Il Ritorno di Tad Williams

Qualche tempo addietro avevo segnalato, tra i libri vivamente consigliati, la saga scritta da Tad Williams, avvisando però che la ricerca dei volumi che la compongono (il Trono del Drago, La Pietra dell’Addio, La Torre dell’Angelo Verde prima e seconda parte) sarebbe stata ben difficoltosa e forse disperata. Salvo che qualche “folle” non avesse pensato bene di liberarsene attraverso e-bay…

Oggi apprendo con estremo piacere che finalmente un’altra casa editrice italiana, Armenia, si premurerà di “far tornare” Tad Williams in Italia.

L’uscita è prevista per giugno di quest’anno!

Finalmente l’Italia avrà modo di incontrare di nuovo uno dei più affermati ed apprezzati scrittori fantasy del mondo.

Per tutte la bibliografia: consultare la pagina dedicata della wikipedia inglese.

Questo il sito ufficiale dello scrittore: tadwilliams.com

Segnalo che una delle sue recenti saghe, Otherland, ha ispirato un brano omonimo dei Blind Guardian (già più volte citati dall’Oracolo).

Nota: grazie ed un amico, posso vatare il possesso del primo libro della saga scritto in lingua originale e FIRMATO DALL’AUTORE! Uno dei migliori regali che io abbia mai ricevuto. Grazie ancora Alessio.

Vecchie Glorie VS Vecchi Eroi – Alias Capcom VS Tatsunoko!

Avreste mai pensato di vedere affrontarsi in titanico scontro Ken dei Gatchman contro Ryu di Street Fighter? NO?

Si vede allora che avete una fantasia molto limitata o non siete sufficientemente giapponesi…!!!!!

Ecco le prime suggestive immagini del nuovo gioco nato dall’inimmaginabile incontro tra Capcom (creatrice del buon vecchio Street Fighter) e Tatsunoko (la casa madre del Mitico Kyashan e degli indimenticabili Gatchman, come pure del buon Yattaman, serie Time Bokan), dal titolo molto esplicativo

CAPCOM VS TATSUNOKO Cross generation of Heroes!

Ovviamente è vietato lesinare gli effetti speciali!

Non ci si può esimere da fare quattro salti ogni tanto…

Ed ovviamente, gli amici più fedeli non stanno a guardare:

Le immagini sono tratte da questo sito, dove ne potrete trovare molte altre: famitsu.com

Nel sito viene data una panoramica di tutti i personaggi, con le rispettive mosse ed abilità.

Ecco qui poi una bella galleria:

Un solo commento: INCREDIBILE!!!!

Update: Il primo video è sempre su questo blog!

[Altre immagini su gamesblog.it]

Nuovi appuntamenti su Mtv

L’ottimo Evangelion è stato spostato al sabato pomeriggio, come pure l’opaco Black Lagoon (in replica) poi sostituito dal pessimo Gintama.

Il martedì sera, l’anime night di Mtv, è stato quindi notevolmente cambiato.

Ieri sera ha fatto il suo esordio Punta al Top2! Diebuster, séguito, in 6 puntate, della serie del 1988 Punta al Top! Gunbuster!

Gli episodi trasmessi sono censurati in ragione della presenza di qualche scena di nudo. La versione integrale vierrà trasmessa il lunedì sera alle 22.30.

Ecco qualche immagine nella sigla di apertura:

Ulteriori informazioni sulla wikipedia e sul sito di Terre di Confine

In breve: si tratta di un anime fantascientifico, costruito intorno allo scontro tra l’Associazione Fraternity, votata alla difesa del sistema solare, e terribili mostri spaziali.

Sinceramente l’anime non mi è parso un granché. Al momento, sentendomi magnanimo, posso al più concedergli un 4.

Molto peggio l’anime che segue, del quale nemmeno ricordo il nome (non è vero, ma perché fargli pubblicità?!). Ritengo che per fare un buon anime, costruire la storia intorno a mutandine e nudi gratuiti non sia esattamente la scelta migliore! Voto: 2!

