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Il Passaggio di Justin Cronin

9 aprile 2011

Jeanette ha solo 19 anni quando dà alla luce Amy. Il padre è un viaggiatore di passaggio che si è fermato al ristorante nel quale lei lavora come cameriera e che, come scoprirà dolorosamente in seguito, è ben peggio di quello che sembra. La vita è spietata con Jeanette: viene picchiata, perde il lavoro, perde la casa; per racimolare qualcosa è costretta a prostituirsi. Tutto le pesa incredibilmente, ma tira avanti. Perché deve prendersi cura della sua Amy. Di quella bambina schiva, taciturna, che accetta i tanti trasferimenti senza lamentarsi, che si accontenta di quel poco che lei le può offrire, che sembra tanto delicata quanto intelligente. E che non dorme mai (ma è sufficientemente astuta da fingere di farlo). Ne è sicura: Amy è destinata a grandi cose.

L’agente dell’FBI Wolgast ha ricevuto un incarico insolito che mai avrebbe pensato di svolgere: offrire ad alcuni condannati a morte un’alternativa all’iniezione letale e alla sedia elettrica. Nemmeno lui sa di cosa si tratta esattamente: sa solo che i condannati, una volta apposta la loro firma, lasceranno il braccio della morte per un altro centro di detenzione, dall’ubicazione ignota, gestito dai militari. Non sembra per la verità una scelta difficile: da un lato c’è la morte certa, dall’altro una mera incognita. Chiunque, sano di mente, rischierebbe. Chiunque. Ma nei pensieri dell’agente nascono sospetti sempre più oscuri. Cosa sarà dei detenuti una volta arrivati nel centro? Perché la Sicurezza Nazionale si premura di cancellare ogni traccia della loro esistenza? Senza dubbio sono stati scelti per essere delle cavie. Ma di quale esperimento? Le cose già si complicano con Carter, il dodicesimo detenuto: qualcosa nella ricostruzione dei fatti per i quali è stato dichiarato colpevole non convince. Forse è addirittura innocente. Ma Wolgast, venendo a compromessi con la propria coscienza, tacita i propri dubbi ed esegue gli ordini. Carter firma e segna il suo destino. Wolgast sta ancora cercando di ritrovare un proprio equilibrio quando gli viene assegnato l’ultimo compito. La tredicesima cavia. Questa volta tuttavia non si tratta di un detenuto, ma di una civile. Di una bambina di appena sei anni.

E’ passato quasi un secolo da quando un esperimento sfuggito ad ogni controllo ha determinato la distruzione degli Stati Uniti di America. Sono morti milioni e milioni di individui. La civiltà è stata cancellata. I superstiti, meno di trecento anime, vivono in una Colonia, in quella che una volta era l’autoproclamatasi Repubblica della California. Le alte barricate e le potenti luci che cancellano le stelle proteggono la Colonia dagli assalti notturni dei Virali. Ma i viveri scarseggiano e i discendenti delle Prime Famiglie devono fare i conti con dissidi interni e pericoli di giorno in giorno più gravi. La vita di privazione e stenti, condotta al limite delle possibilità umane, tra pericolose sortite all’esterno per gli approvvigionamenti e terribili assalti notturni, non ha comunque preparato i sopravvissuti all’incontro che cambierà drasticamente il loro modo di vedere il mondo: quello con una Bambina Venuta dal Nulla che non sembra dormire mai…

Commento:

Laddove si ponesse attenzione a solo alcuni degli elementi caratterizzanti il poderoso tomo (quasi 900 pagine) de “Il passaggio” (peraltro soltanto il primo di una trilogia) non si troverebbero particolare novità: l’esperimento nato con le migliori intenzioni che viene però volto dai militari ad oscuri fini; il virus incontrollabile in grado di trasmutare le vittime in mostri sanguinari; la contaminazione inarrestabile che conduce morte, disgregazione sociale, perdita di valori e principi condivisi; l’inarrestabile caduta della civiltà che si accompagna alla perdita di ogni speranza; la sopravvivenza di pochi individui destinati a combattere e rischiare la vita per conquiste minime in altri tempi di ben scarso pregio quali fucili, scatolette di cibo, carburante.

