Oban Star Racers Addio…

E’ con grande rammarico ed allibita sorpresa che comunico a tutti gli appassionati che, purtroppo, da oggi, 29 settembre 2008,

il sito di Rai2 segnala ufficialmente che Oban Star Racers non è più in onda.

Ovviamente, Rai2 si è ben guardata dal trasmettere gli ultimi episodi della serie, volendo evidentemente ad ogni costo darmi torto: solo poche settimane fa, seppur con cautela, intessevo gli elogi della rete statale la quale, improvvisamente ed inaspettatamente, aveva scovato un ottimo anime, capace, una volta tanto, di mettere d’accordo le opinioni di generazioni lontane di diversi anni.

Insomma: un unicum nel deserto arido della programmazione televisiva, ardita solo nelle scelte di trasmissioni volgari, diseducative ed inutili come i cd. reality.

In effetti la serie Oban Star Racers si è dimostrata una delle migliori trasmesse in Italia negli ultimi anni: buona realizzazione grafica; buona caratterizzazione dei personaggi, ma, soprattutto, buona trama…Un prodotto finalmente da seguire, non soltanto da guardare: ricco di contenuti, profondo, attento. Chi guardava Oban era interessato allo sviluppo della storia non meno che alla crescita dei personaggi, ai rapporti che questi intessevano: si godeva un’avventura piacevole che sapeva strizzare con garbo l’occhio alle dinamiche affettive adolescenziali.

I tentativi goffi del primo amore, il difficile rapporto con il padre, la dolorosa perdita della madre, la difficilissima avventura intrapresa, avevano reso Molly un personaggio assolutamente credibile, complesso…e, diciamolo pure, simpatico-antipatico a seconda delle situazioni. Ossia, assolutamente realistico.

Rai2 ha sostituito Oban con programmi insulsi, senza trasmettere gli ultimi episodi e lasciando la storia incredibilmente persa nel vuoto; senza avviso alcuno. Tradendo gli spettatori che, per quanto concerne la Tv di Stato, sono paganti.

Ha così seguito le orme della “migliore” Italia1 che contraddittoriamente è capace di censurare puntate tuttosommato innocue di tanti cartoni e mandare in onda, ad ogni ora, le generose forme delle vallette vuote, insulse ed incapaci che costellano oramai il panorama televisivo ed ogni genere di reality. Si preferisce l’insulso ed il vuoto al contenuto e là dove questo c’è, lo si sopprime avidamente.

Rai e Mediaset sembrano trattare i ragazzi ed i bambini come fossero vuoti dementi: già se ne lamentava Bonolis ai tempi di Bim Bum Bam. In tutti questi anni non è cambiato niente…o forse sì: nel peggio.

Purtroppo non mi è dato supplire alle ignobili deficienze altrui: per ora in nessuna delle mie fonti ho reperito le ultime puntate di Oban almeno sottotitolate.

…Ma dato il gran numero di fans di Oban che si è riversato nel mio blog, in un prossimo post cercherò di riassumere tutti gli episodi persi.

A presto!

Intervallo: Congegni Infernali (Le macchine di Rube Goldberg)

Dal sito del buon amico Deathlord, traggo, perchè i lettori dell’Oracolo non se lo perdano, il seguente video:

Pitagora Suicchi!

…che è la lettura giapponese di “Pythagorean Switch“, titolo di una simpatica trasmissione televisiva per bambini ed equivalente in qualche misura a Eureka! , con chiaro riferimento alla metaforica lampadina che si accende (switch) quando viene risolto un delicato problema.

Le “macchine” di cui il video dà neanche troppo breve esempio, si informano all’esempio originario di Rube Goldberg, creatore di cartoni animati, noto soprattutto proprio per aver dato vita, nei suoi cartoni, a macchine complicatissime, capaci di realizzare, per vie astruse ed indirette, compiti tutto all’opposto semplicissimi.

In America esistono specifiche gare, aperte a gruppi di studenti universitari, nelle quali metro per la vittoria è proprio la realizzazione di macchine che impieghino il maggior numero possibile di passaggi per realizzare il compito attribuito.

Alitalia: La cordata si ritira, il fallimento è prossimo…ed i prossimi falliti esultano

Questo blog non si occupa di politica e lo fa per scelta benché le conoscenze “tecniche”, giuridiche e storiche non facciano totale difetto al suo curatore.

Non si vuole con il presente scritto abdicare ad una tale volontà: parlare di Alitalia non è parlare di politica, ma di ETICA.

