Archive for the ‘Steven Erikson’ Category

h1

Erikson – La Dimora Fantasma

21 novembre 2007

Avevo espresso un giudizio tutto sommato lusinghiero del primo libro della saga di Erikson. Preso dalla curiosità, mi sono lasciato quindi, a breve distanza di tempo, alla lettura del seguito: La Dimora Fantasma.

erikson2.jpg

E di sicuro non ho sbagliato: sono semplicemente entusiasta.

Erikson crea una storia davvero complessa che s’innesta nel quadro tutt’altro che lineare cui ha dato vita nel precedente romanzo. Volutamente lascia nella trama accenni ad eventi confusi, apparentemente tanto lontani nel tempo e irrilevanti, quanto in realtà necessari se non fondamentali per la comprensione del grande intricato disegno che il lettore percepisce dietro ogni avvenimento, senza però mai essere in grado di afferarne appieno caratteri e limiti.

Permangono quegli elementi caratteristici che disturbano molti lettori e che, in effetti, non poche volte inducono al dubbio, all’errore, comunque allo smarrimento. Talchè non manca il timore di aver abbandonato la tesa attenzione che questo tipo di lettura richiede e la precipitosa ricerca verso le pagine passate, verso i capitoli letti giorni addietro, nella convizione, a volte speranza, di aver perso qualcosa di fondamentale tra i tanti avvenimenti, nel gioco spesso ardito di immagini e parole. Erikson tuttavia è volutamente fuorviante, ambiguo, ingannatore: gioca con il lettore una partita impari, lanciando di pagina in pagina sfide cui è pressoché impossibile resistere, ma delle quali già in partenza si conosce il nome del vincitore.

Perché dietro il primo inganno, ve n’è senza dubbio un secondo. Perché quando si crede di iniziare a comprendere, si viene sorpresi dall’evento traumatico che rimescola le carte in tavola. Un gioco ardito, che pochi sanno mantenere vivo senza stancare o indispettire oltre il limite. In effetti molti sono coloro che odiano Erikson e che dopo le prime pagine de “I giardini della Luna” gettano la spugna ed approdano ad altri lidi.

Ma ne “La Dimora Fantasma” Erikson mostra, di là di ogni ragionevole dubbio, che la complessità che offusca non è affatto il frutto dell’incapacità di un confuso narratore, ma il riflesso costruito ad arte di un mondo folle del quale si vuole rendere partecipe al massimo il lettore.

I Flashback tanto temuti del primo romanzo e, a volte, senza dubbio eccessivi, sono ridotti in momento e frequenza; l’avventura è meno frammentaria; le linee principali da subito individuabili. Si entra subito in medias res e subito si è presi dalla tensione, dalla curiosità, dalla passione.

Anche questa volta Erikson non rinuncia a mettere in campo una moltitudine variegata di personaggi, anche qui di insospettabile ed insperato spessore. Benché, sorprendentemente, siano solo quattro i nomi che il lettore conosce dal primo libro: Crokus, Kalam, Apsalar, Fiddler. Altri nomi ben noti, come Ben lo svelto, compariranno solo verso la metà della storia; altri (Rake, Brood) non avranno apparentemente alcuna importanza. Solo Trono d’Ombra, La fune ed i Segugi avranno un ruolo di rilievo.

I nomi però che resteranno davvero nella mente del lettore sono altri: Coltaine, Icarium e, soprattutto, Duiker.

Come mia oramai consolidata prassi non disvelerò nulla di rilevante della trama, volendo quivi dar vita ad una breve presentazione piuttosto che ad una approfondita recensione.

Mi preme tuttavia solo sottolineare come Erikson sia riuscito a creare nuovamente personaggi indimenticabili che, pur nella volutamente caotica trama, rifulgono come pochi altri nella narrativa contemporanea, benché lontani dai mai del tutto desueti epigogni dell'”eroe senza macchia e senza paura” verso i quali solitamente vanno le preferenze anche inconsce dei lettori.

Travolti da un mondo teatro di lotte titaniche, dove i disegni degli dei si scontrano con le mai sopite aspirazioni di antichi che il tempo confina nel mito, i personaggi di Erikson combattono strenuamente contro tutto e tutti, capaci di gesta eroiche ed impulsi abbietti, tra superiori afflati e bassi istinti. Travolti ma non annientati, vivono di continue rinascite e dolorose sconfitte. Smarriti in un mondo astruso, violento ed impietoso.

Come il lettore. Che viene quivi avvinto dalla storia vorticosa ed appassionante, da leggersi su più piani, inscindibilmente connessi.

In effetti Erikson riesce in un solo libro a legare epica e romanzo d’avventura, horror e fantasy. Le battaglie tra mostruose creauture si inseriscono tra quelle degli eserciti. Il duello si affianca al massacro. In un quadro grandioso e potente che pulsa di immagini vivide che colpiscono e seducono, inquietano e turbano. Tradimenti, torture, sacrifici. Distruzioni apocalittiche. Dei irrequieti. Antichi che tornano a destarsi. Anime perse e maledette.

Di fronte ad un simile elenco chiunque penserebbe all’incontro casuale e fastidioso, quindi malriuscito, di generi diversi e storie diverse, “Tanto materiale avrebbe potuto dare vita a più libri: un delitto mischiare così tanto”. Ed invece il risultato è mirabile. In effetti, rispetto al primo libro che risente senz’altro della prima esperienza, Erikson sublima le già evidenziatesi sue abilità, creando un quadro armonico dove nulla stona davvero: quando pare di aver appena udito la stonatura, si riesce a comprendere che vi è qualcosa in più, che al momento sfugge ma che in futuro, forse dopo centinaia di pagine, troverà spiegazione.