Il Coro di Albisola Superiore sulla Rai!

Sulle orme della disciolta Cappella Musicale Papa Giulio II, nata nell’ormai lontano 2004, ha mosso qualche anno fa (nel 2006) i primi passi il Coro Polifonico Città di Albisola Superiore del quale ho l’onore di far parte.

Il Coro, che vanta già la partecipazione a due importanti e noti festival internazionali, a Sligo (in Irlanda) e a Praga, ha tenuto un recente concerto (per scopi di beneficenza) lo scorso sabato, 24 maggio 2008, a Torino, nella suggestiva cornice della splendida Cappella dei Mercanti.

Era presente la Rai – Regione Piemonte che ha trasmesso l’interpretazione di alcuni brani.

Ecco alcune immagini del concerto (io sono il terzo da sinistra in alto)*:

Il brano interpretato è An Irish Blessing

*La qualità audio e video del filmato non è certo perfetta: è utile comunque per avere un’idea. Il post, del resto, non vuole essere promozionale ma pagina del mio personale diario.

G.I. JOE – Il Film

Immagino che i lettori di questo blog ben ricordino l’ottimo G.I. Joe, ma giusto per rinfrescare un poco la memoria…:

In Italia abbiamo conosciuto anche questa sigla:

Per avere molto dettagliate informazioni a riguardo, con tutta la storia del fumetto, del cartone e dei giocattoli, mi permetto di rinviare alle pagine dedicate della wikipedia

Ecco il ilnk al suggestivo sito della Hasbro: Hasbro.com

Finalmente, sul sito ufficiale, sono comparse da poco le prime immagini del Film in prossima uscita che avrà i G.I. Joe protagonisti:

[Fonte rindondante: FantasyMagazine]

Capitolo VI – Il Mondo d’Incubo (4)

[ATTENZIONE: contenuti forti e “disturbanti”- racconto horror]

D’improvviso, quasi davvero fosse avvinto dal medesimo ritmo incalzante e dalla medesima folle e dolorosa danza dei quali è prigioniera la donna, l’Incubo viene colto da violenti spasmi e la forma sua diviene instabile, mentre la pelle nodosa e cupa trema, e lungo il dorso s’aprono crepe con odioso sibilo e disgustoso rumore.

E mentre Sorien lotta contro il torpore che ne immobilizza ogni movimento, da quelle aperture insensate ed altrimenti mortali germinano vagiti, e poi pianti, e poi inumane urla: tale il prezioso dono che l’Incubo riserva ai suoi adoratori.

La bestia immonda si accosta ancora, non paga della sofferenza che elargisce ed ancor più strettamente cinge la donna, ora anche con strani arti, simili al contempo ad artigli e zoccoli, che poggia avidamente sul suo capo chino.

E dalle crepe fumanti del corpo germina un nuovo orrore: pallidi ovali, escrescenze martoriate, che sotto gli increduli occhi del Cavaliere divengono stravolti visi.

Benchè il dolore abbia per sempre segnato quei lineamenti, ugualmente il Cavaliere riesce a riconoscere in essi una giovane donna ed un uomo non molto più avanti in età: le bocche sono aperte in un muto eterno lamento, le guance consumate e disfatte, la pelle cadente e lacera, la carne scavata.

In quel momento, è chiaro, la vecchia storpia sta soffrendo se possbile ancor più di prima: le gambe e le braccia tremano, i gemiti si trasformano in assordanti urla, la schiena sembra quasi pronta a spezzarsi. Eppure, improvviso, da quel corpo minuto prorompe una disperata invocazione, molto diversa da quella che Sorien avrebbe potuto attendersi.

– Mamma – urla la storpia – Mamma – ripete, ed il timbro della sua voce tanto stona con la figura dalla quale proviene che per un momento il Cavaliere spera che sia il suo udito ora ad ingannarlo e non le prime impressioni ad averlo condotto in errore.