Si rimane attoniti e si rabbrividisce di fronte allo iato logico fra due concatenate notizie:

CAI RITIRA L’OFFERTA

i dipendenti hanno applaudito ed ESULTATO con lo slogan MEGLIO FALLITI CHE IN MANO AI BANDITI

Neppure tal iato sembra potersi comporre laddove si guardi alla più semplice e veritiera delle spiegazioni: sembra infatti impossibile che la miopia e l’esecrabile pervicace volontà di far prevalere i privilegi – e non i diritti – di alcune categorie di lavoratori che già avevano condotto, negli anni, alla dissoluzione e dilapidazione di un ingente patrimonio, potessero, in un vorticoso declino, condurre anche alla totale rovina.

Si immagina che per quanto ignobili possano apparire motivazioni e condotte, la ragione possa sempre, almeno in ultimo, trovar modo di espressione.

Ma con lo strapotere altezzoso ed inetto dei peggiori sindacati ciò non è evidentemente possibile.

Il fallimento di Alitalia non è che l’ennesima vittima sacrificata a quell’inversione di valori alla quale, ogni giorno, il meteco non può che guardare con orrore ed appressione crescenti.

Quello che avrebbe dovuto esser vanto ed orgoglio della nazione tutta, la compagnia aerea di bandiera, è stata vinta, non da una concorrenza spietata ed avversa, non da eventi esterni imprevedibili ed implacabili, ma da coloro che avrebbero dovuto guidarla, condurla e darle vita: è stata tradita.

Se fosse stata accettata anni or sono la proposta della compagnia aerea olandese KLM, ora il gruppo sarebbe stato il primo in Europa. Ma allora, per miopia ed inettitudine sindacale ed incapacità e debolezza governativa (Premier D’Alema) non si addivenne a nulla.

Mentre si abbracciava la più scellerata delle decisioni e sopprimevano le tratte transcontinentali per poter così soccombere alle linee Low-cost, si dilapidò un patrimonio con esuberi crescenti nutriti per scopi clientelari; con stipendi insensati sparsi con mano cieca, tutto con la benezione sindacale che fomentava scioperi pretestuosi ed inutili che danneggiavano passeggeri ed immagine della compagnia.

I sindacati si misero di traverso anche con AirFrance, che nel frattempo, proprio grazie alla comunione di intenti con KLM, ora domina i cieli europei. L’entrante governo si adoperò perché nell’ordinaria amministazione il dimissionario approvasse un prestito ponte. La cordata si trovò e pochi giorni or sono si propose un piano di tagli e investimenti per salvare il salvabile e dar respiro in un’ottica futura.

Gli stipendi sarebbero stati mantenuti sullo stesso livello, ma le ore di lavoro avrebbero dovuto essere aumentate. Tanto per esemplificare: attualmente un pilota di 35-40 anni di età “guadagna” 12.000 euro al mese per 80 ore lavorative MENSILI!!! Il piano prevedeva l’aumento del 50% delle ore lavorative.

Ogni ulteriore commento al riguardo sembra superfluo.

Con provvedimento assai discutibile il Governo aveva pensato di coprire gli esuberi con la cassa integrazione per l’80% circa dello stipendio attualmente percepito per 7 anni (!) [tradotto: non lavori, ma lo stato ti paga lo stesso].

Non è bastato.

E la compagnia area italiana fallisce.

E nella mente risuona lo slogan: “MEGLIO FALLITI CHE IN MANO AI BANDITI”.

L’inversione dei valori non basta a spiegare: qui si supera “LA FOLLIA”.

Probabilmente i lavoratori non sanno cosa significhi fallimento.

La società italiana ogni giorno di più ne approfondisce invece appieno il significato: in Italia i valori di responsabilità, abnegazione e serietà stanno svanendo, in un fallimento etico globale annichilente.

Vincono gli inetti, gli irresponsaibli, gli incapaci.

Siamo in un paese di veline e calciatori; di madri e studenti che scioperano contro la reintroduzione del merito nel corso di studi.

E di gente che perde – meritatamente – il lavoro… ed esulta.

IL CENSORE

I Cavalieri dello Zodiaco: Serie Hades in onda su Italia 1

Sì. Proprio così. Ma nessuno se ne è accorto (salvo eccezioni) ed è infatti con colpevole ritardo (ma in verità la colpa non è mia) che ne dò notizia.

Da domenica scorsa Italia1 ha inopinatamente iniziato la trasmissione dell’ultimo (?) capitolo della saga de I Cavalieri dello Zodiaco: Hades.

Ecco la sigla, tutto sommato, non delle peggiori:

L’attuale programmazione ne prevede la messa in onda la sola domenica alle 10.20.

