Perugia: L’assassino di Meredith non fu Akira…Fu WordPress! (Sesso, droga e…BLOG!)

Guardo (ahimè) molto spesso Porta a Porta. Questa puntata, confesso, me la sono persa…

Agli amici bloggers: Guardatela! Vi farà Accapponare… i capelli! (nota citazione di uno dei più famosi errori giornalistici)

Ancora non si è spenta l’eco delle tante polemiche seguite a quel servizio per il quale il buon Akira Fudo avrebbe ucciso Meredith, che ora spunta fuori la pista blog.

Come al solito il giornalista di turno non sa assolutamente nulla in merito all’argomento del quale ha l’ardire di trattare; come al solito gli “esperti” del settore sparano a zero conoscendo solo la parte “malata” del fenomeno ed ignorando tutto il resto.

Da poco ho messo on-line la mia libreria (del sito parlerò in altra occasione: si tratta di anobii) e, sfruttando le potenzialità del programma, ho fatto la conoscenza anche di alcune giovani lettrici di fantasy ed horror (letture ovviamente devianti) che curano loro personali blogs. Ho trovato ragazze originali ed intelligenti, sensibili e fantasiose. Nessuna di loro ha qualcosa a che spartire con Amanda, né ha minimamente a che fare con la depravata gioventù che gli esperti ospiti di Vespa vogliono unica autrice di blogs.

Il blog è una forma di espressione e di comunicazione.

E’ un mezzo: come tale il suo valore è determinato dai contenuti.

Vi sono blogs ottimi, superiori in qualità ed in approfondimento a fonti ben più note e purtroppo maggiormente quotate.

Vi sono blogs che trattano di astronomia, di papirologia, di fisica, di botanica… Molti sono prettamente divulgativi, altri tanto precisi e curati da impressionare.

Esattamente come accade per i programmi televisivi: vi è Quark…e purtroppo la De Filippi ed il Grande Fratello.

Trovo giustissimo condannare la superficialità, la deriva etica, l’edonismo sfrenato… Ma non è il blog in quanto tale ad esserne causa: nel blog emerge un fenomeno preoccupante che dilaga nella società. Ed è questa che necessita di un fermo e sicuro intervento.

Come blogger mi sento offeso.

Per altri commenti vedi: chissenefrega.wordpress.com (blog che ha il notevole pregio di saper ironizzare sui tanti falsi modelli della società contemporanea)

Nota di fondo pagina: E’ quasi ironico che si commenti come deleterio il fenomeno di voler far di tutto pur di apparire…ed essere al contempo ospiti fissi (adeguatamente remunerati) di una trasmissione televisiva che ha come fine precipuo quello di essere vista dal maggior numero di persone possibili…

Slayers (Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo): Nuova Serie

Sono tra coloro che ritengono la comparsa delle canzoni di Cristina d’Avena come una sorta di maleficio oscuro che ha, a poco a poco, cancellato dalla televisione le migliori sigle Tv e segnato l’inizio dell’inarrestabile declino.

Per la verità, essendo Cristina solo un’interprete, le colpe vanno cercate altrove…

…e per l’esattezza nell’autrice della stragrande maggioranza dei testi delle sue canzoni e responsabile di tutte le odiose censure che tutti gli amanti di anime hanno tanto detestato: Alessandra Valeri Manera.

Ma prima che andiate a ricercare il suo indirizzo su internet o iniziate a preparare bamboline con le sue fattezze da trafiggere con spunzoni arroventati, mi trovo, per correttezza, nell’obbligo anche di ricordare che talune, poche, pochissime, canzoni meritano di essere ricordate.

Tra le più recenti segnalo questa:

Vi ricordate di questo anime? Il titolo originale della serie è Slayers e, come or ora ricordato, fu trasmesso da Mediaset tra il 1997 ed il 1998 con il lunghissimo (ed insensato) titolo “Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina“.

L’anime, in tre serie (fino ad oggi), narra le vicende della maga Rina, sospesa, nella sua umanità, tra il potere della Luce e quello dell’Oscurità. Le forze, da sempre opposte, trovaranno proprio in lei un’inquieto equilibrio che sarà in grado di fronteggiare l’annichilente minaccia del Caos Supremo.

