avrebbe ucciso Meredith, che ora spunta fuori la pista blog.

Come al solito il giornalista di turno non sa assolutamente nulla in merito all’argomento del quale ha l’ardire di trattare; come al solito gli “esperti” del settore sparano a zero conoscendo solo la parte “malata” del fenomeno ed ignorando tutto il resto.

Da poco ho messo on-line la mia libreria (del sito parlerò in altra occasione: si tratta di anobii) e, sfruttando le potenzialità del programma, ho fatto la conoscenza anche di alcune giovani lettrici di fantasy ed horror (letture ovviamente devianti) che curano loro personali blogs. Ho trovato ragazze originali ed intelligenti, sensibili e fantasiose. Nessuna di loro ha qualcosa a che spartire con Amanda, né ha minimamente a che fare con la depravata gioventù che gli esperti ospiti di Vespa vogliono unica autrice di blogs.

Il blog è una forma di espressione e di comunicazione.

E’ un mezzo: come tale il suo valore è determinato dai contenuti.

Vi sono blogs ottimi, superiori in qualità ed in approfondimento a fonti ben più note e purtroppo maggiormente quotate.

Vi sono blogs che trattano di astronomia, di papirologia, di fisica, di botanica… Molti sono prettamente divulgativi, altri tanto precisi e curati da impressionare.

Esattamente come accade per i programmi televisivi: vi è Quark…e purtroppo la De Filippi ed il Grande Fratello.

Trovo giustissimo condannare la superficialità, la deriva etica, l’edonismo sfrenato… Ma non è il blog in quanto tale ad esserne causa: nel blog emerge un fenomeno preoccupante che dilaga nella società. Ed è questa che necessita di un fermo e sicuro intervento.

Come blogger mi sento offeso.

Per altri commenti vedi: chissenefrega.wordpress.com (blog che ha il notevole pregio di saper ironizzare sui tanti falsi modelli della società contemporanea)

Nota di fondo pagina: E’ quasi ironico che si commenti come deleterio il fenomeno di voler far di tutto pur di apparire…ed essere al contempo ospiti fissi (adeguatamente remunerati) di una trasmissione televisiva che ha come fine precipuo quello di essere vista dal maggior numero di persone possibili…

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Slayers (Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo): Nuova Serie

27 febbraio 2008

Sono tra coloro che ritengono la comparsa delle canzoni di Cristina d’Avena come una sorta di maleficio oscuro che ha, a poco a poco, cancellato dalla televisione le migliori sigle Tv e segnato l’inizio dell’inarrestabile declino.

Per la verità, essendo Cristina solo un’interprete, le colpe vanno cercate altrove…

…e per l’esattezza nell’autrice della stragrande maggioranza dei testi delle sue canzoni e responsabile di tutte le odiose censure che tutti gli amanti di anime hanno tanto detestato: Alessandra Valeri Manera.

Ma prima che andiate a ricercare il suo indirizzo su internet o iniziate a preparare bamboline con le sue fattezze da trafiggere con spunzoni arroventati, mi trovo, per correttezza, nell’obbligo anche di ricordare che talune, poche, pochissime, canzoni meritano di essere ricordate.

Tra le più recenti segnalo questa:

Vi ricordate di questo anime? Il titolo originale della serie è Slayers e, come or ora ricordato, fu trasmesso da Mediaset tra il 1997 ed il 1998 con il lunghissimo (ed insensato) titolo “Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina“.

L’anime, in tre serie (fino ad oggi), narra le vicende della maga Rina, sospesa, nella sua umanità, tra il potere della Luce e quello dell’Oscurità. Le forze, da sempre opposte, trovaranno proprio in lei un’inquieto equilibrio che sarà in grado di fronteggiare l’annichilente minaccia del Caos Supremo.

Narrato con estrema leggerezza, con trovate comiche abbastanza riuscite, l’anime non mi persuadeva tuttavia del tutto. La trama era discreta…riconoscibile nonostante i numerosi e gratuiti tagli (della oramai nota signora del male) che, per adattare l’anime ad un pubblico di età nettamente inferiore a quello originariamente pensato, colpirono senza esitazione scene e dialoghi.

La pagina della Wikipedia su Slayers e sulle censure che subì in Italia è ampia e precisa; sia a questa consentito rinviare: Un Incantesimo Dischiuso secondo la Wiki.