Curiosa scelta: un episodio alla settimana è davvero poca cosa, specie se si considera la fascia oraria tutt’altro che felice. Mentre il primo pomeriggio vede le ennesime repliche di Dragon Ball e Simpsons, l’ultima ed in italia inedita serie de I Cavalieri dello Zodiaco subisce lo smacco di un quasi esilio nelle fasce e nei giorni di minor ascolto.

Sembra che Italia 1 proceda nella solita maniera: programmi nuovi ed inediti acquistati per essere trasmessi nel peggior modo possibile. Più che un investimento consapevole per il meglio, sembra l’acquisto appositamente mirato a danneggiare la concorrenza delle altre reti, l’accaparramento delle risorse non per il personale sfruttamento ma per impedire quello altrui.

In effetti Italia1, quanto ad anime, oltre alla concorrenza delle reti locali, vede la minaccia sempre crescente di Rai ed Mtv. La prima ha scovato l’ottimo Oban Star Racers; la seconda, da tempo, ha intrapreso la non facile via di mandare in onda programmi innovativi spesso specificatamente diretti ad appassionati non più adolescenti.

Alla pessima scelta di fascia oraria e giornaliera si è poi aggiunto il totale silenzio: le voce su internet si sono per mesi rincorse e si sa che il numero degli appassionati è elevato; eppure alla prima puntata di questa nuova serie non si è fatta la minima pubblicità.

Contenti loro…

Update 13 ottobre: Per la prima volta sono riuscito a vedere ieri una puntata della serie e la cosa non deve stupire visto che orario e giorno di trasmissione hanno fatto sì che in un mese circa siano andati in onda appena 3 episodi: proprio in ragione delle scelte ben più che discutibili effettuate da Mediaset ogniqualvolta vi sia una corsa motociclistica, ecco saltare l’appuntamento con i Cavalieri…Addio trepidante attesa: c’è solo noia e fastidio.

Per quanto concerne i contenuti, ovviamente Italia1 sta dando buona prova di sè nei tagli. Era prevedibile dato l’approccio al mondo anime da parte dell’emittente.

Cercando di immaginare il prodotto senza le ignobili censure, posso dire che la puntata è stata tutt’altro che deludente. Per ora la storia è buona, le scene apprezzabili, gli effetti discreti. Ma si è visto poco… e chissà quando sarà trasmessa la prossima puntata?!?

Update 19 ottobre: Oggi avrebbe dovuto essere trasmessa una puntata della serie…ma ovviamente c’erano di mezzo i gran premi motociclistici (che mi sono peraltro assolutamente indifferenti – i piloti no: odio gli imbecilli arroganti che per saper guidare una moto in un circuito guadagnano milioni di euro…  ed ogni riferimento non è puramente casuale); quindi niente cavalieri dello zodiaco, sostituiti senza ragione alcuna da un film patetico. Italia 1 riesce sempre a superarsi…nel peggio!

Update 26 ottobre: Una volta tanto, oggi è andato in onda un episodio della serie e , fortunamente, constato che il livello di storia e grafica sono davvero buoni. Purtroppo il doppiaggio delle vecchi serie e le modifiche apportate a nomi e situazioni ha reso difficile riconoscere nel “doppio” di Gemini un personaggio che avevamo già precedentemente incontrato…

Update 9 novembre: Ho perso la precedente puntata; questa no… Ma non so se sia stato un gran guadagno! Che ne I Cavalieri dello Zodiaco “i doppi” si sprechino è cosa nota…ma ora si scopre anche il doppione di Ariete: decisamente eccessivo. Scontro epico con il Cavaliere della Bilancia, il buon vecchio maestro dei Cinque Picchi che per l’occasione si trasforma tornando ad essere quello che fu secoli prima. Il guscio dell’anziano va in frantumi ed il cavaliere riacquista le sue originarie sembianze: alto, capelli blu, molto simile ad Phoenix. E Sirio per l’ennesima volta cieco. Liet motiv decisamente stucchevole. Ed ovviamente da qualche parte (diciamo il finale?) comparirà la poderosa freccia di Sagitter. Sinceramente l’inizio aveva fatto sperare un po’ meglio. Si vedrà.

*  –  *  –  *

Update 3 marzo 2009

Dopo essere andata in onda per settimane la domenica mattina, con scarso successo determinato da repentini, continui e non segnalati cambiamenti di orari, la serie è approdata al pomeriggio e viene trasmessa il martedì ed il giovedì alle 13.30 al posto dell’usurato (ed abusato) Dragno Ball, in onda in replica per la decima volta (almeno).