Narrato con estrema leggerezza, con trovate comiche abbastanza riuscite, l’anime non mi persuadeva tuttavia del tutto. La trama era discreta…riconoscibile nonostante i numerosi e gratuiti tagli (della oramai nota signora del male) che, per adattare l’anime ad un pubblico di età nettamente inferiore a quello originariamente pensato, colpirono senza esitazione scene e dialoghi.

La pagina della Wikipedia su Slayers e sulle censure che subì in Italia è ampia e precisa; sia a questa consentito rinviare: Un Incantesimo Dischiuso secondo la Wiki.

La notizia comparsa oggi nel web grazie a Anime News Network dopo la conferma del fanclub ufficiale dell’autore delle serie originali, Hajime Kanzaka, è che, dopo lunga attesa, i primi passi per una nuova serie di Slayers sono stati mossi.

Agli amanti dell’anime in questione non resta che aspettare…

Di Caprio sarà Akira? Meglio farsi invitare a casa Simpson (in mattoni e legno)

Molti anni or sono, in occasione del mio compleanno, gli amici mi regalarono in videocassetta un film che mi scosse tanto da lasciare un segno indelebile. Benchè fossi abituato a molti anime violenti, l’intricata ed astrusa trama, la violenza cruda e la crudeltà gratuita di AKIRA mi sorpresero tanto da costringermi a ritornare con la memoria alle sue immagini per molti giorni seguenti.

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Rivedevo la morte della fanciulla stritolata dalle membra fuori controllo di Tetsuo e risentivo l’ultima frase “io sono Testuo” che chiudeva il film.

Il fatto poi di non aver trovato negli anni l’effettiva soluzione ai tanti misteri rimasti aperti – il fumetto è molto diverso e non permette quindi raffronti – ha poi lasciato viva fino ad oggi una certa curiosità.

Talchè le voci che si rincorrono frequenti in questi giorni che vogliono Di Caprio come produttore del live-action film di Akira non mi hanno lasciato del tutto indifferente. Altre poi lo vorrebbero addirittura nel cast, ovviamente nel ruolo di Kaneda.

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Sarebbe anche già stato scelto il viso di Testuo…

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Mah!

Ecco qui comunque alcuni blogs che sembrano avere notizie più aggiornate: questo (dal quale ho tratto le immagini di cui sopra) e questo.

Delle voci che girano nella blogsfera trovo più interessante e certo più fondata – dato l’obiettivo riscontro – quella relativa alla realizzazione in mattoni e legno della casa dei Simpson!

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Qui allego qualche foto, ma dal momento che la scoperta non è mia, linko, correttamente, il blog che ne ha in maggior numero e che riporta anche molte notizie curiose a riguardo: SecondSide Weblog

Antonomasia, Iperbole, Litote.

Sembrerà strano, ma due dei posts in assoluto più letti in questo blog sono quelli dedicati alla retorica. Probabilmente la circostanza è determinata da una non certo elevata quantità di siti o blog che si occupano di un argomento del genere. Dal momento che, per mio particolare interesse, avrei continuato a trattarne, il fatto che molti lettori siano interessati mi induce a ritornare sull’argomento.

Si è già parlato di metafora, sineddoche, metonimia.

Allargando un poco lo sguardo e procedendo per classificazioni generali, può utilmente aggiungersi che metafora, sineddoche, metonimia sono figure retoriche* di significazione, ossia Tropi (dal greco trépo=volgo, trasferisco): come si è visto riguardano il cambiamento di senso delle parole.

In questo si affiancano ANTONOMASIA, IPERBOLE e LITOTE.

L’Antonomasia consiste infatti nel sostituire un nome comune con un nome proprio (ad esempio: L’Avvocato per indicare Agnelli) oppure un nome proprio con una caratterizzazione, universalmente conosciuta, del possessore.

Il diritto commerciale conosce l’istituto della volgarizzazione del marchio, che si ha appunto quando un prodotto individuato con un determinato marchio assurge, per diffusione e notorietà, ad indicare non più uno specifico prodotto all’interno di una categoria, ma la categoria stessa: es. Nylon per copertura trasparente impermeabile.

