Archive for the ‘Dean Ray Koontz’ Category

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Il Bravo Ragazzo (The Good Guy)

24 agosto 2009

Un nuovo Thriller da uno dei più grandi maestri: Dean Koontz.

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Per chi conosce Koontz, il romanzo non presenta particolari sorprese: la novità è tutta nell’accattivante inizio.

Direttamente dalla presentazione del libro:

È una sera come tante. Dopo il lavoro Timothy Carrier entra nel solito bar. Sta bevendo una birra quando uno sconosciuto lo avvicina con aria circospetta.
«È lei?»
«Chi altri dovrei essere?»
«Ha un’aria così… normale.»
«Faccio il possibile. »
Senza aggiungere altro, l’uomo gli consegna una busta.
«Qui ce n’è metà. Diecimila. Il resto quando sarà andata. »
Dentro ci sono diecimila dollari, la foto di una bella donna e il suo indirizzo.
Dev’esserci un equivoco. Ma prima che Tim possa ribattere lo sconosciuto si dilegua. Poco dopo un altro cliente gli si siede accanto, fissando la busta. All’improvviso tutto diventa drammaticamente chiaro: Tim ha ricevuto per sbaglio l’incarico di uccidere la donna. Quello di fianco a lui è il vero killer, che ora lo sta scambiando per il mandante. Reagendo prontamente al beffardo scherzo del destino, Tim gli dice di aver cambiato idea: toglie dalla busta la foto e invita il sicario a tenere il contante «per il disturbo». L’uomo accetta e se ne va, ma Tim sa che l’errore verrà presto scoperto. La vittima designata ha le ore contate e lui è l’unico che può salvarla. Inizia così una disperata corsa contro il tempo che stravolgerà la sua  esistenza — di normale bravo ragazzo — Costringendolo a trovare il coraggio per mettere a rischio la propria vita e diventare, suo malgrado, un eroe.”

Segue una storia nel miglior stile di Koontz: narrazione serrata, descrizioni brevi ma efficaci, personaggi ironici ai quali è facilissimo affezionarsi.

La trama si risolve essenzialmente in un inseguimento senza posa che avvince il lettore costringendolo ad avidamente proseguire. Con abilità Koontz introduce poi una serie di incognite che incuriosiscono al punto giusto senza discendere troppo nel banale.

Il passato di Tim è infatti volutamente lasciato nell’oscurità; misterioso è il motivo dell’accanimento con cui il killer insegue la sua vittima designata e tutto induce a ritenere che la stessa vittima nasconda qualcosa…

Il disvelamento del mistero giunge rapidamente, seguendo il ritmo serrato della storia.

Come sempre, un romanzo che si legge tutto d’un fiato, senza mai deludere e senza cadute di stile.

Giudizio: 7

Solo chi “è abtituato a Koontz” si attenderebbe qualcosa di più…

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Odd Thomas di Koontz: prossima la realizzazione del film

3 agosto 2008

I romanzi di Dean Ray Koontz solitamente sono autoconclusivi. Raramente il lettore ha incontrato richiami espliciti ai romanzi precedenti: sotto questo particolare riguardo, i romanzi che hanno per specifico oggetto progetti di modificazione genetica sfuggiti al controllo dei propri creatori rappresentano, nel complesso, eccezioni.

In uno dei primi romanzi, Mostri, si nomina per la prima volta il progetto Francis, nome che richiama immediatamente alla memoria una serie di film in bianco e nero dove un irriverente mulo, di nome Francis appunto, sapeva parlare.

Ecco, per i nostalgici una foto esplicativa:

…e per gli affezionati ecco il link ad una scheda critica accurata.

In Mostri, protagonista era un Golden Retriever dall’intelligenza assolutamente fuori dal comune: era l’unico vero e proprio successo di una serie di esperimenti volti a migliorare l’intelligenza animale per scopi militari.