Il cambio di orario è certo stato ben accolto dai tanti fans de I Cavalieri dello Zodiaco, premiati da puntate che stanno via via diventando sempre più interessanti, con novità e sorprese non da poco. Finalmente – almeno così pare dagli episodi veduti fin qui – ai combattimenti oramai ripetitivi si è affiancata una trama complessa che non disdegna il richiamo ai più noti miti della mitologia greca con ammiccamenti tutt’altro che sporadici dalla Divina Commedia di Dante.

Fa un certo effetto sentir nominati in un Anime Giapponese: Radamante, Minosse, Euridice, Orfeo.  Ovviamente i miti greci sono trasfigurati e gli inferi “tradotti” in visioni confacenti alla trama della nota serie. Tuttavia, per quanto non rispettosi degli originali, i richiami possono quantomeno invogliare qualcuno alla ricerca ed in un mondo dove lo spettacolo più seguito sembra essere il pessimo Grande Fratello non è cosa da sottovalutarsi.

Chissà, se i concorrenti del GF avvessero visto qualche episodio de I Cavalieri dello Zodiaco forse non sarebbero divenuti i sub-normali fenomeni da baraccone che si fregiano d’essere facendosi chiamare “personaggi”. Ma questa, all’evidenza, è un’altra storia.

Contiamo che Italia1 non provveda come al solito a rovinare tutto, reimpastando episodi a caso e stravolgendo gli orari di trasmissione.

Come sempre, staremo a vedere!

Hancock: eroe irresistibile!

Il nuovo film con Will Smith (il principe di Bel Air, Indipendence Day, Io sono Leggenda), come del resto pienamente deducibile dai trailers, non lesina certo effetti speciali e battute: s’ingannerebbe però colui che si aspettasse una pellicola di basso livello, scontata e deludente.

Tutto l’opposto.

Sono moltissimi i films che negli ultimi anni hanno visto supereroi come protagonisti: da Hulk a Batman (nella varie riedizioni e rivisitazioni), passando per Iron Man, in attesa dei seguiti firmati Raimi di Spiderman 4 e 5. Negli anni passati avevamo conosciuto gli X-Men ed il nuovo capitolo della saga di Superman; da poco tempo l’Italia ha visto sulle proprie reti televisive approdare la discreta serie Heroes.

Ma

Ci sono gli eroi, ci sono i super-eroi…

…e poi c’è

Hancock”

Quello convincentemente interpratato da Smith è un personaggio dotato di grandissimi poteri, paragonabili a quelli di Superman, ma quantomai lontano dall’eleganza del “buono senza macchia e paura“: volgare, trasandato, scostante è guardato con sufficienza da coloro che dovrebbe proteggere e scarsamente apprezzato.

Lo Stato della California vanta nei suoi confornti milioni di dollari di crediti in ragione dei tanti disastri che provoca, per superficialità e noncuranza, in occasione dei suoi tanti interventi maldestri e non richiesti; i bambini non lo adorano, anzi lo canzonano; le madri lo additano come cattivo esempio; la gente comune non lo rispetta; i criminali lo temono, ma non rispettano.

Esilarante la copiosa serie di incidenti ai quali dà vita.

Ed è tutta qui, all’apparenza, la chiave della storia: una commedia brillante che si alimenta in copiosa misura di trovate su trovate, effetti mirabolanti che si susseguono senza posa e citazioni, con l’unico intento di strappare qualcosa di più di un sorriso.

L’intento è perfettamente raggiunto.

Poi, improvvisa, la svolta: Hancock si lascia convincere da un consulente di immagine a farsi incarcerare per fare ammenda dei tanti errori commessi e la storia inizia a cambiare e a far intravvedere qualcosa di più.

Lo sviluppo è piacevole, costruito con l’accortezza necessaria per non mutare il tono leggero ed accativante fino a quel momento tenuto.

Ironico, piacevole, divertentissimo, Hancock è un prodoto che non può certo definirsi completamente nuovo, ma ha il ritmo e l’atmosfera cercate.

I Trailers promettono divertimento…e la promessa è in pieno mantenuta.

Divertimento: 8 1/2

Voto complessivo: 7 1/2

Il Celiba-Teo: l’addio al celibato dell’ultimo Mac Leod

Odi, o viandante, di quel che il mentore vide, tra le vette delle Highlands (o erano gli Appennini?) ed il burrascoso mare, quella domenica di settembre alla quale oscure nubi avevano rapito il luminoso risveglio e solo un epico evento ricondusse il sole, fulgido nunzio, chiamato a testimone d’ardite imprese e perigliosi travagli.