La perifrasi (o circonlocuzione**) può essere utilizzata per indicare un’antonomasia: il flagello di Dio (Attila).

Il Morier (Dictionnaire de poétique et de rhétorique, Parigi 1975) identificava l’antonomasia con un caso particolare della metonimia.

Nell’Iperbole si utilizzano parole esagerate per esprimere un concetto oltre i limiti della verosimiglianza: es. E’ un secolo che non ti vedo.

Nella Litote si afferma un concetto negando il suo opposto: es. Don Abbondio non era nato con un cuor di leone (Manzoni). Si ha quindi una diminuizione o attenuazione semantica che richiede al lettore una operazione inversa di corretta integrazione di senso.

 * – * – *

* Con inversione logica rispetto a più corretta struttura esemplificativa tratterò della natura delle figure retoriche successivamente ad una loro iniziale classificazione: ciò è dovuto all’occasione della trattazione dell’argomento retorica in questi luoghi.

**la Circonlocuzione o Perifrasi consiste nell’indicare una persona o una cosa indirettamente, attraverso appunto un giro di parole. Alcuni, per il vero, distinguono i due termini, usati invece solitamente come sinonimi: si avrebbe Circonlocuzione allorché il fine fosse evitare un punto delicato, aggirando la difficoltà; Perifrasi si avrebbe invece quando il fine fosse evitare una espressione volgare od ornare stilisticamente il discorso (ancora Morier: vd. sopra).

Shoebox Zoo: il Fantasy made in Scotland approda su Rai2

“Uno zoo in una Scatola da Scarpe”? In effetti il titolo sembra proprio ricondurre ad una immagine di tal genere.

Trasmesso per la prima volta nel 2004 dalla BBC, “Shoebox zoo” è un telefilm fantasy per ragazzi che dal 18 febbraio viene trasmesso da Rai2 alle 9.10. Gli appuntamenti sono dal Lunedì al Giovedì.

Benchè abbia oramai lasciato alle spalle il tempo dei telefilms per ragazzi, mi è capitato di scorgerne qualche immagine: non l’ho trovato affatto male.

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La serie richiama d’immediato il mito “La Storia Infinita”.

Protagonista è una ragazzina di 11 anni che ha da poco perso la madre e ha dovuto trasferirsi in Scozia con il padre (scozzese). Per un disegno superiore, in quanto prescelta, si ritrova in un sinistro negozio di antiquariato dove riceve in dono, da un misterioso negoziante[Vi ricorda niente?] una altrettanto misteriosa scatola da scarpe al cui interno sono contenute quattro strane statuette.

Giunta a casa, la ragazzina riuscirà a destarle dal loro sonno…

Nel frattempo, un losco figuro, dotato di straordinari poteri, giunge in città. Percepisce la presenza dei quattro e si mette alla loro ricerca

Lungi da me affermare la novità o l’originalità della serie; del resto ho veduto (grazie al buon videoregistratore) ben poco. Senza dubbio, troppo poco per esprimere un giudizio.

Tuttavia le scelte iniziali non sembrano infelici. Stupiscono i non pochi effetti speciali, discretamente riusciti. Per i ragazzi è senza dubbio qualcosa che vale la pena d’essere seguito.

Peccato che Rai e Mediaset, come al solito, facciano a gara nel peggiorare sempre di più: quale ragazzo, sopra i 10 anni, si trova a casa a alle 9.00 di mattina?

Troverete molte informazioni interessanti sulla Wikipedia Inglese (la voce italiana corrispondente è semplicemente impresentabile).

In totale prima e seconda serie di questo telefilm comprendono 26 episodi. La prima serie è ambientata in Scozia; la seconda in America.

Nota (neanche troppo a margine): le 4 creature contenute nella scatola sono gli allievi del grande mago Michael Scot, figura in parte storica, in parte leggendaria. Nacque in Scozia (dove la serie è ambientata) nel 1175 e morì probabilmente nel 1232. Fu astronomo, matematico e filosofo. Studiò a Bologna e a Palermo. E’ noto per aver tradotto in latino alcune delle opere di Aristotele, Averroè ed Avicenna.

