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Il Bardo

ARTISTA:

“Solcano alti i cieli, irraggiungibili, lucenti come meteore, gli Artisti, i grandi e i meno conosciuti; destano stupore, attirano gli sguardi sperduti degli esterrefatti. Loro i maghi di epoche oscure, loro i veggenti e i vati, gli unici a vedere attraverso le nebbie più fitte.

Come coloro che, pazzi e incauti, evocano entità di soffocante potere, così l’Artista chiama a guida il Demone Sommo, che conduce all’infinito sommergente…ed ecco il pericolo laddove non sia la capacità di controllarlo.

Il Fetonte fuori dal tempo, figlio del Sole, ricerca la gloria, la grandezza, e alti, nei cieli, guida i possenti cavalli: il suo Demone.

Ma debole è in realtà, come debole è l’uomo: poca cosa le sue forze di fronte all’indomabili fiere, creature del Sogno e del Cosmo…e quando le briglie sfuggono, trema, laggiù il Mondo. Arde, si consuma l’alta cima degli alberi; l’uomo sfugge il suo nuovo dio. Mentre laggiù l’Eridano attende.

Non tarderà il fulmine a fermare il superbo e il pazzo, e già i salici s’inchinano per piangere il loro fratello. Nel suo eterno viaggiare per l’oceano infinito di celate verità, l’Artista, il navigante, è attirato dal suadente, irresistibilie richiamo delle Sirene, dall’Arte, fino a perire sugli scogli della sua limitatezza di Uomo, i Soli che sciolgono la cera delle sua ali d’Icaro.

Eppure il suo nome non verrà cancellato dall’ira dei flutti, dall’inestinguibili fiamme del Sole: egli si è eternato nell’attimo, in un fuggevole, breve istante nel quale egli stesso è stato Cosmo. Egli è stato Vento e Cielo, Mare e Fiume. E’ stato Tutto.

Ma solo per un attimo.

E’ forse meglio allora, parrà al saggio, essere Ulisse, là nel mare, e Dedalo lassù nel cielo, contemplare da lontano l’onnipotente Sole e lasciarsi, strettamente legato all’albero maestro della realtà che anche gli altri vedono, al canto di creature che il Mito fa nascere, la superstizione fa vivere, ma l’occhio, quello dei non Artisti, non scorge.

Ma come resistere al Demone? Impossibile non seguire “quel cuore superiore che si tormenta”.

Tanto vicini si è sull’orlo dell’abisso, quando ci s’abbandona all’Arte. E nascono dai folli le più grandi sinfonie, i migliori quadri…da coloro che si sono gettati nell’Abisso dal quale non c’è ritorno, in balia del Demone. Da coloro che irresistibilmente sono condotti all’autodistruzione, verso la fiamma, nel divampante calore come nuovo tizzone, che genera nuova fiamma accrescendo l’antica.

Diventerà nulla, diventerà cenere…ma è stato fuoco, un Sole lui stesso e non pallido lume.

In una notte placida, uguale, in una superficie piana di un lago addormentato, è passata una cometa, che si è estinta, si è alzata un cresta che ha raggiunto la riva”.

[ex: DE ARTIUM NATURA, Il Bardo Nero, 1993, pag.2]

[immagine dal sito Apocalisse]

IL CANTO DEL BARDO:

Blind Guardian
The Bard’s Song

Now You all know
The bards and their songs
When hours have gone by
I’ll close my eyes
In a world far away
We may meet again
But now hear my song
About the dawn of the night
Let’s sing the bards’ song

Ref.:
Tomorrow will take us away
Far from home
Noone will ever know our names
But the bards’ songs will remain
Tomorrow will take it away
The fear of today
It will be gone
Due to our magic songs

There’s only one song
Left in my mind
Tales of a brave man
Who lived far from here
Now the bard songs are over
And it’s time to leave
Noone should ask You for the name of the one
Who tells the story

Ref.:
Tomorrow will take us away
Far from home
Noone will ever know our names
But the bards’ songs will remain
Tomorrow all will be known
And You’re not alone
So don’t be afraid
In the dark and cold
‘Cause the bards’ songs will remain
They all will remain

In my thoughts and in my dreams
They’re always in my mind
These songs of hobbits, dwarves and men
And elves
Come close Your eyes
You can see them, too

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One comment

  1. […] dal titolo “Il Bardo” (il cui secondo editoriale potere trovare nella pagina il Bardo). Le uscite non erano puntuali, ma per i mesi in cui girò fra i banchi ottenne davvero un buon […]



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