Incapace di distogliere lo sguardo, vede l’orribile escrescenza che pare un volto di una donna agitarsi scomposto: pieghe si formano laddove la ragione vorrebbe una bocca e suoni inarticolati sgorgano gorgoglianti da una realtà diversa di eterno dolore, oltre la Soglia, sprofondata nell’Incubo.

La follia del Cavaliere per un momento lo sospinge a riconoscere un nome urlato nella disperazione, mentre nel mostro orribile compaiono occhi che paiono gemme, verdi come un lago montano in una selva antica. Belli e preziosi, sono stelle incastonate in una notte terribile e mostruosa.

E la storpia, verso quella che crede un’ancora di salvezza, tende implorante e disperato il braccio libero, in un gesto ardito agognante al contempo la liberazione dalla terrena sofferenza ed il ricongiungimento con il perduto amore.

Quasi il mondo riconoscesse al penitente la giusta ricompensa ed al tradito la sua soddisfazione.

L’odio di Sorien è abissale.

E Tormento risponde.

Prima una gamba. Poi l’altra.

Il movimento del Cavaliere non è fluido, ma inesorabile.

Ignora il dolore che ogni suo muscolo patisce in ragione dell’incantesimo.

Non si preoccupa del rumore.

La bestia immonda, la blasfemia incarnata si accorge di lui. Ma la sua fame è grande: ruba avida altri anni di vita alla creatura che alle sue ingannevoli spire si è lasciata; per ricompensa, elargisce inganno e sofferenza. Nulla le costa mostrare due delle anime che il suo Padrone tormenta. Il prezzo, sangue e ricordi, non è lei a versarlo.

E’ invaghita del gioco odioso. Si compiace. Così si attarda.

Del resto per lei il Cavaliere è poca cosa. La maledizione che l’ha resa senziente non le ha donato né saggezza né perspicacia. Essa compie solo la sua missione, esaudisce il coessenziale suo bramoso desiderio.

Ma anch’essa si pone in allarme quando scorge la snudata lama di Tormento.

La cosa nera che pulsa dentro di lei sa che il metallo Norith la può dissolvere; sa che quell’arma è tra le poche che la può distruggere.

Ed allora l’autoconservazione lotta con il compiacimento selvaggio e strappa, e tira, e si dibatte. La bestia non vuole più il contatto, deve allontanarsi dalla donna della cui sofferenza si nutre. Deve, ora, perchè altrimenti non potrà più farlo. Ma gli stessi lacci con la quale l’ha avvinta, ora le sono prigione. Richiama le anime delle quali si è fatta carnefice. Vuole indietro i suoi preziosi giochi.

Ma il legame che la donna viva ha con essi è forte: avrebbe in un mondo perfetto superato baratri ancestrali, si sarebbe innalzata a miracolo e avrebbe disfatto universi. Tale non è il suo potere, ma è comunque sufficiente a rubare alla sua fuga preziosi attimi.

La bestia allora lacera il contatto, pur consapevole delle ripercussioni.

La donna storpia urla impazzita e le anime gemono dilaniate.

E la bestia viene avvolta da verdi arcani fuochi.

Prima che possa tornare ferita alla sua dimensione però, Sorien è su di lei.

La spada trafigge l’aria, supera la barriera che la Bestia ha innalzato. Sorien viene investito dall’odore che non ha uguali, simile a quello di acqua stagnante intorpidita da centinaia di corpi in decomposizione.

La proboscide disgustosa schiaffeggia cieca invano l’aria; gli zoccoli schiantano sul terreno.

Ma il Cavaliere è agile. E potente.

Schiva e colpisce. E colpisce ancora.

La bestia immonda non ha scampo.

Benché ne sia consapevole, Sorien non esita, non dà pace alle proprie braccia che subiscono gli effetti dell’aurea demoniaca dell’Incubo, quasi che il dolore bruciante che percepisce, soteriologicamente purifichi le sue colpe.

Non pensa alla donna che gli è poco distante. Non pensa a quanto possa essere deviata, dal dolore e dalla follia, la sua mente.