Odi di quel 7 settembre che negli occhi di molti rimarrà indelebile ricordo; che fu di trepidante attesa e orgogliosa rinascita; di dolorosa sconfitta e scioccante vittoria; di tormento (per uno) e trastullo (per molti).

Odi di quel prode che tanto vagò per le vie di un trasognato villaggio di pescatori in quel giorno rinate nell’incanto della sfida.

E attendi, sospira, trepida e, nell’impeto di comuni afflati, ergiti saldo e sii testimone del valente virgulto che s’appresta al gran passo.

E che il Tuo cuore si riempa d’orgoglio incontrando il suo sguardo…

Tutto incominciò di presto pomeriggio. Un misterioso messaggio raggiunse il prode invitandolo a vestire l’abito da generazioni tramandato per occasioni uniche e superbe e quando il nunzio dei futuri giorni giunse alla sua soglia, egli era pronto…

Il nunzio dei futuri giorni lo ammonì con nefasti presagi, ma rincuorò con sorprendenti rivelazioni: nelle vene di quel che tutti conoscevano con breve ed umile nome scorreva il sangue del clan Mac Leod, celato ai suoi nemici con sagace inganno. Chi mai avrebbe infatti sospettato che sotto le tracotanti e ricercate vesti di ogni giorno; oltre alla celeberrima magniloquenza quotidianamente sfoggiata (“sapendo conscio” “gatto lesbico“) si nascondeva un immortale eroe?!?

Il nunzio, leggendo il suo futuro in misteriose carte, lo condusse così alla scoperta delle sue vere radici: superando perigliose prove avrebbe salvato il suo futuro e raggiunto gloriosa ricompensa…

La prima prova non avrebbe dovuto nascondere gravi insidie: riconoscere il vero whiskey scozzese tra molti (tutti provati) non poteva certo essere difficile per l’impavido…

Sfortunatamente le nebbie nei ricordi erano ancora dense…

Ma dopo solo un altro sorso (o magari molti di più, data la giusta penitenza) eccolo di nuovo in viaggio, fra genti note ed irriverenti, prese le dovute ed indispensabili precauzioni…

[“Non è un maniaco: è solo il suo addio al celibato“]

E così, in un sol giorno, urlando per le vie affollate l’orgoglio dei suoi natali “IO SONO MAC LEOD!!!!“, dovette dar prova di saper guidare i propri guerrieri in battaglia,

cavalcando indomabili purosangue…

…dominando funeste fiere…

…ergendosi a guida e baluardo nelle perigliose vie

Poi dall’ombra emerse funesto oscuro nemico…

Il giovane Mac Leod non si scoraggiò. Del resto non aveva forse egli già avuto ragione dei suoi nemici in così truculenta medievale giostra?

Così, quando l’acciaio incontrò l’acciaio, quando le folle deliranti iniziarono ad acclamare il suo nome (Buckalass, Buckalasss…ah no! Quello era un altro…)

…seppe aver ragione del malvagio nemico.

Ah di quale coraggio fu capace! Di quale maestria!

Solo non rimaneva che dar prova della proverbiale capacità amatoria dei Mac Leod.

Nessuno dubitava del sicuro successo. Ed infatti ecco le testimonianze vive di come l’ars amatoria del giovane virgulto seppe far suo il cuore di ignara donzella…

…e di illibata fanciulla

Hai dunque veduto, mio caro viandante, prova fulgida del valore dell’ultimo Mac Leod; sai che il suo nome verrà sempre ricordato nella landa che l’accolse quel giorno; sai di quali virtù diede prova.

Ed allora unisciti al brindisi che quella sera tutti noi vide uniti:

al buon Teo

auguri sinceri dai tuoi tanti amici (un po’ bastardi, ma pur sempre amici)!

Amarcord: Rastan, l’indimenticabile

Dei tanti videogiochi degli anni ’80, quello che ritengo assolutamente indimenticabile è certo

RASTAN

(qui subito di seguito, in tre parti, una intera partita dall’inizio alla “fine“)

Si è in buona compagnia quando si ricorda Rastan…

…ma c’è ancora una cosa da aggiungere: quella vista nei video qui sopra non è la fine. Ricordo nitidamente che vagando all’interno della sala del drago, ad un certo punto, compariva una chiave. Se si riusciva a prenderla e se si uccideva il drago il buon guerriero nella schermata finale proseguiva il suo viaggio andando verso destra e non verso sinistra come visto sopra. Si accedeva così ad ulteriori livelli!

Purtroppo di questi ultimi non ricordo praticamente nulla. Se non vado errato il gioco impediva di inserire altri soldi per proseguire la partita da quel punto, talché, se si moriva, non c’era altra soluzione che riprendere dall’inizio.