Lucca Comics 2011: Giochi, Ospiti, Concerti. Più di 150.000 presenze (parte 2)

Come precedentemente raccontato, all’interno degli stands gli appassionati di ogni età potevano trovare quanto di loro maggior gradimento: giochi, videogiochi, libri, conferenze, autori, disegnatori, scrittori …

L’esterno si accendeva ogni giorno dei colori degli abiti di decine e decine di cosplayers. In fondo all’articolo ne potrete scorrere qualche esempio, dai più riusciti…ai più improbabili.

La sera risuonava invece delle note delle più famose sigle degli anime degli anni ’80, interpretate dai cantanti di allora!

Il venerdì, 1° giorno della fiera, ha visto il ritorno sul palco dei Superobots, un gruppo originariamente “a componenti variabili” che oggi si esibisce ancora con la voce solista più nota, quel Douglas Meakin che tutti ricordano nelle sigle Blue Noah – Mare Spaziale, Forza Sugar, Babil Junior, Trider G7, Toriton, Super Robot 28, Ken il Falco, Daltanoius, Sampei, Candy Candy.

Eccone alcuni momenti tratti da affezionati spettatori*:

Forza Sugar

Trider G7

Sampei

Dei Rocking Horse, ma stessa voce solita, anche Lulù l’Angelo dei Fiori

Douglas ha fatto rivivere sensazioni fortissime e incredibili ad un pubblico partecipe e rapito, anche se non numeroso quanto quello delle due serate successive. Un pubblico che ha volentieri perdonato a Douglas qualche amnesia nel cantato…specie nell’interpretazione di Fantaman quando, per motivi ignoti, proprio il nome del cattivissimo Dottor Zero lasciava spazio ad imbarazzanti silenzi. Per chi voleva dominare il mondo un affronto non da poco… Del resto si ritiene che anche la non particolarmente fortunata Candy Candy non abbia particolarmente apprezzato la chiosa di Douglas dopo la sua sigla: “Adesso è una vecchia t…a“. 

Se già il venerdì era stato un perfetto mix di amarcord e buona musica, il sabato ha forse raggiunto i più alti livelli.

Erano sul palco infatti il maestro Vince Tempera e il paroliere Luigi Albertelli, personaggi notissimi che non abbisognano di grandi presentazioni.

Vince Tempera ha lavorato con Battisti, Mina, Bertè. Ha diretto l’orchestra di molti festival di SanRemo e ha preso il posto di Pregadio alla Corrida.

Luigi Albertelli ha scritto le parole di Zingara,  Piccola e fragile, Non voglio mica la luna,  Ricominciamo.

A Lucca Comics sono più noti però per essere i papà di Atlas Ufo Robot, con il quale vinsero il disco d’oro, più di un milione di copie vendute, nel 1978!

Tantissimi i successi di allora: Goldrake, Ape Maia, Capitan Harlock, Daitarn 3, Hello Spank,  Remì le sue avventure, Anna dai capelli rossi, nonché

Huck e Jim

Capitan Harlock

Con loro l’ottimo gruppo La mente di Tetsuya e una delle voci di allora Silvio Pozzoli.

Inutile dire che rivedere insieme voce e autori di alcune delle più belle sigle mai dimenticate ha destato nei moltissimi spettatori moti di sincera commozione.

Ottima l’idea di introdurre il concerto con un filmato rievocatore che dai giorni attuali, attraverso il richiamo ad oggetti divenuti mitici per aver segnato l’infanzia di molti (dal cellulare e dal lettore mp3 di oggi al gameboy e al mangiacassette di allora), riconduceva a quel 4 aprile del 1978 quando per la prima volta una “signorina buonasera” annunciava su Rai2 la proiezione di Atlas Ufo Robot.

Il cartone che segnò una generazione intera, significamente chiamata la Goldrake generation.

Qualche sorriso a margine anche per le scuse di Albertelli per i 18 “Tekkaman” di seguito contenuti nella sigla da lui scritta…ed il poco fantasioso “mi chiamo Mork su un uovo vengo da Ork” della sigla della fortunatissima serie Mork & Mindy.

