Posts Tagged ‘Recensioni’

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Ecco il Quinto Numero di Terre di Confine (nuova serie)!

4 maggio 2016

Oniricalienamente

Cari Lettori, ce l’abbiamo fatta anche stavolta! Contro ogni pronostico e avversità, eccoci a presentarVi un nuovo numero del Vostro affezionatissimo TdC Mag! Come sempre gratuito, come sempre coloratissimo, come sempre ricco di stimoli, immagini e opinioni.

Ci siamo riavvalsi del prezioso supporto de La Bottega del Barbieri. è proprio l’ampia retrospettiva di Daniele Barbieri sulla figura dell’alieno nella Fantascienza a caratterizzare TdCM #5, insieme a una suggestiva riflessione di Ivano Landi sul mistero di Picnic a Hanging Rock, un’analisi che accarezza l’anima dell’Australia aborigena, quel suo cuore metafisico conosciuto come il Tempo del Sogno.Fabrizio Melodia ci ripropone poi il suo appuntamento con i fanta-temi, parlandoci di Psicostoria.

A completare la sezione Letteratura: Marco Pulitanò ben descrive quanto profonda e meschina possa rivelarsi la Cecità umana; con la nostra Cuccu’ssette c’immergiamo tra le onde e le perturbanti manifestazioni di Solaris; Elisa Giudici, nostra ospite gradita, ci illustra pregi, difetti e attitudini epigonogeniche di Ender’s Game; nuovo anche l’arrivo di Glinda Izabel, che con Rebel accompagna TdC nei territori finora inesplorati degli young adults e dei romance; e infine, restando in tema di lande da esplorare, Luca Germano ci guida tra gli inquietanti meandri dell’Area X.

La parte antologica propone racconti di Clelia Farris, Fabio Lastrucci e Vincent Spasaro, Riccardo Dal Ferro e Francesco Pomponio, per chi ama il fantastico con punte di surreale, horror e distopia.

Nella sezione Cinema e TV, l’inObsidiabile Severino Forini affronta la leggenda di Onibaba; mentreAndrea Carta s’inoltra in terra teutonica per commentarci Le Fantastiche Avventure dell’Astronave Orion (con le immancabili sinossi di SerieTV.net).

Alla coppia MistèCorà è affidato il gustoso buffet anime, con un piatto per ognuna delle tre più rinomate portate nipponiche: film (Le Ali di Honneamise), OVA (Bubblegum Crisis) e serie TV (l’inedito Dougram).

Nello spazio Fumetti, ecco il saggio di Marco Pellitteri sul mitico Astroboy; e Orlando Furioso di nuovo alle prese con un supereroe che alla Casa delle Idee scippa addirittura il nome: Capitan Marvel.

Per l’angolo foto-cosplay, Davide Longoni e Leonardo Colombi intervistano Monica Pachetti e Roberto Giancaterina. Aprono e chiudono il numero due photodream d’annata: la meravigliosa Skin Diamond, ritratta da Scott Pierre Price, posa in atmosfera a metà tra glamour e postapocalittico.

Insomma, è primavera: sedetevi, rilassatevi e gustatevi TdC Magazine #5!

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I Consigli del Mentore – Saghe Fantasy (1)

25 settembre 2007

Non molti giorni addietro, un amico, passando in rassegna la libreria di casa mia, mi chiedeva quali saghe fantasy avessi letto e ritenessi di poter consigliare. Con una certa insistenza mi suggeriva di mettere per iscritto tali preferenze e metterle bene in evidenza nel blog (di cui lui è un lettore affezionato).

Accetto di buon grado il sollecito.

Avevo in verità già pensato di trattare delle saghe che nel tempo mi hanno più favorevolmente impressionato, non entrando nello specifico della trama, ma limitandomi a commenti che pur generali potessero comunque dare il polso di qualità e pregi.

L’idea rimane ferma, ma non è fuoriluogo, a mio avviso, in un post iniziale, programmatico e di sintesi, quantomeno nominare le saghe di cui poi, se il tempo non sarà tiranno, tratterrò più diffusamente in futuro.

Ebbene:

Tra gli imprescindibili (oltre ovviamente Il Signore degli Anelli):

Stephen Donaldson: Le Cronache di Thomas Covenant l’Incredulo (trilogia): La Conquista dello Scettro; La Guerra dei Giganti; L’Assedio della Rocca.

La saga, attualmente in ristampa, fu uno dei maggiori successi di fine anni ’80 della Mondadori (le copertine erano tra l’altro semplicemente splendide, molto meglio delle originali inglesi e lontanissime dalle anonime attuali).

Tratti da rimarcare:

  1. l’antieroe protagonista per antonomasia, Thomas Covenant, un lebbroso, cinico e misantropo;
  2. l’idea di un Male machiavellico che prevede ogni mossa del Bene e la ritorce contro i suoi campioni.

Il Mondo di Ambientazione (La Landa) è intriso di magia; le creature che lo popolano sono molte, ma il bestiario non è dei più floridi.