Ebbe nome di gran mago, astrologo ed alchimista. In questa veste viene citato da Dante nell’Inferno, canto XX, vv. 115-117 :

Quell’altro che ne’ fianchi è così poco,

Michele Scoto fu, che veramente

delle magiche frode seppe il gioco“.

Di lui parlano Boccaccio e Pico della Mirandola.

Lupin vs Lupin…

Lupin è ancora oggi trasmesso (ahimè per l’ennesima volta) da Italia1: non ritengo quindi di dover spiegare nulla. Inoltre sulla wikipedia troverete molte informazioni utili, con titoli degli episodi, autori ecc.

L’occasione del post è un’altra.

Sono tra coloro che ritengono che i livelli raggiunti dalla prima serie di Lupin III, quello con la giacca verde, risultino inarrivabili per tutte le successive, specie per quella orribile ove Lupin sfoggiava una altrettanto orribile giacca rosa.

Tanto per rinfrescare la memoria ecco l’indimenticabile prima sigla:

Planet O, planet O.
Planet O, planet O.

We are pirates from the planet O.
We’ll enslave you. We will break your soul.
We will chain you, make you fall and bow.
We’ll defile, satisfy you.

Please don’t touch me. Don’t come near me.
We will rock you. We will shock you.
Please don’t touch me. Don’t come near me.
Please don’t touch me. Don’t you hear me?
I’m a lady, just a baby.
What’s a lady? What’s a baby?
Call me lazy. Call me crazy.
I don’t want to Torna a planet O…

No, no, no, no, don’t touch me.
No, no, no, don’t come near me.
We’ll surprise, scandalize you.
We’ll surprise, vandalize you.
Mercy, mercy. Help me, help me.
Call my Momma, call the USO*.

Planet O, planet O.
Planet O, planet O.

We will break you, desecrate your soul.
We will shake you, overtake you.
Please don’t touch me, touch me, touch me.
Don’t come near me, near me, near me.

Hypnotize you. Neutralize you.
Crazed it made me, serenade me.
Wake me, take me… to the planet O…

We are pirates from the planet O.
We have come to capture you.
Please come peacefully.

We will tie you, sacrifice you.
Tie me, tie me. Halleluja.
Catch me. Take me… to the planet O…

Pianeta O, pianeta O.
Pianeta O, pianeta O.

Siamo pirati del pianeta O.
Faremo di te una schiava. Violeremo la tua anima.
Ti incateneremo, ti faremo cadere e inchinare.
Ti corromperemo (o Ti violenteremo), ti soddisferemo.

Per favore non toccarmi. Non avvicinarti.
Ti faremo tremare. Ti sconvolgeremo.
Per favore non toccarmi. Non avvicinarti.
Per favore non toccarmi. Non mi senti?
Sono una signora, appena una bambina.
Che cos’è una signora? Che cos’è una bambina?
Chiamami pigra. Chiamami pazza.
Non voglio andare sul pianeta O…

No, no, no, no, non toccarmi.
No, no, no, non avvicinarti.
Ti sorprenderemo, ti scandalizzeremo.
Ti sorprenderemo, ti distruggeremo.
Pietà, pietà. Aiuto, aiutatemi.
Chiamate mia madre, chiamate l’USO*.

Pianeta O, pianeta O.
Pianeta O, pianeta O.

Ti distruggeremo, profaneremo la tua anima.
Ti scuoteremo, ti coglieremo di sorpresa.
Per favore non toccarmi , toccami, toccami.
Non avvicinarti, vicino a me, vicino a me.

Ti ipnotizzeremo. Ti neutralizzeremo.
Mi ha fatto impazzire, mi ha cantato una serenata.
Svegliami, portami… al pianeta O…

Siamo pirati del pianeta O.
Siamo venuti a catturarti.
Per favore, vieni pacificamente.

Ti legheremo, ti sacrificheremo.
Legami, legami. Alleluia.
Prendimi. Portami… al pianeta O…

Che la canzone sia del tutto estranea al cartone non è fatto nuovo. Mi limito a segnalare che il misterioso USO probabilmente sta per

United Service Organization : Organizzazione No Profits con lo scopo di dare sostegno alle truppe americane impegnate all’estero.