La domenica successiva è stata la volta di Giorgio Vanni, cantante delle note sigle Naruto e Dragonball e la celeberrima Cristina D’Avena, arrivata un po’ in ritardo  e “gratificata” con una poco lusinghiera bordata di fischi quando ha iniziato il concerto con una delle sue nuove sigle (la “nuova” Mila e Shiro). Per fortuna (per lei), compreso l’errore, la vecchia Mila e Shiro le ha fatto subito seguito…

Personalmente non sono mai stato un estimatore di Cristina D’Avena e delle sue canzoni che, per quanto orecchiabili, erano diversi gradini sotto quelle di altri (vedi sopra). Non è quindi con particolare entusiasmo che segnalo la folla oceanica al suo concerto. Del resto quel giorno le presenze a Lucca avevano superano le 100.000.

Concludo con qualche foto ai cosplayer della rassegna…


[*Il sottoscritto ha a disposizione solo foto dei concerti e non filmati: ringrazia quindi coloro che consentiranno il mantenimento dei link]

Lucca Comics 2011: Giochi, Ospiti, Concerti. Più di 150.000 presenze (parte 1)

Si è conclusa martedì 1 novembre la 44esima edizione di Lucca Comics & Games, con un grande successo di pubblico ampiamente meritato: più di 150.000 prensenze, di cui  quasi 100.000 nella sola giornata di domenica!

Il programma della manifestazione, come sempre ricchissimo, spaziava dai concerti agli incontri con gli autori, offrendo ai visitatori la più ampia scelta: così, durante il giorno, ci si divideva tra acquisti, mostre, autografi, foto nei più disparati campi, dai fumetti ai giochi, dal fantasy alla fantascienza; la sera si tornava indietro nel tempo, allietati dalle voci e dalle firme più note nell’ambito delle sigle televisive degli anni 70-80-90, all’insegna del miglior amarcord.

Tanto che un’intera giornata, dalle 9.00 alle 22.00 (gli stands aprivano alle 9 e chiudevano alle 19.00, ma i concerti iniziavano alle 19.30 e duravano anche due ore) non sembrava bastare: vi era troppo da vedere, troppo a cui partecipare.

Il bel tempo, protrattosi per tutti i cinque giorni della manifestazione, ha poi dato un ulteriore mano: nessun evento cancellato o rimandato e nessuna coda sotto la pioggia scrosciante.

Belle giornate fuori, ancora meglio…dentro.

Il mio primo impatto con la fiera è stato vedere, all’interno di un antro affollato, le prime immagini commentate di Skyrim, di cui allego giusto un’idea:

So già che dall’11 novembre la mia vita a-sociale avrà una radicale svolta…

E’ uno dei giochi più attesi (uscita 11 novembre prossimo). Se già in Oblivion (il capitolo precedente) potevi spendere intere giornate a girare per boschi e montagne, pare che Skyrim moltiplichi all’infinito la possibilità di tali esperienze, con paesaggi particolareggiati e letteralmente mozzafiato. Un’avventura a tutto tondo dove l’esplorazione è solo uno dei punti di forza…

GLI OSPITI

Sempre all’interno di Lucca Games ho incontrato due veri miti viventi.

Il primo è Sandy Petersen, creatore di quel GdR “Il Richiamo di Cthulhu” che per gli appassionati rappresenta una vera e propria pietra miliare.

Eccolo qui, insieme ad un ammirato seguace…

 

Benché non privo di lacune (pochi dati sull’America anni 20, poche indicazioni sulla creazione e gestione degli incantesimi, carente la gestione delle attività svolte in collaborazione) il sistema di gioco, semplice e immediato, consente fin da subito di calarsi con efficacia nell’ambientazione cupa e tenebrosa del mondo creato da Lovecraft, rendendo possibile a chi guida il gioco di strutturare adeguatamente un’indagine angosciante sull’orlo della follia.

A pochi stands di distanza, si abbandonava l’orrore cosmico e ci avvicinava alla fantascienza e all’avventura. Tutti ricordano il telefim A-Team:

…e tutti (o almeno dovrebbero) ricordano Dirk Benedict, l’attore che interpretava Sberla nell’A-Team e Scorpio in Battle Star Galactica (qui con l’ammirato seguace di cui sopra)

Pecca non da poco l’esosità dell’esborso: 25 euro per autografo, poster e foto sembravano ex ante e sembrano ancora ora ex post davvero troppi. Però una foto con lui è una cosa che può capitare…quante volte nella vita? Una? Due? Alla fine cedere è stato forse uno dei minori mali… Del resto non è certo stato il prezzo a dissuadere dall’incontro. Pochi fan per l’esoso autografo di Benedict, ancor meno per quello gratuito di Petersen… Quasi chilometrica invece la fila per l’autografo della Troisi. Questione di gusti, suppongo: io ho girato bene al largo.