La sensazione del “già letto” non è certo cancellata, ma semmai acuita, dalla presenza dei non pochi elementi soprannaturali che caratterizzano la storia: sogni premonitori, entità malefiche inarrestabili che sembrano in grado di leggere nei più profondi meandri dell’animo umano, grandi disegni che sovrastano le miserie dell’individuo. Il richiamo al ben noto libro di Stephen King, l’Ombra dello Scorpione, è immediato e spontaneo.

Persino la morte di uno dei personaggi meglio caratterizzati del romanzo richiama alla memoria la prematura dipartita di quell’Eddie che chi ha letto la saga della Torre Nera di King ben ricorda.

Tuttavia, anche il lettore che si sia più volte avvicinato a libri simili a “il Passaggio”, non si annoia nello scorrerne le pagine.

Cronin riesce in effetti nella assai ardua impresa di mantenere vivi interesse e tensione per l’intera lunghezza della narrazione. Un punto di forza è certo dato dai personaggi, numerosi ma non sovrabbondanti, intorno ai quali la storia viene creata agevolmente, senza scelte eccessivamente scontate o soluzioni di comodo. Credibili ed umanissimi, i sopravvissuti alla devastazione virale vengono travolti da situazioni angoscianti e raccapriccianti alle quali devono far fronte senza poter contare su nulla di realmente risolutore: non hanno poteri straordinari, non hanno armi devastanti, non sono neppure portatori si supremi valori morali o detentori di verità assolute.

Le azioni delle quali sono protagonisti, anche le più eroiche, sembrano in tal modo verosimili, dettate più dalla necessità di far fronte all’imprevisto che dal coraggio o dall’incoscienza.

La trama che li avviluppa è ben svolta, con appropriati e tempestivi cambi di prospettiva: perfettamente funzionale allo scopo risulta l’inserimento di pagine di diari, di documenti e di rapporti.

L’atmosfera è ben sorretta da colpi di scena ben preparati, da descrizioni attente e crude, dall’incalzare degli eventi.

A livello di struttura il romanzo è nettamente diviso in due parti: la prima, dedicata alla scoperta del virus, alla descrizione degli effetti della contaminazione, allo scoppio dell’epidemia; la seconda, ambientata quasi un secolo dopo gli avvenimenti in precedenza narrati, esclusivamente dedicata alla riscoperta dell’accaduto da parte dei sopravvissuti, alla loro quotidiana lotta contro i virali, alla loro ricerca di una nuova speranza.

In ragione di tale scelta pochi sono i flashback: lo svolgimento degli avvenimenti è quindi lineare, di facile lettura, ma non piatto. Non di rado la narrazione degli avvenimenti viene interrotta per seguire quanto accade nel medesimo momento ad altri protagonisti.

Sempre in ragione della scelta compiuta molto spesso il lettore è già a conoscenza di eventi e circostanze ignoti ai protagonisti, soluzione questa che consente di apprezzare maggiormente la perspicacia o l’ingenuità di questi ultimi. Al contempo il piacere della scoperta ed il dubbio di fronte all’ignoto sono sensazioni che non abbandonano il lettore: il Passaggio infatti fino alla fine offre spunti interessanti, alimenta dubbi e cela misteri.

Tanto da giustificare la speranza che il seguito non sia la stanca prosecuzione di un’opera che ha oramai detto tutto, ma l’occasione di nuove inquietudini, sorprese e rivelazioni.

Senza dubbio un horror teso, cupo ed inquietante fra i migliori recentemente pubblicati.

Personaggi: 8 Molto ben descritti, credibili, variegati.

Ambientazione: 7 Un mondo pressocché contemporaneo nella prima parte con alcuni elementi di variazione determinati dal verificarsi di eventi in realtà mai accaduti; un mondo post-apocalittico nella seconda parte, tetro, desolato, ammorbato. Comunque convincente.

Trama: 7 Benchè non possa definirsi innovativa, presenta caratteri di indubbio interesse

Tensione: 7 Costante per tutto il romanzo.

Narrazione: 7 Adatta alla storia narrata, con un ritmo azzeccato.

Voto Complessivo: 7.2

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