Così la storia, lungi dal crollare su se stessa, vive del suo particolare ritmo (si direbbe afflato) avvincendo ed appassionando.

Davvero indimeticabili molte scene.

Persuasivo. Toccante. Crudele. Epico.

Davvero uno dei migliori romanzi che abbia letto.

Giudizio: 8+

Ringrazio sentitamente l’amico Alessio che mi ha consigliato Erikson!

Unica vera nota dolente la pessima scelta editoriale che ha reso la copertina del libro una delle peggiori che abbia mai visto.

[Questo è il post numero 101. Non avrei mai pensato di scriverne così tanti. Grazie agli affezionati lettori]

Annunci
h1

Erikson – I Giardini della Luna

24 settembre 2007

Il libro “I Giardini della Luna”, pubblicato da Armenia nel 2004, apre una nuova saga, “Il Libro Malazan dei Caduti” e si segnala certo per originalità e complessità.

Proprio quest’ultima caratteristica è fonte dei giudizi più diversi, tanto che basta scorrere per qualche momento le pagine web dedicate ai libri fantasy per ricavarne le impressioni più diverse. Taluno ha così definito Erikson come autore da evitare, sottolineando come i Giardini della Luna siano libro di talmente difficile lettura da scoraggiare anche il più affezionato lettore.

Avvertito da tali giudizi, solo in parte condivisi anche dagli amici che mi avevano consigliato tale lettura, ho iniziato a leggere il libro di Erikson con particolare attenzione, per quanto, sinceramente, non sia accorgimento dal quale di solito prescinda.

Compiuta la lettura, posso concludere che molte delle critiche sono decisamente gratuite.

Erikson compone un’opera certo ardita, segnata all’inizio da taluni salti temporali che hanno forse disorientato coloro che non hanno posto attenzione al fatto che, all’inizio di ogni capitolo, viene vergata la data degli avvenimenti che si stanno per raccontare. La complessità, nel resto della storia, trae origine certo dal gran numero di personaggi che danno vita alle pagine del romanzo e, soprattutto, dalla difficoltà, perdurante, di comprendere fazioni di appartenenza e più ancora di tracciare una linea chiara di demarcazione fra coloro che possono essere ritenuti “buoni” e coloro che devono essere considerati legati all’oscurità.

Per il vero, di tali categorie, il romanzo, così come strutturato, prescinde consapevolmente, in un ardito intreccio dove ogni personaggio è perfettamente delineato nella sua complessità. Sarebbe anzi riduttivo questi catalogare in categorie ristrette e dequalificanti, risultando invece ben vividi nei loro interni contrasti (Paran e L’Aggiunto ne sono esempi lampanti).

La trama è costruita intorno ai personaggi e ne rispecchia quindi appieno complessità e duplicità. Erikson ricorre spesso all’espediente di raccontare gli avvenimenti per il tramite di più voci narranti, cambiando radicalmente di prospettiva. Il risultato è spesso sorprendente ed avvincente.

Spesso vengono volutamente fornite informazioni frammentarie, pressocché incomprensibili, ridotte a poco più che accenni. Molto ricade in presupposti dati quasi per scontati, brevemente riassunti nei capitoli successivi o rapidamente spiegati, per il tramite di diverse voci narranti, molte pagine dopo.

L’effetto è un poco stordente, ma pienamente godibile.

Le battaglie, nel primo libro, non sono molte: tuttavia le stragi non mancano, come pure gli scontri epici tra maghi, demoni e draghi.

In effetti Erikson riprende modelli mai completamente decaduti, dove la magia, pur contenuta in severi argini, non è mutilata o resa servente: il mondo di Eirikson pulsa di magia, vive di magia, nuova e antica, di uomini e dei.

Una particolarità è poi data dalla presenza palpabile prima, protagonista poi, dell'”interventismo” divino: gli dei sono parte in causa ed intervengono direttamente negli avvenimenti, senza però sproporzione.

Il Giudizio complessivo non può essere che buono: 7+

Armenia ha pubblicato già i primi tre libri del seguito, che mi accingo a comprare.

Trama in breve: Sulla cima di una torre antica un ragazzo nobile di nome Paran contempla i segni di una truce battaglia che si sta svolgendo in uno dei quartieri più popolosi. Accanto a lui un ufficiale degli Arsori di Ponti cerca di dissuaderlo dalla malsana idea di intraprendere la vita militare. Intanto, grandi e sconvolgenti avvenimenti stanno cambiando ogni punto di riferimento, mentre l’impero intraprende una nuova via…

[Nota a margine: Per quanto Armenia abbia con Erikson fatto finalmente quel salto di qualità da più parti atteso, rimane insufficiente la qualità grafica e risultano discutibili taluni soluzioni di traduzione, prima delle quali quella relativa al titolo (“La caduta di Malazan” al posto del corretto “Libro Malazan dei caduti” presente invece alla fine del volume)].

PER UNA MIA MOLTO PIU’ AMPIA RECENSIONE CON INTRODUZIONE ALLA SAGA SEGUITE IL LINK AL SITO DI TERRE DI CONFINE