Questo personaggio qui invece è un po’ più difficile:

Riconosciuto? No? Non Vi biasimo. Eppure tutti ne conosciamo l’opera. E l’abbiamo apprezzata per anni. Ecco un aiutino (guardate bene le immagini nei fogli mostrati da gioiosi collaboratori):

Ebbene sì: si tratta dell’autore-disegnatore di Holly e Benji, Yoichi Takahashi! Anche lui prensente a Lucca Comics.

Se a questo breve elenco aggiungete David Lloyd, autore di V per Vendetta (il fumetto) del quale ho disegno autografato inizierete ad avere un’idea di cosa è Lucca Comics & Games…

 

 

 

 

Wacky Races ed il Goodwood Festival

Il Goodwood Festival è una ricorrenza oramai annuale dedicata alla presentazione di macchine da corsa di tutti i tempi, con un occhio di riguardo per quelle più particolari e di sicuro interesse per il grande pubblico, tanto da attirare ogni volta almeno 150.000 visitatori.

Una davvero simpatica trovata che si ripete oramai ogni anno è una corsa del tutto particolare…

Ricordate la famosissima e celeberrima serie animata televisiva di molti anni fa  “Wacky Races“?

Sicuramente sì:

(Purtroppo non è possibile incorporare sul blog i video italiani su youtube…Vi basterà fare una breve ricerca.)

Ebbene…eccone una rivisitazione!

Cosa si scopre su internet!!!

[*per ulteriori informazioni sul Goodwood Festival, consultate la pagina dedicata di wikipedia]

Il ritorno dei 9 Cyborgs!

Ne avevamo già in precedenza parlato, per la precisione in occasione della rievocazione dei migliori cartoni della nostra infanzia, quando per la prima volta conoscemmo il termine cyborg.

Molti se li ricorderanno così:

Ebbene, il 2009 è l’anno del ritorno di Cyborg 009!

Ecco la presentazione celebrativa: Cyborg 009

Ed ecco la prima puntata della nuova serie, riveduta e corretta, corredata di una nuova veste grafica che strizza l’occhio al passato…

DA NON PERDERE!!!

Su youtube sono presenti altre puntate… So già quello che farò le prossime sere!

il Ritorno di Sampei! Il Film!

Dopo Yattaman (vedi il trailer nel precedente post), anche un altro eroe dei cartoni aminati targati anni ’80 ritorna in una nuova veste…

Certo molti di Voi ricorderrano

SAMPEI

Bella la sigla di allora, spesso fatta oggetto di numerose rivisitazioni poco garbate…

Ebbene, incredibile ma vero! Anche Sampei vedrà una realizzazione cinematografica con attori in carne ed ossa!

E’ questa una realizzazione che sinceramente non mi aspettavo, dal momento che di tutti gli anime di allora, Sampei era decisamente uno dei meno spettacolari, con poca trama, poco sviluppo della storia e personaggi troppo lineari.

L’anime si caratterizzava però anche per una notevolmente apprezzabile trasposizione, in chiave di lettura per ragazzi, di miti contadini e pratiche di pesca tradizionali, presentando uno spaccato di vita rurale giapponese quantomai attento. La rilettura fantastica aggiungeva ovviamente pesci dalle dimensioni spropositate o dalle caratteristiche tanto uniche da risultare quantomeno poco credibili, ma si trattava comunque di elementi non disturbanti e che aggiungevano semmai quel tocco in più tale da aumentare l’interesse.

Per l’elenco completo degli episodi: wikipedia

Purtroppo, anche questo film difficilmente raggiungerà le nostre sale (intendendo anche quelle casalinghe…)

Non mi sarebbe comunque dispiaciuto dare un’occhiata…

Update 17 marzo 2012.

Anche se ciò sempbra incredibile, una buona anima ha fatto sì che il film potesse essere visto nella sua completezza su youtube!

Yattaman il Film: il Trailer!