La notizia comparsa oggi nel web grazie a Anime News Network dopo la conferma del fanclub ufficiale dell’autore delle serie originali, Hajime Kanzaka, è che, dopo lunga attesa, i primi passi per una nuova serie di Slayers sono stati mossi.

Agli amanti dell’anime in questione non resta che aspettare…

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Di Caprio sarà Akira? Meglio farsi invitare a casa Simpson (in mattoni e legno)

21 febbraio 2008

Molti anni or sono, in occasione del mio compleanno, gli amici mi regalarono in videocassetta un film che mi scosse tanto da lasciare un segno indelebile. Benchè fossi abituato a molti anime violenti, l’intricata ed astrusa trama, la violenza cruda e la crudeltà gratuita di AKIRA mi sorpresero tanto da costringermi a ritornare con la memoria alle sue immagini per molti giorni seguenti.

poster_akira_100grana.gif

Rivedevo la morte della fanciulla stritolata dalle membra fuori controllo di Tetsuo e risentivo l’ultima frase “io sono Testuo” che chiudeva il film.

Il fatto poi di non aver trovato negli anni l’effettiva soluzione ai tanti misteri rimasti aperti – il fumetto è molto diverso e non permette quindi raffronti – ha poi lasciato viva fino ad oggi una certa curiosità.

Talchè le voci che si rincorrono frequenti in questi giorni che vogliono Di Caprio come produttore del live-action film di Akira non mi hanno lasciato del tutto indifferente. Altre poi lo vorrebbero addirittura nel cast, ovviamente nel ruolo di Kaneda.

kaneda01_100grana.gif

Sarebbe anche già stato scelto il viso di Testuo…

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Mah!

Ecco qui comunque alcuni blogs che sembrano avere notizie più aggiornate: questo (dal quale ho tratto le immagini di cui sopra) e questo.

Delle voci che girano nella blogsfera trovo più interessante e certo più fondata – dato l’obiettivo riscontro – quella relativa alla realizzazione in mattoni e legno della casa dei Simpson!

simpson-casa-4.jpg

simpson-casa-7.jpg

Qui allego qualche foto, ma dal momento che la scoperta non è mia, linko, correttamente, il blog che ne ha in maggior numero e che riporta anche molte notizie curiose a riguardo: SecondSide Weblog

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I Lavori per la costruzione della Yamato-Lego proseguono!

20 febbraio 2008

Aggiunto solo 3 giorni fa su youtube, il video dà conto dei progressi di Jun nella realizzazione del più grande modello lego della Yamato mai visto:

Per altre immagini del lavoro: precedente post.

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Antonomasia, Iperbole, Litote.

20 febbraio 2008

Sembrerà strano, ma due dei posts in assoluto più letti in questo blog sono quelli dedicati alla retorica. Probabilmente la circostanza è determinata da una non certo elevata quantità di siti o blog che si occupano di un argomento del genere. Dal momento che, per mio particolare interesse, avrei continuato a trattarne, il fatto che molti lettori siano interessati mi induce a ritornare sull’argomento.

Si è già parlato di metafora, sineddoche, metonimia.

Allargando un poco lo sguardo e procedendo per classificazioni generali, può utilmente aggiungersi che metafora, sineddoche, metonimia sono figure retoriche* di significazione, ossia Tropi (dal greco trépo=volgo, trasferisco): come si è visto riguardano il cambiamento di senso delle parole.

In questo si affiancano ANTONOMASIA, IPERBOLE e LITOTE.

L’Antonomasia consiste infatti nel sostituire un nome comune con un nome proprio (ad esempio: L’Avvocato per indicare Agnelli) oppure un nome proprio con una caratterizzazione, universalmente conosciuta, del possessore.

Il diritto commerciale conosce l’istituto della volgarizzazione del marchio, che si ha appunto quando un prodotto individuato con un determinato marchio assurge, per diffusione e notorietà, ad indicare non più uno specifico prodotto all’interno di una categoria, ma la categoria stessa: es. Nylon per copertura trasparente impermeabile.

La perifrasi (o circonlocuzione**) può essere utilizzata per indicare un’antonomasia: il flagello di Dio (Attila).

Il Morier (Dictionnaire de poétique et de rhétorique, Parigi 1975) identificava l’antonomasia con un caso particolare della metonimia.

Nell’Iperbole si utilizzano parole esagerate per esprimere un concetto oltre i limiti della verosimiglianza: es. E’ un secolo che non ti vedo.