La seconda trilogia delle cronache (Il Sole Ferito; Il Primo Albero; L’Oro Bianco) non è all’altezza della prima. Donaldson sta attualmente lavorando alle Ultime Cronache (in 4 volumi): è già uscito (non in Italia) il primo volume ed è imminente l’uscita del secondo.

Giudizio: 9

Tad Williams: Il Ciclo delle Spade (trilogia): Il Trono del Drago; La Pietra dell’Addio; La Torre dell’Angelo Verde

La saga, pressocché introvabile, risale a metà degli anni 90 e fu pubblicata dalla Mondadori interno giallo.

Update luglio 2008: E’ in uscita per Armenia una nuova edizione della saga: da non perdere!

Tratti da rimarcare:

  1. trama semplice ma molto ben costruita, attorno a personaggi indimenticabili di cui è facile innamorarsi;
  2. fantasy classico, con protagonista un ragazzo dagli oscuri natali che timido ed imbranato scoprirà di avere in se stesso una formidabile fonte di risorse.

Nel mondo di ambientazione sono di primaria importanza, oltre gli uomini, solo due creature, simili agli elfi tolkeniani. Bestiario limitato.

Giudizio: 9

* – * – *

Tra i Vivamente Consigliati:

Terry Goodkind: Il Ciclo della Spada della Verità (15 libri): L’assedio delle Tenebre; La profezia del Mago; Il Guardiano delle Tenebre; La Pietra delle Lacrime; L’ordine Imperiale; La Stirpe dei Fedeli; La Profezia della Luna Rossa; Il Tempio dei Venti; L’Anima del Fuoco; La Fratellanza dell’Ordine; I Pilastri della Creazione; L’Impero degli Indifesi; La Catena di Fuoco; Fantasma; Confessor [ultima uscita].

Pubblicata dalla Fanucci, anche in edizione economica, si caratterizza per idee molto originali ben sviluppate e per una trama accattivante semplice da seguire. Splendide ed indimenticabili talune scene, anche quelle più violente e crudeli.

Tratti da rimarcare:

  1. buona commistione di fiaba, romanzo d’avventura e tipica storia fantasy;
  2. Ben sviluppato il tema di profezie e magie;
  3. buoni meccanismi di trama.

Il mondo di ambientazione conosce molte magie e ne è intriso. Poche le creature fantastiche, ma ben variegato il tipo di poteri cui possono attingere gli umani con il “Dono”.

Rimando comunque alla mia recensione dell’ultimo romanzo della saga pubblicato.

Uscirà a novembre, negli Usa, il telefilm, a firma Sam Raimi, ispirato alla saga: vedi post sull’argomento.

Giudizio: 8

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Erikson – I Giardini della Luna

24 settembre 2007

Il libro “I Giardini della Luna”, pubblicato da Armenia nel 2004, apre una nuova saga, “Il Libro Malazan dei Caduti” e si segnala certo per originalità e complessità.

Proprio quest’ultima caratteristica è fonte dei giudizi più diversi, tanto che basta scorrere per qualche momento le pagine web dedicate ai libri fantasy per ricavarne le impressioni più diverse. Taluno ha così definito Erikson come autore da evitare, sottolineando come i Giardini della Luna siano libro di talmente difficile lettura da scoraggiare anche il più affezionato lettore.

Avvertito da tali giudizi, solo in parte condivisi anche dagli amici che mi avevano consigliato tale lettura, ho iniziato a leggere il libro di Erikson con particolare attenzione, per quanto, sinceramente, non sia accorgimento dal quale di solito prescinda.

Compiuta la lettura, posso concludere che molte delle critiche sono decisamente gratuite.

Erikson compone un’opera certo ardita, segnata all’inizio da taluni salti temporali che hanno forse disorientato coloro che non hanno posto attenzione al fatto che, all’inizio di ogni capitolo, viene vergata la data degli avvenimenti che si stanno per raccontare. La complessità, nel resto della storia, trae origine certo dal gran numero di personaggi che danno vita alle pagine del romanzo e, soprattutto, dalla difficoltà, perdurante, di comprendere fazioni di appartenenza e più ancora di tracciare una linea chiara di demarcazione fra coloro che possono essere ritenuti “buoni” e coloro che devono essere considerati legati all’oscurità.

Per il vero, di tali categorie, il romanzo, così come strutturato, prescinde consapevolmente, in un ardito intreccio dove ogni personaggio è perfettamente delineato nella sua complessità. Sarebbe anzi riduttivo questi catalogare in categorie ristrette e dequalificanti, risultando invece ben vividi nei loro interni contrasti (Paran e L’Aggiunto ne sono esempi lampanti).

La trama è costruita intorno ai personaggi e ne rispecchia quindi appieno complessità e duplicità. Erikson ricorre spesso all’espediente di raccontare gli avvenimenti per il tramite di più voci narranti, cambiando radicalmente di prospettiva. Il risultato è spesso sorprendente ed avvincente.