Così non si avvede del suo slancio e, quando lei gli afferra una gamba, perde l’equilibrio, incespica e per un attimo, un attimo soltanto, perde l’occasione propizia.

E la Bestia si fa largo nelle sue difese ora approssimative e colpisce là dove la guardia non è pronta. La carne della gamba sinistra di Sorien si ustiona: il veleno entra immediatamente in circolo. La vista si appanna. Le forze lentamente lo abbandonano.

Ugualmente riesce a scalciare con l’altra gamba la donna della quale per poco scorge il volto, e nuovamente si lancia in avanti: anche questa volta l’affondo è preciso.

E poi colpisce. E colpisce ancora. E taglia.

L’untuosa appendice mollemente cade a terra, flaccido brandello, eppur per qualche momento ancora si dimena spargendo siero ed indicibili sostanze, uccidendo la terra circostante.

Cedono sotto i colpi gli artigli famelici.

Mentre Tormento, fendendo l’aria, sembra gemere d’implacabile piacere.

L’Incubo trema, vibra nell’aria quasi un’illusione. Il verde fuoco lo divora.

E poi dispare.

Ma Sorien sa che non è finita.

Il dolore è pulsante e intenso.

Si avvicina, zoppicando, alla donna storpia.

Quest’ultima, impazzita, gli si avventa contro, il braccio sinistro semiparalizzato.

E Sorien comprende ora appieno la verità dolorosa del sortilegio al quale poco prima ha assistito. Vede una storpia, ma non una vecchia. La sua pelle è macchiata, i suoi arti deformi, la sua carne consumata.

Ma gli occhi verdi, profondi e bellissimi, tradiscono la sua giovane età.

Non più di quindici anni.

In altre circostanze vi sarebbe da gridare al miracolo. Prima il Pazzo e l’Ammorbata. Ora lei. Tutti e tre giovani. Quasi che il mondo avesse ancora una speranza…

…deviata e disfatta.

Cosa le mostrava l’Incubo in cambio del suo sangue, dei suoi anni, della sua forza vitale? Cosa oltre le deformità ed il dolore?

Sorien sa già che la risposta è in quegli stessi occhi verdi che mirabili ha visto nascere sul corpo della bestia.

Gli stessi occhi. La stessa famiglia.

La storpia lo tempestò di colpi inutili.

Sorien la guardò dall’alto.

Non avrebbe sbagliato di nuovo. No. Non lo avrebbe più fatto.

E Tormento tagliò ancora.

(…continua…)

Su Italia1 un nuovo campione…per la Squadra del Cuore

Dal 27 maggio alle ore 18.00 Italia1 trasmetterà Hungry Heart (da noi La Squadra del Cuore) tratto dal manga omonimo di Yoichi Takahashi, autore di Capitan Tsubasa (da noi arcinoto come Holly & Benji).

*Errata corrige: L’appuntamento è stato rinviato alla prima settimana di giugno, stesso orario!

Nota: Per gli appassionati, da notare il testo della sigla anche in romaji…e per tutti da notare ancora una volta la qualità nettamente migliore della sigla giapponese rispetto a quella (tra l’altro nemmeno delle più orribili) italiana. La sigla giapponese è mantenuta all’interno dell’anime.

Si tratta di una serie recente (il primo episodio è stato trasmesso in Giappone nel 2002) in 52 episodi che, come avrete arguito, tratta dell’ennesimo campioncino nipponico, molto lontano però dagli stereotipi del giocatore buono e correttissimo. In effetti il protagonista, Kyosuke Kano, è sostanzialmente un teppista, dal carattere burrascoso e dalle qualità di gioco molto più simili a Mark Lenders che ad Holly.

Tutte le informazioni del caso qui, su wikipedia.

Fonte rindondante: Marcoleonardi1991

Update: Oggi 7 agosto è andato in onda l’episodio “il Contratto”, 43° episodio. Siamo vicini ad una svolta. Ancora 9 episodi… e poi purtroppo, addio Roy: stiamo per arrivare infatti al 52° episodio dell’anime, l’ultimo della serie (per vederne gli ultimi minuti: mio post successivo).

