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Addio Michael Jackson!

26 giugno 2009

Quando ieri notte, alle 23 circa, ho sentito la notizia al telegiornale, mi sono lanciato su internet per trovare conferme. Primo a dare la notizia in America era stato un noto sito di gossip e ho quindi sperato in un errore o, al limite, in una pessima trovata pubblicitaria.

Non ho scritto nulla. L’Oracolo dei Venti è rimasto muto.

Quando questa mattina mi sono svegliato, ho ripensato alla notizia della notte prima con crescente preoccupazione. Ho acceso la televisione sperando nella smentita e nella burla svelata.

Mi ero illuso: Micheal Jackson ci ha davvero lasciato. A 50 anni, nella sua villa di Los Angeles, apparentemente per un attacco cardiaco.

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Forse un abuso di farmaci; forse il fisico debilitato non ha retto gli allenamenti intensivi programmati per tornare sul palco. Per l’ultimo saluto.

Scoprire la verità, sinceramente, non mi interessa molto. Quel che conta è che un mito vivente che mi ha accompagnato fin dall’infanzia non c’è più.

E mentre al bar, per la prima colazione, e poi sotto l’ufficio, le radio trasmettevano i suoi più grandi successi, il mio pensiero tornava a più di 20 anni fa, quando comprai su cassetta Bad, l’album grazie al quale l’ho conosciuto… e ho così preso a rivivere, in immagini vivissime che la sua musica aveva impresso indelebilmente, i ricordi di tante giornate trascorse allora sognandomi capace di raggiungere, nei miei campi, le sue inarrivabili vette.

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Ora potrei scrivere molto. Potrei ricordare le sue canzoni…e i tanti momenti della mia vita che a quelle sono rimasti legati.

Una volta, alle medie, ho disegnato una rappresentazione teatrale di Thriller; una mia compagna, che tutti prendevano in giro, aveva fatto un ottimo disegno di Smooth Criminal. Ho litigato per giorni con il mio migliore amico di allora sostenendo la superiorità di Michael Jackson su qualsivoglia altro artista emergente. Cantavo le sue canzoni nella mia vecchia casa, che ora vedo solo di sfuggita, da fuori, mentre passo in una via che è stata mia per quasi trent’anni e che ora vedo quasi straniera.

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Avrei tanto da raccontare.

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Ma la mia mano indugia sulla tastiera, come quando, davanti ad un capitolo che ho tutto nella mente, non riesco a dar forma a ciò che vedo.

Sento uno strano vuoto.

Addio Michael.

Addio all’unico vero Re del Pop.