[Qui la Fonte]

La sigla della seconda serie non è male. Anche i Cavalieri del Re avevano detto la loro, proponendo una loro sigla. Non venne accettata: vinse inaspettatamente la competizione l’ Orchestra Castellina Pasi specializzata in liscio. La scelta fu davvero felice:

Benché le storie sia ancora piacevoli, rispetto al Lupin con la giacca verde è comunque andato perso qualcosa…

Evidentemente qualcuno ha pensato che la diversità dei due Lupin potesse essere trasformata in competizione:

lupinverde.jpg

Sembrerà impossibile, ma in OAV sta per uscire un film che vede scontrarsi le reincarnazioni dei Lupin!

lupinverdeii.jpg

Staremo a vedere…

Purtroppo non posso essere più preciso in quanto il sito della strana iniziativa è in giapponese… Ecco: l’indirizzo.

[Fonte, dove trovere anche molte altre curiosità: JusticeAce]

Amarcord: Un anno da Blogger!

Eh sì, stento io stesso a crederlo, eppure è passato già un anno da quando, il 15 febbraio 2007, iniziava a far udire la propria voce l’Oracolo dei Venti.

In ragione di tale ricorrenza, voglio in primo luogo ringraziare il buon Deathlord, al quale devo questa interessantissima e per non pochi aspetti appagante esperienza, e subito dopo ancora ringraziare Gabriele, tra i primi lettori (divenuti poi fedelissimi) ad intervenire direttamente su queste pagine ed il primo a dar sostegno all’Oracolo; Psykola, che mi ha dato a suo modo il benvenuto nel mondo dei bloggers; Spazioblu, il primo ad inserirmi nel suo blogroll… e su su, fino alle più recenti conoscenze, tra le quali, per affinità non di scarso momento, ricordo Leviathan e Laefe.

Sentiti ringraziamente vanno poi ovviamente alle migliaia (eh sì!) di lettori che ogni mese scorrono queste pagine.

Contando di rincontrare tutti presto, Vi lascio con alcune note di lettura!

Il perché di un Nome:

Alcuni amici mi hanno chiesto quali motivazioni mi abbiano guidato alla scelta del nome Oracolo dei Venti per questo blog.

Ebbene…

Al terzo anno delle superiori diedi vita, con alcuni amici, ad un giornale scolastico ciclostilato dal titolo “Il Bardo” (il cui secondo editoriale potere trovare nella pagina il Bardo). Le uscite non erano puntuali, ma per i mesi in cui girò fra i banchi ottenne davvero un buon successo. O almeno, così ho sempre ritenuto dal momento che, mentre gli altri giornali finivano miseramente nel cestino dei rifiuti, il Bardo veniva generalmente portato a casa e non distrutto. A mio avviso il punto di forza era il taglio deciso e non politico: il fine era dar voce a tutti coloro che si sentivano scrittori e volevano farsi conoscere. Tra racconti horror, fantasy e gialli, il Bardo raccolse da subito il plauso di molti professori e, nel giro di breve tempo, il sostegno degli studenti.

Tra i primi titoli poteva leggersi “L’Oracolo dei Venti“, una sorta di editoriale volto a divulgare tra le spente pareti del classico di Savona il genere Fantasy. Scritto in un italiano volutamente ricercato, riecheggiante, almeno nelle intenzioni, la prosa ritmica di ciceroniana memoria, era altresì strutturato su enigmi ad incastro, onde dar conto dell’altisonante nome.

Poichè chi lo aveva scritto non era esattamente noto come persona “luminosa” ed “affabile”, il nome Oracolo si trasferì alla persona, cioè a me.

E non dopo molto, in occasione di una gita scolastica in Grecia, una compagna di scuola mi immortalò con la macchina fotografica nel cuore dell’ Oracolo di Delfi, ossia esattamente qui:

oracolodelfi5.jpg

Questo, noterete Voi, potrebbe dar conto allora del nome Oracolo, ma perché “dei Venti“?

La risposta è un poco più difficile. Come molti sanno, da tempo sto cercando di scrivere un romanzo fantasy. Alcuni “fortunati”, a grandi linee, hanno potuto negli anni conoscere sviluppo, ripensamenti e modifiche degli elementi portanti della sua struttura. In questa “i venti” giocano un ruolo fondamentale ed il loro Oracolo è quindi quasi una chiave di volta.