Del progetto Francis si parla anche, con brevi cenni, in due romanzi successivi ambientati nella tutt’altro che ridente cittadina di Moonlight Bay: L’uomo che amava le tenebre e Tracce nel Buio (il terzo libro della trilogia Ride the Storm non è ancora stato terminato*). In questi due libri Koontz presenta al lettore Christopher Snow, un ragazzo costretto a vivere di notte in ragione di una terribile malattia (reale), lo xeroderma pigmentoso, che rende per lui mortali i raggi di luce troppo intensi, tra i quali, ovviamente, quelli del sole.

Snow è per molto tempo l’unico protagonista che in Koontz ha conosciuto il ritorno.

L’unico, fino a Odd Thomas che, almeno nelle intenzioni dell’autore, dovrebbe essere protagonista di ben sette romanzi (l’ultimo uscito, Brother Odd non è ancora stato tradotto in Italia).

Odd compare per la prima volta ne Il Luogo delle Ombre e poi ne Il labirinto delle Ombre (clicca per la recensione su questo blog).

Odd Thomas è cuoco di un piccolo ed insignificante ristorante fast-food in una cittadina anonima spersa nel deserto…e vede e parla con i morti.

Odd è un personaggio, di là dall’abilità sua propria, particolare: uno spirito candido, buono e particolarmente ironico. Talchè i toni tutti dei romanzi dei quali è protagonista ne rimangono indelebilmente segnati.

E’ di pochi giorni or sono la notizia che Odd Thomas diverrà un film, non il primo e non certo l’ultimo dei films tratti dai romanzi di Koontz (a solo titolo esemplificativo sono stati tratti films da: Mostri, Il Volto della Paura, Phantoms, Cuore Nero, Intensity).

Al momento l’autore ha rivisitato la sceneggiatura e trovato l’attore protagonista.

Non resta che aspettare.

[fonte: Horror Magazine]

[*testualmente, dall’autore: I fully intend to finish the third book, God willing. The problem has been that when I started RIDE THE STORM, I quickly saw that it was going to be different from and potentially much longer than the first two books, and I wanted to take time to consider it carefully before continuing. Then an unprecedented flood of story ideas washed over me, all of which I was passionate about, and I have been busy realizing them for the past few years. Writing talent is a gift that sometimes controls the recipient].

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“Il Marito”: L’ultimo Thriller firmato Koontz

6 luglio 2008

Teso ed avvincente

Con “Il Marito” Koontz ritorna al genere che gli ha dato forse maggior successo e notorietà: il Thriller puro, diretto, rapido, avvincente.

Non che, per il vero, negli altri suoi romanzi, il brivido teso e l’azione rapida siano assenti (con l’unica eccezione, forse, di Sussurri). Ma gli amanti di Koontz ben conoscono quale rilevante distanza separi romanzi quali Là fuori nel buio, L’uomo che amava le tenebre o Fuoco Freddo, da altri quali Intensity o Velocity.

Come noto, le tamatiche care a Koontz sono varie: mutazioni genetiche fuori controllo (Mostri, Mezzanotte, L’Uomo che amava le Tenebre); manipolazioni mentali e del subconscio (La Casa del Tuono, Quando scendono le tenebre, Falsa Memoria); mostri dai temibili poteri psichici (Il posto del Buio, Incubi, Fuoco Freddo, Sopravvissuto) e più raramente creature sovrannaturali (Là Fuori nel Buio, Phantoms) e alieni (Strangers, L’ultima porta del cielo).

In questi romanzi l’elemento “fantanscientifico” o “sovrannaturale” è preponderante, ma la narrazione è comunque incentrata su quanto accade in pochi giorni, a volte in una sola notte, talché gli eventi si susseguono incalzanti, senza inutili pause, digressioni, cadute di intensità. Si tratta, in poche parole, di veri e propri Thriller-Horror.

In altri romanzi l’elemento sovrannaturale viene lasciato ai margini, a volte appena palpabile, e tutto ruota intorno ad un ristretto numero di personaggi, coinvolti, spesso per caso, negli oscuri piani di invincibili ed astuti serial killers o assassini di professione (Intensity, Velocity).