Dopo una serie di immagini poco significative ma suffcientemente evocative, ecco finalmente il trailer attesissimo di

YATTAMAN

con tanto di esplosioni fatte a teschio, maialini che sanno arrampicarsi sugli alberi quando vengono adulati e miriadi di trovate incommentabili.

Dubito si possa dire: ” a presto su questi schermi”…ma chissà!

Yatta Yatta Yattaman!

Il ritorno di Kyashan, il ragazzo androide!

Il Giappone conoscerà ad ottobre il remake dell’anime Kyashan!

Eccone alcune immagini, assolutamente da non perdere, che inducono a ritenere che il remake non farà rimpiangere affatto il mito di oramai 30 anni fa:

La storia di Kyashan è ben nota a chi ha vissuto gli anni ’80 (ed anche qualcosa prima: la serie è del 1973), indiscutibilmente i migliori quanto ad anime.

Mi permetto di rinfrescare un poco la memoria:

La storia narra della terribile e solitaria guerra intrapresa da un ragazzo, Kyashan appunto, contro le temibili forze dei robots ribelli. Consapevole che le capacità umane nulla potrebbero contro la forza dei robots, convince il padre, il dottor Azumi, a trasformarlo in Cyborg. Con la sola compagnia di Flender, l’inseparabile cane robot, e successivamente di Luna, figlia di uno scienziato ucciso dall’esercito dei robots, affronterà pericoli mortali per liberare l’umanità dall’oppressione.

Molti ricorderanno che il Dr Azumi, prigioniero dei Robots dei quali egli stesso è il creatore, riuscirà a salvare la moglie trasferendone anima e pensieri all’interno di un robot cigno, Swanne. Kyashan riceverà spesso così aiuto dalla madre che, restando dietro le linee nemiche, proprio accanto al generale supremo dei robots, otterrà notizie ed informazioni segrete relative ai piani di quest’ultimo.

Kyashan ha conosciuto qualche anno fa una rivisitazione cinematografica, molto visionaria ed oscura:

Qui di seguito il link alla wikipedia per elenco episodi della prima serie e notizie inerenti: wikipedia

Per i più esigenti e per coloro ai quali fosse venuta qualche curiosità in più, ecco il volto del cantante giapponese autore della prima indimenticabile sigla:

Questi è Isao Sasaki, nato il 16 maggio del 1942. La sua voce è molto nota anche in Italia: negli anni ’70 e ’80, infatti, per nostra fortuna, molte sigle degli anime vennero lasciate in lingua e musica originali. Non era conseguentamente cosa rara che bambini e ragazzini di allora cantassero, in classe o per strada, quelle che ritenevano essere le parole delle sigle tanto amate. L’interesse per il Giappone, tanto diffuso in Italia, molto di più di quanto si crede, iniziò in tal modo: grazie alle sigle degli anime che mettevano a contatto con una lingua assolutamente ignota ed incomprensibile… e perciò stesso affascinante.

Di Isao Sasaki sono, tra le altre, anche le indimenticabili sigle di Starblazers (rectius: Uchuu Senkan Yamato) e di Grandizer (per noi: Goldrake)

Tanto per avere un’idea di quanto sia amato in patria, ecco le immagini di uno spettacolo televisivo trasmesso in Giappone pochi anni or sono:

Ecco il link al suo sito ufficiale

Per una panoramica di anime aventi come protagonisti cyborg, mi permetto di rinviare a mio precedente post: Cosi conoscemmo il giappone 7

Fonte della notizia relativa al remake di Kyashan: comicsblog

Amarcord – Così conoscemmo il Giappone (17): le civilità perdute (2)…ed i Cavalieri del Re (5)

Ancora agli anni ’80 appartengono le sigle di due ottime serie:

Moby Dick 5 1983

Il titolo originale giapponese dell’anime è Mu No Hakugei, ossia la Balena Bianca di Mu. In effetti è certo protagonista della storia una enorme balena bianca capace di raggiungere inimmaginabili profondità marine ed i più alti cieli.

In un futuro immaginato non lontano, le antiche e mitiche civiltà di Atlantide e di Mu ritornano sulla Terra per la più grande delle battaglie, rinnovando lo scontro che millenni prima condusse la prima ad un esilio siderale e l’altra sull’orlo della distruzione. Ma se gli Atlantidei possono contare su una tecnologia nettamente più avanzata di quella degli uomini, sul numero e su un minerale, l’Olyhalcon, dagli usi bellici inimmaginabili; la civiltà di Mu, che ha sempre fatto affidamento sull’Agrel, controllabile solo con la purezza di cuore e con la serenità, può sperare nel risveglio di cinque grandi guerrieri, il cui spirito riposa in cinque ignari ragazzi.