Spesso vengono volutamente fornite informazioni frammentarie, pressocché incomprensibili, ridotte a poco più che accenni. Molto ricade in presupposti dati quasi per scontati, brevemente riassunti nei capitoli successivi o rapidamente spiegati, per il tramite di diverse voci narranti, molte pagine dopo.

L’effetto è un poco stordente, ma pienamente godibile.

Le battaglie, nel primo libro, non sono molte: tuttavia le stragi non mancano, come pure gli scontri epici tra maghi, demoni e draghi.

In effetti Erikson riprende modelli mai completamente decaduti, dove la magia, pur contenuta in severi argini, non è mutilata o resa servente: il mondo di Eirikson pulsa di magia, vive di magia, nuova e antica, di uomini e dei.

Una particolarità è poi data dalla presenza palpabile prima, protagonista poi, dell'”interventismo” divino: gli dei sono parte in causa ed intervengono direttamente negli avvenimenti, senza però sproporzione.

Il Giudizio complessivo non può essere che buono: 7+

Armenia ha pubblicato già i primi tre libri del seguito, che mi accingo a comprare.

Trama in breve: Sulla cima di una torre antica un ragazzo nobile di nome Paran contempla i segni di una truce battaglia che si sta svolgendo in uno dei quartieri più popolosi. Accanto a lui un ufficiale degli Arsori di Ponti cerca di dissuaderlo dalla malsana idea di intraprendere la vita militare. Intanto, grandi e sconvolgenti avvenimenti stanno cambiando ogni punto di riferimento, mentre l’impero intraprende una nuova via…

[Nota a margine: Per quanto Armenia abbia con Erikson fatto finalmente quel salto di qualità da più parti atteso, rimane insufficiente la qualità grafica e risultano discutibili taluni soluzioni di traduzione, prima delle quali quella relativa al titolo (“La caduta di Malazan” al posto del corretto “Libro Malazan dei caduti” presente invece alla fine del volume)].

PER UNA MIA MOLTO PIU’ AMPIA RECENSIONE CON INTRODUZIONE ALLA SAGA SEGUITE IL LINK AL SITO DI TERRE DI CONFINE


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Il Circolo Dante

27 agosto 2007

Tra le mie ultime letture vi è stato Il Circolo Dante, di Matthew Pearl.

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Esistendo un sito ufficiale ben fatto che diffusamente ne tratta, non mi sembra sinceramente il caso di aggiungere molto, nè tantomeno di smentire le buone recensioni riportate.

In effetti il libro è di piacevole lettura e coinvolgente. Alcune scene sono sapientemente descritte e di gran forza; la trama è buona, con colpi di scena ponderati e personaggi credibili.

Giudizio: 7

Non posso dire molto riguardo alla ricerca effettuata dall’autore, non conoscendo sufficientemente la storia della letteratura americana.

Mi permetto solo una breve nota alla lettura.

Nel romanzo si tratta spesso dei canti della Divina Commedia. Per non disvelare nulla della trama, altro non aggiungerò di specifico. Nemmeno quello che può facilmente leggersi nei risvolti della copertina. Mi limiterò solo a rilevare come ad un certo punto si tratti della pena sofferta dagli ignavi e come alcuni dei protagonisti identifichino il “colui che fece per viltà il gran rifiuto” in Celestino V.

In effetti i commentatori più antichi (Iacopo della Lana, Pietro di Dante) ritenevano che il personaggio nominato da Dante fosse l’eremita Pier da Morrone che divenne appunto papa nel 1294 con il nome di Celestino V e solo cinque mesi dopo l’investitura rinunciò all’ufficio, lasciando via aperta a quel Bonifacio VIII causa, a giudiizo di Dante, di tutte le sue pene e della rovina della stessa Firenze.

Già il Boccaccio aveva qualche perplessità in merito a tale identificazione (“chi costui si fosse, non si sa con certezza“) tant’è vero che il Benvenuto riconosceva nell’ignavo invece Esaù, che rinunciò al diritto di primigenitura in favore di Giacobbe.

In realtà molto induce a non ritenere valida l’identificazione con Celestino V: l’attacco di Dante è forte, del tutto ingiustificato se sol pensiero si volge al fatto che l’eremita rinunciò all’ufficio per consapevole scelta e fermo umile riconoscimento dei propri limiti, non certo per vile rinuncia. Per i nemici di Bonifacio VIII, Celestino V, canonizzato già nel 1313, era addirittura segno di virtù da contrapporsi al papa “politico” suo successore.

Personalmente ho sempre ritenuto che l’ignavo che fece il gran rifiuto fosse Pilato, sia per la gravità intrinseca che per la rinomanza proverbiale del suo atto.

Ovviamente tale interpretazione in nulla vuol porsi contro quella mirabile dottrina che vede nello stesso Pilato uno strumento del Gran Disegno di Salvazione e Redenzione.