Il Marito“, agile romanzo di solo 359 pagine, appartiene a questa ultima linea narrativa.

L’elemento sovrannaturale, come anticipato, non dispare totalmente, ma rimane ai margini dello sguardo: si stratta al più di percezioni, presentimenti, tali da aggiungere “un qualcosa in più” alla narrazione, senza però divenire elemento focale.

L’affezionato lettore ritrova qui i tanti elementi oramai distintivi: l’ironia accattivante (anche se non ai livelli forse eccessivi di Thomas Odd), l’azione fotografata nel dettaglio, il colpo di scena convincente mai forzato.

E ritrova ovviamente la descrizione minuziosa di giardini e piante californiane, le battute, i personaggi curiosi. Immancabile la presenza, seppur qui defilata, di un golden retriever*.

Della trama non posso però davvero anticipare nulla, se non giusto l’inizio:

Mitch è un giardiniere. Lunedì 14 maggio si trova al lavoro, come tutti gli altri giorni, con l’amico Iggy, buono, disponibile, ma certo non molto perspicace. Inattesa, alle 11.43, giunge la telefonata di Holly, la moglie di Mitch. Poche parole. Poi alla sua si sostituisce la voce di uno sconosciuto. E ha inizio l’orrore…

Altro non potrebbe da parte mia davvero aggiungersi: pagina dopo pagina, in un vorticare continuo di eventi, il lettore non ha mai modo “di tirare il fiato”.

Le sorprese ed i colpi di scena non mancano certo.

Lo devo ammettere: una volta sono davvero stato colto di sorpresa anche io.

Voto: 8

[* Per chi ancora non lo sapesse, il riferimento è all’affezionato amico di una vita, Trixie, il golden retriever di Koontz, morto qualche tempo fa]

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Avviso: Phantoms di Koontz

10 luglio 2007

Solo due righe per segnalare che questa notte, alle ore 2, Rai 1 trasmetterà Phantoms!, con Peter O’Toole e Ben Affleck, tratto dal libro omonimo di Dean R. Koontz.

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E’ la presente nulla più di una segnalazione, non avendo al momento la possibilità di dilungarmi sull’argomento né tantomeno di abbozzare una recensione al riguardo. Posso solo dire che il libro mi era piaciuto parecchio, non tanto per particolare bellezza o profondità, quanto per suspance e trama, sviluppata anche qui nell’arco di sole 24 ore.

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Non ho idea di come sia il film, purtroppo, ma il videoregistratore è già pronto!

Tra l’altro, Italia 1, dopo il tedioso Fastival Bar, trasmetterà L’alba dei Morti Viventi, film che mi permetto di consigliare. Certo, si tratta solo di un remake, ma è ben fatto, specie nella parte iniziale.

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Dean Koontz: Nel labirinto delle ombre (Forever Odd)

9 giugno 2007

Il romanzo si pone come seguito de “Il luogo delle Ombre” (Odd Thomas). Ritroviamo Pico Mundo, cittadina nel deserto del Mojave, e i personaggi che Koontz ci ha fatto ben conoscere: lo sceriffo Wyatt Porter (“il Capo”); lo scrittore Oswald Boone (“little Ozzie”); Terry Stambaugh (precedente gestore del Pico Mundo Grille), Chester (lo strano gatto di “little Ozzie”) ed, ovviamente, lo spirito di Elvis Presley. Entrando subito in medias res Koontz ricrea d’immediato l’atmosfera che già fu de “Il luogo delle Ombre“, al contempo introducendosi nella dimensione di più rapido movimento propria di romanzi come Intensity.

Odd Thomas è rimasto quello che abbiamo già conosciuto: un nuovo Candido, puro di cuore, dall’animo sensibile e dolce che la sua capacità di vedere i defunti e la forza degli eventi conducono nel pericolo estremo.