Costoro, nella prima puntata (che è anche l’unica che ricordo bene) si ritrovano sull’Isola di Pasqua: Ken, che sarà il protagonista della serie, perché quivi condotto da una misteriosa ragazza, Madora, che lo ha salvato dalla furia di una tempesta e da morte certa; gli altri perché quivi chiamati da sogni premonitori inesplicabili.

Sull’isola, i ragazzi vengono a conoscenza del grande pericolo che il mondo tutto sta correndo e che l’unica speranza per l’umanità sono loro stessi. Sotto la guida del saggio Mu, che ha sacrificato se stesso perché per l’umanità vi fosse una possibilità di sopravvivenza, i cinque impareranno a controllare il grande potere della Balena Bianca, direttamente proporzionale alla loro forza di volontà.

Intanto tra Madora e Ken nasce un profondo sentimento che sembra però impossibile: la giovane (nella sigla con i capelli blu) è infatti solo un cyborg. Madora ha sacrificato il proprio corpo ad una immortalità non voluta ma indispensabile perché qualcuno vegliasse sul dormiente potere di Mu e sui cinque eroi quando questi si fossero reincarnati, millenni dopo l’esilio di Atlantide.

A parte l’abusato stereotipo del gruppo di cinque soggetti facilmente identificabili (l’eroe valoroso, il secondo “antipatico e rivale” che diviene fedele amico, la ragazza, il bambino, il ciccione) la storia è buona ed il cartone degno di essere rivisto.

In italia uscirono 26 episodi.

Godam 1984

Serie robotica della Tatsunoko (la stessa casa delle serie Time Bokan – delle quali ho già diffusamente parlato). I cattivoni, appartenenti al temibile Popolo degli Abissi, risiedono nel sottosuolo e sono causa ed origine in realtà di molti apparentemente misteriosi incidenti sul mondo di superficie. I buoni, i Gowapper 5, sono un gruppo parecchio eterogeneo di personaggi, per la prima volta capitanati da una ragazza, Yoko. Il secondo in comando, per così dire, è lo scapestrato Go. I campagni di avventura due bambini ed il tipico ed immancabile ciccione.

Godam è un robot particolarissimo, molto distante per mobilità e caratteristiche da tutti gli altri cari robottoni degli anni 80. Molto poco umanizzato, era praticamente immobile: le sue capacità di movimento erano ridotte al minimo, data la mole. Molto più versatili i mezzi a disposizione dei ragazzi, in chiaro stile Tatsunoko, veicoli eterogeni capaci di rispondere a tutte le necessità.

I nemici sono soldati fatti di sabbia, che i Gowapper 5 provvedono ad eliminare ricorrendo anche ad armi molto poco convenzionali (come ad esempio una sorta di strane trottole). Gran parte della storia è dedicata agli studi su come effettivamente questi strani soldati siano venuti al mondo, chi li controlli e come. Verrà scoperta una misteriosa ameba, fonte di strani poteri…

(…continua…)

Precedenti posts su I Cavalieri del Re:

Così conoscemmo il Giappone 13

Cosi conoscemmo il Giappone 14

Così conoscemmo il Giappone 15: L’inqualificabile Humor Giapponese (1)

Così conoscemmo il Giappone 16: L’inqualificabile Humor Giapponese (2)

Cavalieri del Re: Speciale – Paola Cortellesi.

Addio, Cialtroni!