Il nome del Blog contempraneamente affonda le proprie radici in un passato ahimè lontano e volge il proprio sguardo verso un romanzo che conto un giorno (spero non lontano) di pubblicare…

A questo riguardo preciso: sì, il Battito d’Ali è una piccola, piccolissima parte del romanzo….

A tutti a presto e GRAZIE!!!!

Amarcord – Così conoscemmo il Giappone (16): l’inqualificabile humor Giapponese (2)…ed i Cavalieri del Re (4)

Coccinella (1984)

Non ho un buon ricordo di questo anime della Tastunoko: 104 episodi abbastanza noiosi e ripetitivi che a stento strappavano qualche …sbadiglio.

Nei suoi tratti essenziali la storia narra le vicende di 7 fratelli che stanno insieme ed insieme cercano di darsi aiuto. Rimasti orfani cercheranno di far fronte autonomamente a tutte le difficoltà che la vita porrà loro di fronte benché in realtà il ricchissimo nonno potrebbe dar loro ogni conforto ed agio.

Coccinella è il nome della più piccola dei 7 fratelli ma anche il simbolo della loro unione: 7 sempre insieme come le macchie scure sul dorso di una coccinella.

Tra lacrimoni enormi e moccio la piccola riuscirà a sorprendere sempre gli adulti per spirito e forza vitale. Suoi inseparabili compagni cani pulciosi e maiali (sic!).

Ransie La strega (1985)

Per la verità l’anime in questione appartiene di rigore più alla categoria “commedia romantica” che al genere folle di Time Bokan e del mito del quale tratterò qui subito sotto.

Il titolo originale del manga è Tokimeki TonightBatticuore Notturno.

L’anime narra in toni leggeri le vicende di Ransie, una giovane ragazza che tutti ritengono normale ma che in realtà è figlia di un vampiro e di una donna-lupo. Particolarità di Ransie è quella di poter assumere l’aspetto di chiunque morda: la “vittima” perde i sensi fino a quando Ransie non dismette le sembianze altrui, cosa che può accadere anche per un semplice starnuto.

La storia è carina, quel tanto che basta per non annoiare. Il ragazzo di cui Ransie si innamora, Paul, non è all’inizio ben visto dalla famiglia: è un umano e non potrebbe mai fare la felicità di una creatura magica. Ma nel prosieguo si scoprirà che Paul è in realtà figlio del Sovrano del Mondo Magico di cui tutti i mostri sono sudditi (compresi quindi i genitori di Ransie). Separato dal padre poco dopo la nascita Paul ignora le proprie origini ed è stato cresciuto dalla madre come un umano qualsiasi.

Il manga comprende 30 volumi: l’anime ripercorre solo i primi 16. I numeri successivi trattano del fratello di Ransie (17-22) e della figlia di Ransie (23-30).

Gigi la Trottola (1986)

Indimenticabile! In 65 puntante l’anime folle della Tatsunoko ha segnato un’epoca. Tutti ricordano il “tappo” Gigi, le sue stramberie, la sua mania per le “mutandine bianche” che la sua amata, Anna, appendeva fuori dalla finestra per infondergli coraggio. Quello che si vede nella sigla, per la verità, è già abbastanza indicativo.

La storia enarra le avventure di Gigi Sullivan un tappo un po’ folle ed un po’ (tanto) scemo, che aveva però un talento innato per tutti gli sport…compresa ovviamente anche la pallacanestro. Suo grande amore è Anna, una ragazza timida e buona che alla fine diventerà sua moglie. In mezzo tanti scontri con un suo ex, atletico e possente, e con il suo cane Sansone, capace di parlare ma che solo Gigi riesce a comprendere. Tra esagerazioni di ogni genere, Gigi riuscirà ad eccellere in tutti gli sports ai quali si accosterà, dal baseball al ping-pong.

Il cartone riusciva ad essere pienamente godibile, leggero e divertente, senza mai cadere troppo di stile e senza essere ripetitivo.

(…continua…)