Al suo posto Italia1 trasmetterà la nuova serie animata di Batman.

Oggi il Papa a Savona!

E’ noto – o dovrebbe comunque esserlo – che il 18 marzo 1535, l’8 aprile 1535 ed il 18 marzo 1606, non lontano da Savona, in località San Bernardo, apparve la Madonna: al miracolo è dedicato un meraviglioso santuario, elevato a basilica nel 1904, il Santuario di Nostra Signora della Misericordia.

Potrete trovare approfondite notizie relativamente al miracolo ed alla storia del Santuario di Savona su questo sito: Link al sito

Altrettanto noto è che la città di Savona ha poi dato ben 2 noti papi alla storia, ossia Giulio II e Sisto IV.

Meno noto è che nel complesso monumentale del Duomo di Savona si erge, restituita dai recenti restaturi allo splendore originario, la seconda Cappella Sisitina italiana, dedicata dal papa Sisto IV alla memoria dei genitori, mirabile in stucchi ed affreschi.

[Le immagini che ho trovato per il vero non le rendono giustizia]

Nel 1809, con il permesso di Napoleone, il Papa Pio VII visitò la statua della Vergine, che sorge sulla pietra sulla quale si sedette il Beato Botta, accanto al ruscello dell’apparizione, incorporato nel Santuario (nella cripta). In quell’occasione fece il voto di incoronarla quando fosse stato liberato dalla prigionia francese, cosa che puntualmente avvenne il 10 maggio 1815.

Da allora nessun altro papa era venuto a Savona.

Oggi, 17 maggio 2008, a quasi 200 anni di distanza, Sua Santità Papa Benedetto XVI visiterà il Santuario di Savona alle ore 17 e celebrerà messa successivamente in Savona, piazza del Popolo, alle ore 18.00.

Diretta su Primo Canale dalle ore 16.00.

Io sarò presente, cantando nel coro che animerà la liturgia.

Amarcord – Così conoscemmo il Giappone (17): le civilità perdute (2)…ed i Cavalieri del Re (5)

Ancora agli anni ’80 appartengono le sigle di due ottime serie:

Moby Dick 5 1983

Il titolo originale giapponese dell’anime è Mu No Hakugei, ossia la Balena Bianca di Mu. In effetti è certo protagonista della storia una enorme balena bianca capace di raggiungere inimmaginabili profondità marine ed i più alti cieli.

In un futuro immaginato non lontano, le antiche e mitiche civiltà di Atlantide e di Mu ritornano sulla Terra per la più grande delle battaglie, rinnovando lo scontro che millenni prima condusse la prima ad un esilio siderale e l’altra sull’orlo della distruzione. Ma se gli Atlantidei possono contare su una tecnologia nettamente più avanzata di quella degli uomini, sul numero e su un minerale, l’Olyhalcon, dagli usi bellici inimmaginabili; la civiltà di Mu, che ha sempre fatto affidamento sull’Agrel, controllabile solo con la purezza di cuore e con la serenità, può sperare nel risveglio di cinque grandi guerrieri, il cui spirito riposa in cinque ignari ragazzi.

Costoro, nella prima puntata (che è anche l’unica che ricordo bene) si ritrovano sull’Isola di Pasqua: Ken, che sarà il protagonista della serie, perché quivi condotto da una misteriosa ragazza, Madora, che lo ha salvato dalla furia di una tempesta e da morte certa; gli altri perché quivi chiamati da sogni premonitori inesplicabili.

Sull’isola, i ragazzi vengono a conoscenza del grande pericolo che il mondo tutto sta correndo e che l’unica speranza per l’umanità sono loro stessi. Sotto la guida del saggio Mu, che ha sacrificato se stesso perché per l’umanità vi fosse una possibilità di sopravvivenza, i cinque impareranno a controllare il grande potere della Balena Bianca, direttamente proporzionale alla loro forza di volontà.

Intanto tra Madora e Ken nasce un profondo sentimento che sembra però impossibile: la giovane (nella sigla con i capelli blu) è infatti solo un cyborg. Madora ha sacrificato il proprio corpo ad una immortalità non voluta ma indispensabile perché qualcuno vegliasse sul dormiente potere di Mu e sui cinque eroi quando questi si fossero reincarnati, millenni dopo l’esilio di Atlantide.

A parte l’abusato stereotipo del gruppo di cinque soggetti facilmente identificabili (l’eroe valoroso, il secondo “antipatico e rivale” che diviene fedele amico, la ragazza, il bambino, il ciccione) la storia è buona ed il cartone degno di essere rivisto.

In italia uscirono 26 episodi.

Godam 1984

Serie robotica della Tatsunoko (la stessa casa delle serie Time Bokan – delle quali ho già diffusamente parlato). I cattivoni, appartenenti al temibile Popolo degli Abissi, risiedono nel sottosuolo e sono causa ed origine in realtà di molti apparentemente misteriosi incidenti sul mondo di superficie. I buoni, i Gowapper 5, sono un gruppo parecchio eterogeneo di personaggi, per la prima volta capitanati da una ragazza, Yoko. Il secondo in comando, per così dire, è lo scapestrato Go. I campagni di avventura due bambini ed il tipico ed immancabile ciccione.

Godam è un robot particolarissimo, molto distante per mobilità e caratteristiche da tutti gli altri cari robottoni degli anni 80. Molto poco umanizzato, era praticamente immobile: le sue capacità di movimento erano ridotte al minimo, data la mole. Molto più versatili i mezzi a disposizione dei ragazzi, in chiaro stile Tatsunoko, veicoli eterogeni capaci di rispondere a tutte le necessità.

I nemici sono soldati fatti di sabbia, che i Gowapper 5 provvedono ad eliminare ricorrendo anche ad armi molto poco convenzionali (come ad esempio una sorta di strane trottole). Gran parte della storia è dedicata agli studi su come effettivamente questi strani soldati siano venuti al mondo, chi li controlli e come. Verrà scoperta una misteriosa ameba, fonte di strani poteri…

(…continua…)

Precedenti posts su I Cavalieri del Re:

Così conoscemmo il Giappone 13

Cosi conoscemmo il Giappone 14

Così conoscemmo il Giappone 15: L’inqualificabile Humor Giapponese (1)

Così conoscemmo il Giappone 16: L’inqualificabile Humor Giapponese (2)

Cavalieri del Re: Speciale – Paola Cortellesi.

Capitolo VI – Il Mondo d’Incubo (3)

Sorpreso, lasciò per qualche momento vagare lo sguardo: i tumuli, in un ritmo irregolare, coprivano un’area notevole, elevandosi muti, ma inquieti, tra sterpi e rovi.

Il loro numero era nettamente superiore alla prima impressione. Sorien ne contò venti, ma la consapevolezza che solo l’orrore del reale era in grado di superare i peggiori incubi gli suggeriva che, al di là del confine oltre il quale il suo sguardo non riusciva a spingersi, ve ne fossero molti altri.

Erano tombe misere ed indegne: le ossa, chiaramente umane, che le pietre scure avrebbero dovuto con rispetto custodire, erano ben visibili attraverso le grandi fessure ed in gran numero sparse nel terreno circostante. Nessuno all’evidenza si era preoccupato della loro sorte e nulla sospingeva a ritenere che in futuro sarebbe stato loro riservato un trattamento migliore.

Femori, costole, vertebre. Di dimensioni anche molto diverse.

Uomini, donne, bambini.

Sconosciuti, famiglie, amici.

Poveri resti che la pioggia spargeva nel fango e gli animali tormentavano nell’ombra.

Da molto tempo.

Tornò a guardare in direzione della vecchia.

La sua posizione era innaturale.

Voltata di spalle, inginocchiata, tendeva ora in avanti, con gran sforzo, il braccio sinistro, quasi che con orgoglio mostrasse l’insano gesto della sua follia ad un pubblico ammirato ed avvinto. La tensione dei muscoli di schiena, gambe e spalle era evidente nonostante l’oscurità e la distanza, come pure il dolore che di questa posizione era diretta conseguenza. Eppure la donna non sembrava intenzionata a cambiare postura, la mente forse rapita dalle litanie che non aveva smesso nemmeno per un momento di recitare.

Sorien sentì aumentare il senso di disagio e di preoccupazione, improvvisamente ed incomprensibilmente sicuro che la sua vita avrebbe potuto terminare in quello stesso luogo, tra resti dimenticati e tormentati.

Un dito gelido gli percorse la schiena. La tensione aumentò ancora sensibilmente.

La vecchia prese a muovere l’ingobbito busto al ritmo sonnolento del suo stesso sterile canto. La sua voce, debole e lontana, unica nel mondo sospeso, penetrante e odiosa.

Ed improvvisamente Sorien prese a riconoscere, nel disennato susseguirsi di prolungati lamenti e striduli versi, oscure parole che mai un tempo avrebbe immaginato pronunciare in un simile luogo da un’anima tanto umile quanto folle.

Impiegò solo pochi momenti per risolversi all’azione, per calcolare la distanza fra sè ed il luogo nel quale la donna era inginocchiata ed immaginare la forza necessaria allo slancio.

Fu troppo.

Mentre il sangue si gelava nelle vene, mentre la mano si stringeva con maggior forza intorno all’elsa, gli occhi scorsero uno sgraziato movimento oltre la sagoma della donna.

I contorni del suo corpo vibrarono per qualche momento, mentre la luminosità maligna ed ancestrale dell’Incubo emergeva dalle ombre.

La cosa non aveva una forma definita e nel profondo Sorien ben sapeva che quello che stava vedendo altro non era se non un’illusione, un’immagine fittizia che la sua mente creava per resistere all’abominio che, altrimenti, nella sua tracontante immanente malignità, avrebbe sovvertito ed annientato ogni razionale equilibrio.

Nondimeno Sorien barcollò pericolosamente sul confine dell’incoscienza, prima di aggrapparsi al dolore pulsante della mano rabbiosamente stretta intorno all’elsa della sua temibile spada. La sofferenza fisica lo sottrasse almeno per il momento alla malia, ancorandolo al mondo dei vivi.

Se non fosse però riuscito ad intervenire in qualche modo, presto le sue ossa si sarebbero confuse con quelle intorno sparse.

Cercò di creare il vuoto nei propri pensieri, tentando di vincere l’orrore che gli impediva qualsiasi movimento.

Ma sembrava che ogni energia fosse stata dissipata dall’apparizione e che la sua mente trovasse oltremodo difficile ripercorrere i sentieri che il ferreo addestramento di tanti anni avrebbe dovuto rendere sicuri.

Più avanti, la cosa aveva raggiunto la vecchia, la quale ancora protendeva avanti a sè lo scheletrico insanguinato braccio.

Ed ecco…

la creatura che pare un cervo si muove su zampe oblunghe che variano in numero di momento in momento. Ora avanza quasi lateralmente, spingendo il petto in avanti quasi un maligno stendardo. I suoi untuosi umori colano sulle piante vicine, consumandone gli strati esterni e penetrando nel profondo.

Protende innanzi una vischiosa appendice, una sorta di orribile proboscide che voluttuosamente si avvinghia intorno al braccio della vecchia e inizia con spasmi regolari a sottrarle il dolciastro nettare.

La donna non si sottrae al contatto, benchè questo non possa che esserle fonte di indicibili dolori: i medesimi umori che intorno bruciano le piante, raggiungono la ferita aperta ed un odore acre e penetrante si diffonde nell’aria.

La donna si contorce, preda degli spasmi che percorrono il suo corpo, ma non si divincola né cerca di fuggire. Folle, si abbandona ancora di più al mortale contatto.

E il veleno si diffonde nel suo corpo, brucia come fuoco nelle sue vene, consuma la sua carne, distrugge la sua mente.

E Sorien non riesce a muoversi.

(…continua…)