Posts Tagged ‘Telefilms anni ’60-’70-’80’

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Giunge l’atteso Quarto numero della Nuova Serie di Terre di Confine!

11 agosto 2015

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Gamara è vasta; nelle sue scure vie il passo è indeciso, rallenti, spiato, atterrito, angosciato; quando alla fine cerchi la fuga per lasciarti tutto alle spalle, ti ritrovi tra i suoi più miserabili vicoli ciechi, davanti alla sgradevole bottega di Kimaj o perso nel mercato marcio. Così mi ritrovo con niente da comunicare al mondo, nessun racconto da pubblicare.

Fortunatamente l’attività in Terre di Confine non si interrompe; non vi troverete miei racconti questa volta, ma una lunga recensione sul fenomeno letterario di S. o La Nave di Teseo. 

Sempre lieto di poterVi spingere ad una nuova lettura.

Ecco come di consueto l’editoriale del Quarto Numero:

“Cari Lettori, ben ritrovati al quarto appuntamento con la vostra TdC Magazine! In questa introduzione ai contenuti è un piacere ringraziare La Bottega del Barbieri, che ha contribuito alla sezione Letteratura con il gustoso articolo su Harlan Ellison e la recensione de La Svastica sul Sole curati, rispettivamente, dall’astrofilosofo Fabrizio Melodia e dal boss Daniele Barbieri in persona. La sezione antologica si avvale anch’essa degli scritti di bottegai DOC come Riccardo Dal Ferro, Fabio Lastrucci e Mauro Antonio Miglieruolo, con l’imprescindibile Andrea Carta (per l’occasione trasmigrato dalla sezione Fumetti) a completare il canonico quartetto di fantaracconti. Gradito l’esordio su TdC dei booksbloggerAgnese Mignozzi e Michele Del Vecchio, e di Solange Mela con un nuovo capitolo di ‘Stile e Dintorni’;Nicola Parisi si è adoperato a intervistare un sempre in forma Silvio Sosio, e dalla Colonia Lunarel’immancabile Marco Pulitanò ci parla di una droga virtuale chiamata Snow Crash.

I fan e controfan di Lost si saranno poi chiesti cosa mai contengano i misteriosi cofanetti con la S. cubitale che J.J. Abrams ha disseminato in tutte le librerie del globo terracqueo: ebbene il nostro buon Luca Germano è qui per soddisfare anche questa curiosità.

Nella sezione Cinema e TV, The Obsidian Mirror ci regala stavolta un articolo ricco di approfondimenti sulla saga coreana Whispering Corridors, una pentalogia di film horror accomunati dall’ambientazione scolastica e da un sapore psicologico squisitamente orientale; Lucia Patrizi ci conduce invece alla riscoperta dell’affascinante Dark City. Lo spazio telefilm propone Kronos, grazie al gusto vintage diCuccu’ssette e all’ormai abituale collaborazione con SerieTV.net. L’anime di turno è l’apocalitticoIdeon, trattato con la consueta sagacia dal duo asteroidale Jacopo Mistè e Simone Corà, e sigle gentilmente tradotte da Cristian Giorgi.

Veniamo al doppio appuntamento con i fumetti: incursione di Orlando Furioso in pieno periodo maccartista con Fighting American, e discesa di Leonardo Colombi negli abissi psicanalitici di Homunculus.

Ultime ma non ultime due succose gallerie fotografiche (con la novità del nuovo ‘Cosplay Corner’), a corredo delle interviste curate da Davide Longoni: abbiamo incontrato per voi il talentuoso concept artist messicano Michel Omar B., e l’italianissima NadiaSK, best performance al World Cosplay Summit 2014.

Cos’altro mi resta dunque da aggiungere, se non: lunga lettura e prosperità!”

Ed ecco il link alla pagina dove potrete leggere e scaricare la rivista: http://www.terrediconfine.eu/terre-di-confine-magazine-4/

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Amarcord: I Telefilms che segnarono un’epoca (3) – Fantascienza anni ’60-’70

27 agosto 2007

Ai più il nome Irwin Allen dirà poco. In realtà, l’Italia conobbe negli anni ’60 e ’70 praticamente tutte le serie televisive di fantascienza delle quali fu produttore e responsabile.

Ve ne propongo qui breve sunto, in ordine cronologico:

Voyage to the bottom of the sea (1964-1968)

La serie nasce dallo sviluppo di un’idea che aveva già portato, nel 1961, alla realizzazione di un film, prodotto dalla Fox, con lo stesso titolo. Non sono chiari i legami, a livello di trama, che uniscano la prima al secondo.

Nel film si enarra della missione del sottomarino nucleare Seaview, agli ordini dell’ammiraglio Nelson, suo inventore, volta a trovar soluzione al pericolo mondiale costituito da un anello di fuoco che ha cinto l’atmosfera terrestre in una morsa incandescente e distruttrice. La Comunità Scientifica non accoglierà le idee ed i suggerimenti dell’ammiraglio Nelson che alla fine si vedrà costretto ad agire e decidere in autonomia: il suo piano avrà successo.

Nella serie, con stessi personaggi ed attori, non si fa mai menzione di anelli di fuoco che abbiano in passato minacciato il destino della terra, talché si è anche ritenuto che tutta la serie volesse porsi come prequel del film di qualche anno precedente.

Le avventure del Seaview sono le più varie. Nella prima stagione i nemici del coraggioso equipaggio sono governi fantasma e cospirazioni; nella quarta (ed ultima), di poco successiva alla novità Star Trek, si vedranno mostri, alieni e viaggi nel tempo.

Lost in Space (1965-1968)

La prima stagione di Lost in Space è coeva alla terza di Voyage to the bottom of the sea. Essendo una serie molto nota, mi limito a rinviare a dove trovare informazioni utili: wikipedia

Time Tunnel (in Italia Kronos) (1966-1967)

Fu una delle mie serie preferite. Ecco il motivo per il quale linko parte del primo episodio.

I viaggiatori del tempo, Tony Newman e Doug Philips, vengono scaraventati di volta in volta, senza nessuna logica apparente, nei più lontani periodi storici e nell’immediatezza di fatti rilevantissimi e spesso tragici (nelle Hawaii il giorno prima dell’attacco a Pearl Harbor; sul Titanic il giorno prima dell’affondamento…). Non pochi i viaggi nel futuro: ricordo ad esempio con estrema vividezza una missione spaziale che avrebbe dovuto raggiungere Marte ma che, a causa della presenza dei due clandestini temporali, sarà costretta ad un fortunoso allunaggio…

Non mancano le avventure improbabili in eventi biblici (la caduta di Gerico), mitologici (la caduta di Troia). In un episodio Merlino ferma il tempo ed arriva nel luogo dove ha sede il progetto Tic-Toc. Non mancano nemmeno gli incontri con gli alieni.

Proprio nell’ultimo episodio (il trentesimo) questi ultimi sono gli effettivi abitanti di una città apparentemente normale, ma in realtà sotto il loro controllo.

Nella serie numerosi sono gli errori e le disattenzioni. Pare inoltre che molto spesso costumi e scene non fossero che comodi ripieghi per sfruttare elementi già utilizzati in altri films e serie di Allen.

Nonostante questo, Time Tunnel fu una serie di successo, tanto che la Fox medita già da qualche anno di dar vita ad una nuova serie.

Anche per Time Tunnel potete trovare ottime informazioni, con elenco di tutti gli episodi e relativi errori, sulla wikipedia. Altre informazioni e breve commento su Delos 30.

Land of the giants (1967-1970)

Come Time Tunnel, anche Land Of Giant non ha una fine. Il 51° episodio, l’ultimo trasmesso, non disvela gli enigmi e non consente di conoscere il destino dei naufraghi spazio-dimensionali.

In effetti nemmeno esattamente si comprende dove siano precipitati. In alcuni episodi sembra che i giganti conoscano Venere, Marte e Terra. Sicchè pare ragionevole supporre che il loro pianeta sia nello stesso sistema solare, ma raggiungibile solo attraverso un varco dimensionale. Come detto la serie sul punto lascia adito ad ogni altra possibile ipotesi.

* – * – *

Non di Irwin Allen fu un’altra serie di fantascienza di quegli anni giunta in Italia che ricordo come una sorta di incubo e che qui nomino solo per comunanza di materia.

The Invaders

Per molto tempo ho ricordato solo le note della arida colonna sonora ed un senso di oppressione crescente. In effetti la serie risente molto del clima della guerra fredda in cui fu creata. Gli alieni sono giunti sulla Terra e si sono infiltrati o stanno cercando di infiltrarsi in tutti i centri di potere. E l’unico a sapere di questo sembra essere un unico uomo…

* – * – *

Di Irvin Allen, ma non di fantascienza, fu poi una serie che riguardava le avventure di una famiglia svizzera che, in viaggio per raggiungere l’Australia, naufraga su un’isola deserta.

Swiss Family Robinson

A me fa venire in mente anche un certo anime che aveva per protagonista una certa famiglia svizzera, in viaggio per l’Australia, che naufraga su un’isola deserta… Ma avremo occasione di parlarne più diffusamente in altro post.

Tra i due le differenze comunque non mancano…