Diversamente da quello che si potrebbe pensare, il titolo del post non è affatto un ingiurioso saluto, magari rivolto a parlamentari poco graditi che a seguito delle ultime elezioni non saranno più in Parlamento; tutt’altro! E’ l’addio, sentito ed in qualche misura sgomento, ad un gruppo musicale che adoravo:

I CIALTRONI ANIMATI

I Cialtroni reinterpretavano [imperfetto odiatissimo] a modo loro le sigle dei cartoni animati e di alcuni telefilm anni 80. Ottimi interpreti, variavano giusto il necessario… Con alcune trovate davvero buone. Capitava così che durante la sigla dell’Uomo Tigre comparisse il jingle dei Formaggini Tigre (quel buon sapore di Emmental svizzero, che dà ai tuoi piatti, quel tocco in più!) o che durante Sampei il ritmo cambiasse e divenisse reggae sulle parole “quella canna fatta di magia

Il gruppo è diverse volte venuto a Savona: l’ultimo concerto che ho avuto modo di ascoltare risale ormai al 5 gennaio 2003. Lo ricordo molto chiaramente perché in quei giorni ero preda di ansiosi corrucciamenti che mi avrebbero normalmente spinto all’isolamento casalingo, alla riflessione circolare e, tendenzialmente, all’autocommiserazione. Posto tuttavia che a quel problema di allora non avrei potuto tentare di porre rimedio in alcun modo prima del lunedì successivo, decisi, per una volta, di tacitare i peggiori pensieri e cercare di godermi, per quanto più possibile, la serata…con un gruppo che avevo già sentito altre due volte e che sempre mi soprendeva ed entusiasmava. Il concerto di quell’anno fu l’ultimo dei Cialtroni a Savona. Per anni ho atteso.

Le notizie che potevo trarre dal sito e dai video su youtube lasciavano ancora adito a qualche speranza.

Ma dal 2006 tutto taceva.

Fino all’annuncio, che ho letto giusto ieri con terribile colpevole ritardo:

E va bene. Cosa vi aspettavate da un gruppo che si è sempre chiamato Cialtroni animati? Ordine e disciplina? O genio e sregolatezza? O magari, alla lettera, solo cialtronaggine? E se vi dicessimo che nelle intenzioni programmatiche di questo gruppo, oltre a suonare sigle televisive in modo non convenzionale, c’era quello di scioglierci dopo una carriera decennale per poi riunirci nella più frettolosa reunion che la storia della musica ricordi (102 giorni – un record)? Ve la berreste? Per favore, ve la berreste? Sarebbe stato un progetto magnifico, non è vero?

Ebbene, lo sarà! Potremmo essere intelligentissimi e aver escogitato un modo di chiudere col botto in modo unico per un gruppo, quello di inventarci l’unico funerale che facesse ridere! Potremmo avere in odio le autocelebrazioni, e per questo aver sostituito al lacrimevole Ultimo Concerto la Festa a sorpresa del Capodanno Cialtrone! Potremmo aver voluto inventarci il modo di trasformare una carriera decennale (Lo Scontro, Roma, 16 dicembre 1996 – Alpheus, Roma, 8 dicembre 2006) in una dodecennale (Auditorium Flog, Firenze, 31 dicembre 2007) spostando un solo concerto – dico 2 anni guadagnati con un solo concerto, roba che neanche i Duran! Potremmo aver partorito tutte queste rutilanti ideuzze e averle spavaldamente realizzate, oppure potremmo essere dei miserabili venditori di fumo. Chi siamo noi? Chi siete voi? Noi non sappiamo chi siate voi, come potete voi sapere chi siamo noi? Arroganti!

Quale tipo di Cialtrone incarniamo? Quello strafottente e geniale o quello goffo e patetico? Noi crederemmo tutti e due, come nei casi ben più maestosi dei nostri modelli Homer e Paperino, senza però averne la pelle gialla e il culo nudo sotto la marinaretta. Ma in questo momento siamo troppo impauriti dalla portata delle nostre azioni per dare una risposta, e ce ne staremo intimoriti in un sottoscala a provare fino alla notte del 31 dicembre.

Fieri però. A testa alta. Sbattendola contro la scala sopra.

Tanto per avere un’idea, ecco cosa ho trovato su youtube: Hurricane Polymar reinterpretato dai Cialtroni

…ed una rivisitazione di un tal certo cartone animato…

[Su youtube ci sono altre parodie: ad esempio questa http://www.youtube.com/watch?v=J4gIpjR2Oq0%5D

Vi dico già che trovare il loro disco è impossibile, non c’è riuscito nemmeno chi poteva vantare migliori mezzi di noi tutti (Avviso: c’è qualche espressione un po’ troppo scurrile…):

La ricerca su youtube mi consente di presentare anche alcuni video dell’ULTIMO CONCERTO (la qualità dei video non è però gran cosa):

Addio, Cialtroni!