La storia, nel perfetto stile del Koontz autore di grandi thrillers, si svolge nell’arco di sole 24 ore, da notte a notte. L’azione vede il protagonista prima vagare tra le strade deserte di Pico Mundo, poi nelle sue viscere (il che dà l’occasione a Koontz per strizzare l’occhio ai corridoi lugubri di basi militari abbandonate di suoi precedenti successi), poi nel deserto. Luogo principale di azione sono però le rovine di un vecchio albergo-casinò, dove Odd Thomas incontra gli spiriti di coloro che, nel devastante incendio di cui fu oggetto, persero tragicamente la vita.

Il romanzo è scritto in prima persona. Stile e forma sono quelli consueti dei thrillers di Koontz: descrizioni rapide per rapide azioni, rallentamenti brevemente digressivi. Decisamente accentuati sono i toni ironici, già conosciuti ne “il luogo delle ombre” ma del tutto assenti in romanzi quali il già nominato Intensity. Giusto un esempio. Odd Thomas ha i minuti contati. E’ in ciò che rimane dell’albergo devastato dalle fiamme; decide, per raggiungere i piani superiori ed evitare di farsi scoprire dai rapitori di un suo amico, di utilizzare il vano dell’ascensore. Si arrampica quindi come può per quasi tredici piani utilizzando al minimo la torcia di cui dispone: “Tredici piani è una lunga caduta in qualsiasi condizione di luce, ma la prospettiva di precipitare tanto lontano nel buio nero come l’inchiostro era particolarmente terrorizzante. Non avevo un’imbracatura di sicurezza, non avevo una cinghia robusta da fissare al sostegno. O un paracadute. Mi ero impegnato nell’arrampicata libera. Fra le altre cose nel mio zainetto c’erano dei Kleenex, un paio di barrette proteiche con uvette e noce di cocco, delle salviettine umidificate profumate al limone, confezionate in bustine di carta d’alluminio. Le mie priorità, al momento di fare i bagagli, mi eramo parse del tutto sensate. Se fossi precipitato per tredici piani…per lo meno avrei potuto soffiarmi il naso, fare un ultimo spuntino e pulirmi le mani, evitando quindi l’ignominia di morire con le narici moccicose e le dita appiccicaticce

Giudizio: 6/7 : Certo non il miglior romanzo di Koontz che abbia fino ad oggi letto (e li ho letti tutti tranne Il tunnel dell’orrore [che ho comunque in casa] e Progetto Proteus). La storia è buona, ma non avvincente: i colpi di scena ci sono, nel miglior stile koontziano, ma nulla che inchiodi alla poltrona il lettore che già conosce Koontz. Il vero punto di forza, come del resto certo ben compreso anche dall’autore, è Odd Thomas. Un personaggio che piace, come in fondo sempre piacciono “i tipici bravi ragazzi” di animo gentile e cuore puro di disarmante semplicità, ritratti con tutte le loro debolezze, i loro dubbi, le loro paure…ma anche la grande forza ed il coraggio. Già abbiamo conosciuto l’alieno de “l’Ultima Porta del Cielo“: in Odd ritroviamo gran parte di quel personaggio. Odd certo non è il bambino che non sappia cosa sono le dentiere e sospetti due anziani coniugi di essere serial killers (cit. l’Ultima Porta del Cielo), ma certo l’affinità non può trarsi in dubbio: lo sguardo di entrambi i personaggi è il medesimo. L’ironia, sotto questo profilo, non stona, certo ben adattandosi ad un personaggio come Odd.

Nel Labirinto delle Ombre” è libro che precipuamente si pone come fine l’unire la suspance del Thriller ad una ironia forte ma non soffocante, in un difficile equilibrio, apprezzabile e piacevole. Certo buono, rispetto al fine, il risultato.

Trama in breve: Qualcuno ha ucciso in modo feroce Wilbur Jessup e ne ha rapito il figlio adottivo, Danny, un ragazzo affetto da osteopsatirosi, “la malattia delle ossa di vetro”. Risultati del tutto errati i primi sospetti, Odd Thomas, amico di Danny, si lancia all’inseguimento, aiutato dai suoi poteri particolari che lo conducono nella Pico Mundo sotterranea…