Nella Litote si afferma un concetto negando il suo opposto: es. Don Abbondio non era nato con un cuor di leone (Manzoni). Si ha quindi una diminuizione o attenuazione semantica che richiede al lettore una operazione inversa di corretta integrazione di senso.

 * – * – *

* Con inversione logica rispetto a più corretta struttura esemplificativa tratterò della natura delle figure retoriche successivamente ad una loro iniziale classificazione: ciò è dovuto all’occasione della trattazione dell’argomento retorica in questi luoghi.

**la Circonlocuzione o Perifrasi consiste nell’indicare una persona o una cosa indirettamente, attraverso appunto un giro di parole. Alcuni, per il vero, distinguono i due termini, usati invece solitamente come sinonimi: si avrebbe Circonlocuzione allorché il fine fosse evitare un punto delicato, aggirando la difficoltà; Perifrasi si avrebbe invece quando il fine fosse evitare una espressione volgare od ornare stilisticamente il discorso (ancora Morier: vd. sopra).

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Shoebox Zoo: il Fantasy made in Scotland approda su Rai2

19 febbraio 2008

“Uno zoo in una Scatola da Scarpe”? In effetti il titolo sembra proprio ricondurre ad una immagine di tal genere.

Trasmesso per la prima volta nel 2004 dalla BBC, “Shoebox zoo” è un telefilm fantasy per ragazzi che dal 18 febbraio viene trasmesso da Rai2 alle 9.10. Gli appuntamenti sono dal Lunedì al Giovedì.

Benchè abbia oramai lasciato alle spalle il tempo dei telefilms per ragazzi, mi è capitato di scorgerne qualche immagine: non l’ho trovato affatto male.

tvragazzi_shoeboxzoo1.jpg

La serie richiama d’immediato il mito “La Storia Infinita”.

Protagonista è una ragazzina di 11 anni che ha da poco perso la madre e ha dovuto trasferirsi in Scozia con il padre (scozzese). Per un disegno superiore, in quanto prescelta, si ritrova in un sinistro negozio di antiquariato dove riceve in dono, da un misterioso negoziante[Vi ricorda niente?] una altrettanto misteriosa scatola da scarpe al cui interno sono contenute quattro strane statuette.

Giunta a casa, la ragazzina riuscirà a destarle dal loro sonno…

Nel frattempo, un losco figuro, dotato di straordinari poteri, giunge in città. Percepisce la presenza dei quattro e si mette alla loro ricerca

Lungi da me affermare la novità o l’originalità della serie; del resto ho veduto (grazie al buon videoregistratore) ben poco. Senza dubbio, troppo poco per esprimere un giudizio.

Tuttavia le scelte iniziali non sembrano infelici. Stupiscono i non pochi effetti speciali, discretamente riusciti. Per i ragazzi è senza dubbio qualcosa che vale la pena d’essere seguito.

Peccato che Rai e Mediaset, come al solito, facciano a gara nel peggiorare sempre di più: quale ragazzo, sopra i 10 anni, si trova a casa a alle 9.00 di mattina?

Troverete molte informazioni interessanti sulla Wikipedia Inglese (la voce italiana corrispondente è semplicemente impresentabile).

In totale prima e seconda serie di questo telefilm comprendono 26 episodi. La prima serie è ambientata in Scozia; la seconda in America.

Nota (neanche troppo a margine): le 4 creature contenute nella scatola sono gli allievi del grande mago Michael Scot, figura in parte storica, in parte leggendaria. Nacque in Scozia (dove la serie è ambientata) nel 1175 e morì probabilmente nel 1232. Fu astronomo, matematico e filosofo. Studiò a Bologna e a Palermo. E’ noto per aver tradotto in latino alcune delle opere di Aristotele, Averroè ed Avicenna.

Ebbe nome di gran mago, astrologo ed alchimista. In questa veste viene citato da Dante nell’Inferno, canto XX, vv. 115-117 :

Quell’altro che ne’ fianchi è così poco,

Michele Scoto fu, che veramente

delle magiche frode seppe il gioco“.

Di lui parlano Boccaccio e Pico della Mirandola.

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Un’avventura targata Dungeons & Dragons: The Gamers

18 febbraio 2008

Non poi così di rado compaiono su queste pagine cose curiose…

Ecco un altro esempio (in lingua inglese), semplicemente geniale: