Archive for giugno 2008

h1

L’ultimo libro della saga di Terry Goodkind: Scontro Finale (Confessor)

25 giugno 2008

Un libro intenso e avventuroso, nello stile del miglior Goodkind.

Con Scontro Finale (titolo originale Confessor) giunge alla sua risolutiva fine la lunga e fortunatissima saga de La Spada della Verità, presto trasposta sul piccolo schermo da Sam Raimi (!).

Goodkind porta a conclusione una storia affascinante, brillante ed avvincente, mantenendo intatte nell’originale afflato tensione e spirito: le pagine scorrono rapide, mentre le immagini si fissano con forza nella mente del lettore.

Con il primo romanzo dell’ultima trilogia, Goodkind aveva trasformato molti dei suoi personaggi riuscendo nella davvero difficile impresa di mantenere intatti indole e personali propensioni, ma al contempo modificando quei pur fondamentali tratti della personalità che, svanita dall’esistenza colei che maggiormente li aveva influenzati, dovevano trasformarsi in qualcosa di nuovo.

A seguito dell’evocazione della Catena di Fuoco, Kahlan è infatti stata cancellata dai ricordi di tutti: è come non fosse mai esistita; è divenuta davvero una sorta di Fantasma (da cui il titolo del secondo libro della trilogia). Conseguentemente, i principali alleati di Richard Rahl che maggiormente sono stati influenzati dalla sua tenacia, dal suo profondo amore per la vita, mutano sensibilmente: Ann, la ex Priora delle Sorelle della Luce, ridiventa la fredda mente calcolatrice che brama controllare, pur nel perseguimento di un nobile fine, la vita e le scelte di tutti, mentre Zedd perde gran parte dei tratti più squisitamente umani.

Non sono certo le uniche perdite, ma al protagonista Richard vengono meno risorse sulle quali ha sempre potuto contare, seppur in diversa misura.

Ed intanto, intorno, la Magia muore.

In Scontro Finale viene dunque ancora narrato il tentativo ostinato di Richard, apparentemente senza speranza, di recuperare l’amore della sua vita e di difendere tutto quello che ha più caro, comprese le persone la cui vita sente di sua responsabilità, dalla forza apparentemente inarrestabile e sconfinata dell’Ordine Imperiale.

E’ un’impresa che non può che essere tentata su più piani contemporaneamente: Richard deve impedire che l’Ordine conquisti il Palazzo del Popolo; deve evitare che Jagang si impossessi, attraverso la decifrazione dei Libri delle Ombre Importanti, del potere dell’Orden, unico capace di rompere l’incantesimo della Catena di Fuoco; deve salvare Kahlan dalla prigionia; deve riacquistare il suo Dono ed imparare ad utilizzarlo al massimo delle sue potenzialità. E soprattutto deve riuscire a sconfiggere qualcosa di più potente di qualsiasi magia od esercito: deve trionfare su una ideologia distorta ed ammorbante.

Più volte nel testo si legge infatti che Richard e Nicci (colei che ha lasciato le fila dell’Ordine ed è rinata a nuova vita proprio grazie al cercatore della Verità) sono ben consapevoli che la morte del Tiranno dei Sogni non fermeremme l’esercito oscuro che si è accampato fuori dalle apparentemente inespugnabili mura del Palazzo del Popolo. Bramoso di uccidere, devastare, struprare, ogni uomo del Vecchio Mondo non si fermerebbe nemmeno davanti alla morte del suo condottiero.

Il nemico è dunque qualcosa di tanto potente quanto impalpabile: pur disfatto il potere della Catena di Fuoco e così arrestata la morte della Magia conseguente alla contaminazione dei Rintocchi, la vera vittoria non sarebbe ugualmente conseguita; prima o poi Jagang sarebbe sostituito ed il massacro ripreso.

Pur spesso soggiogato dalla consapevolezza della steriilità di molti suoi sforzi, Richard non si darà però mai per vinto: lui, del resto, anche senza la Spada della Verità, è detentore di entrambe le anime della Magia; sa ballare la Danza della Morte ed essere conseguentemente il più letale degli spadaccini; ma soprattutto è il Cercatore, nato per difendere e far trionfare veri valori morali sull’oscurità annichilente della menzogna.

Scontro Finale non è infatti solo un romanzo Fantasy: l’intera saga è evidentemente nel progetto dell’autore una sorta di manifesto ideologico, la trasposizione romanzata del vibrante ed inconciliabile scontro tra due visioni della vita completamente contrattaposte.

Da una parte il razionalismo positivista strenuo difensore dell’intrinseco valore della vita; dall’altro l’irrazionalismo fideistico antistorico e pessimista che odia perché invidia e che distrugge perché incapace di creare.

Così l’avventura diviene ammaestramento morale, compiuto mito filosofico della riscoperta e conquista da parte dell’individuo delle proprie radici etiche, contro la deriva corruttibile e contaminante della massa cieca, volubile, stolta, facile contemporaneamente al relativismo etico ed alla disarmante stolidità contraddittoria della falsa fede.

La struttura ideologica portante del romanzo (Goodkind è largamente influenzato dall’Oggettivismo di Ayn Rand) non è tuttavia mai tale da soffocare il ritmo incalzante di una narrazione che si mantiene come sempre ancora piacevole e scorrevole.

Ancora una volta il lettore troverà le grandi battaglie, i capovolgimenti di prospettiva, le strabilianti magie, gli imprevisti, gli angoscianti orrori. E come sempre si perderà nei meandri oscuri della Magia così come creata e modellata da Goodkind, in un difficile equilibrio di infinite complicazioni e risoluzioni luminose e trancianti.

Vi saranno molti incontri, in una storia che si chiude simbolicamente quasi a cerchio con il ritorno sulla scena di molti personaggi che sembravano dimenticati od oramai privi di importanza, ed alcune perdite.

Il finale è per molti versi sorprendente e non del tutto scontato.

Per chi ha letto i precedenti volumi della Saga, ovviamente imperdibile!

Voto: 7

[Per più approfondita recensione, visita il sito di Terre di Confine]

Qui subito di seguito il link al blog del traduttore di “Scontro Finale“, che ho avuto modo di conoscere attraverso il sito Anobii (che consiglio vivamente a tutti i lettori e del quale, prima o poi, parlerò un poco nel blog): La Nota del Traduttore

Annunci
h1

Aria sulla quarta corda

16 giugno 2008

Da qualche tempo il coro del quale mi pregio far parte si esercita per intepretare al meglio delle sue possibilità il brano “aria sulla quarta corda” di Bach (meglio nota – ai profani – come sigla di quark).

Un primo tentativo, riuscito ma non ai livelli auspicati, è stato fatto in occasione del concerto di Torino (di cui al mio precedente post). Girovagando su internet ho trovato un’intepretazione del medesimo brano che ritengo sia il caso di condividere con i lettori (occasionali e non) di questo blog:

Per chi preferisse l’interpretazione solo strumentale, mi permetto di segnalare quella di Sarah Chang:

Per gli interessati: il prossimo concerto del Coro Polifonico di Albisola Superiore si terrà il giorno 24 giugno 2008 a Mele, Genova, ore 21.00 e seguenti (si tratta di una rassegna di cori).

h1

Naruto Shippuden su Italia 1

4 giugno 2008

La notizia è fresca fresca, ma, lungi dall’indurmi a facile entusiasmo, è fonte di non scarsa preoccupazione:

ITALIA 1 TRASMETTERA’ LA SECONDA SERIE DI NARUTO (NARUTO SHIPPUDEN) A PARTIRE DA NOVEMBRE!

Arriverà quindi anche in Italia, in chiaro, la serie record di ascolti in Giappone, trasmessa dal febbraio 2007 e composta al momento di 60 episodi.

In sè e per sè, ovviamente, la notizia dovrebbe colmare di trepidante attesa i tanti fans, ma in tutti serpeggia già più di qualche giustificato timore. Chi conosce la serie originale, sa benissimo a quali orribili tagli sia stata sottoposta la prima serie; a quali torture sarà sottoposta la seconda?

Temo si avrà l’occasione di scoprirlo…

Frattanto, finita la prima serie di Naruto, avremo occasione di rivedere One Piece!

Fonte: FantasyMagazine

Update 11 novembre 2008: E’ stata trasmessa oggi la prima puntata della serie Shippuden. Le paure non erano poche…ed infatti i tagli non sono mancati. A parte gli inutili separietti con un Naruto più giovane a confronto con il nuovo ed una giovane Sakura a confronto con la nuova, è mancata la trasformazione sexy del giovane seguace di Naruto con tanto di espressione scema ed epistassi dell’Eremita delle Rocce. Fortunatamente non ritengo questi essere tagli particolarmente significativi.

La sigla poteva ovviamente essere meglio, essendo nulla più che la parte “in nero” della precedente. Il doppiaggio non è malaccio: benchè i personaggi siano cresciuti, le voci sono rimaste le medesime. Tuttavia non mi sembra che l’effetto sia del tutto nefasto.

Staremo a vedere.